Immagine da Google Maps
Accadde il 16 Aprile del 2013, a San Jose, in California: un attacco terroristico a una centrale elettrica della PG&E Corp. (Pacific Gas and Electric Corporation). Non se ne è sentito parlare molto a quel tempo, anzi, forse non se ne è parlato affatto, almeno a livello internazionale; forse c’è stato solo qualche brusio di fondo in terra americana, come se la cosa non fosse tanto grave e quindi non meritasse tanta attenzione.

L’attacco è iniziato poco prima dell’ 1:00 a.m., quando qualcuno è entrato in una camera sotterranea, non lontano dall’autostrada solitamente trafficata, e ha tagliato i cavi telefonici. Nel giro di mezz’ora, dei cecchini hanno aperto il fuoco sulla vicina stazione elettrica per circa 19 minuti e hanno distrutto, con accurata precisione, 17 grandi trasformatori che rappresentano il cuore dell’energia di Silicon Valley. I danni sono stati così ingenti, che la centrale è dovuta rimanere chiusa per un mese. Sul luogo dell’attacco, sono stati ritrovati 100 bossoli di cartucce senza impronte e piccoli mucchi di rocce, probabilmente un segnale per i cecchini da parte di un ricognitore che ha studiato l’area precedentemente l’attacco. Nessun arresto è stato effettuato. Jon Wellinghoff, che era presidente della Federal Energy Regulatory Commission ha dichiarato che l’attacco è stato “il più significativo episodio di terrorismo interno che abbia coinvolto la stazione elettrica che sia mai accaduto negli Stati Uniti. Inoltre, i problemi non sembrano limitarsi a quanto è accaduto: c’è una situazione generale di sicurezza che pare lasci molto a desiderare. In un rapporto pubblicato martedì scorso dal senatore Tom Coburn, intitolato “The Federal Government’s Track Record on Cybersecurity and Critical Infrastructure“, sono state evidenziate significative debolezze da parte del governo nel proteggere i computer e le reti civili.
Sembra strano leggere di vulnerabilità ad attacchi terroristici di simili livelli all’interno del territorio americano. Una notizia del genere non sarà stata largamente diffusa probabilmente proprio perché avrebbe creato un profondo allarmismo e mostrato un lato debole del sistema che, a quanto pare, risulta carente di risorse destinate alla sicurezza. Insomma, in questo modo, gli USA avrebbero dato un’immagine della sicurezza interna non proprio rassicurante.

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