La tecnologia può aiutare a migliorare le nostre condizioni di vita e, allo stesso tempo, può incutere anche un po’ di inquietudine nel momento in cui si prova a pensare alla sua applicazione per fini relativi alla sostituzione di parti del corpo o addirittura di interi organi vitali. Ma qualcuno vede tutto ciò solo ed esclusivamente in maniera positiva. La figura del cyborg, una delle più potenti dell’immaginario fantascientifico, nel corso del tempo potrà rappresentare un obiettivo sempre più facilmente raggiungibile. In merito a ciò, si è espresso Ray Kurzweil, il direttore del settore ingegneristico di Google, nonché un entusiasta della tecnologia il cui sguardo è proiettato verso un futuro ricco di nuove possibilità.

Kurzweil sostiene che le parti biologiche del nostro corpo verranno sostituite con parti meccaniche e che questo potrà accadere presumibilmente più o meno verso il 2100. Inoltre, egli è dell’opinione che la tecnologia permetterà l’aumento delle nostre capacità intellettuali, fornendoci, a quel punto, abilità sovrumane: “Sulla base delle stime conservative della quantità di calcolo  necessaria per simulare funzionalmente un cervello umano, saremo in grado di ampliare la portata della nostra intelligenza di un miliardo di volte“. Il direttore ritiene che la legge di Moore, secondo la quale la potenza di calcolo raddoppia in media ogni 2 anni, sarà fondamentale insieme agli sviluppi del sequenziamento genetico e della stampa 3D. 
Proprio una delle ultime novità di Google, ovvero delle lenti a contatto che monitorano la salute del corpo dei diabetici, rappresenta una delle possibilità che una protesi tecnologica potrebbe offrire. Ma ci sono numerosi esempi di simili tecnologie, come gli esoscheletri in grado di aumentare la forza di anziani e disabili, impianti cocleari e retinici per ripristinare parzialmente rispettivamente udito e vista, arti protesici controllati da smartphone o particolari computer e altro ancora. Insomma, la fantasia di certo non manca; se poi si riesce a trasformare queste idee in tecnologie funzionali e utili ai bisogni delle persone, soprattutto di quelle più sfortunate che non possono godersi pienamente la vita, allora ben venga.
Ray Kurzweil non nasconde le sue tendenze avveniristiche affermando che tra il 2040 e il 2050 saremo in grado di trasferire i contenuti della nostra coscienza all’interno della memoria dei computer. Sarà davvero possibile una simile operazione? Si arriverà a un livello elevato di tecnologia tale da permetterci di diventare o creare dei veri e propri cyborg? Certamente non esiste ancora una risposta definitiva per queste domande, ma nel frattempo possiamo divertirci a immaginarne le conseguenze che ciò potrà avere in campo scientifico, sociale, culturale, politico, medico, etico e bioetico nel caso in cui questa tecnologia si realizzerà. In questi casi si dice “chi vivrà, vedrà”, e per ora dobbiamo accontentarci di quello che possediamo, che non è poco.
Fonte:dailymail

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