Nei primi giorni di settembre del 2013 la Monsanto, multinazionale americana specializzata in biotecnologie agrarie, propose di approvare una legge durante l’Assemblea Nazionale dei semi del Venezuela. Tale legge era denominata “Legge Monsanto”: già qui, molti dubbi si eclissarono.

Infatti, la legge prevedeva l’aumento della produzione di mais, nello specifico il mais transgenico NK603 della Monsanto, ritenuto molto pericoloso da coloro i quali sono ben informati a riguardo. Questo tipo di mais, di fatti, causa tumori e considerevoli problemi renali, oltre ovviamente a rendere il suolo inutilizzabile per altre colture. Per fortuna questa proposta è stata abrogata grazie ai movimenti sociali che hanno dispensato tutte le informazioni utili inerenti al pericolo di una conseguente applicazione della suddetta legge, la quale sarà riscritta anche grazie agli agricoltori (diretti interessati) e ad alcuni esperti di semi. Nel frattempo, ci sono stati già quattro incontri in cui si è discussa la preparazione della nuova legge; le prossime riunioni saranno tenute il 15 e il 16 febbraio presso il Battaglione Justo Briceño.

Quindi, grazie alla vittoria dei movimenti contadini, l’Assemblea Nazionale del Venezuela è stata incaricata di elaborare un progetto di legge che vieterà l’uso e il consumo degli OGM, cioè degli organismi geneticamente modificati. La vicenda venezuelana rappresenta una grande vittoria e servirà da modello per tutti quei paesi che si ritrovano a combattere contro la politica della Monsanto.

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