Era stato progettato per trasportare wafer in silicio in una fabbrica di chip e ora svolge tutt’altro compito. La Intel ha sviluppato il robot Oculus per testare la reattività e l’efficacia dei touchscreen, e di conseguenza per stabilire se il prodotto sarà gradito dai consumatori. Il robot utilizza due dita alle cui estremità vi sono dei cuscinetti di gomma e con le quali tasta e scorre, con precisione millimetrica ed elevata sensibilità, lo schermo sottoposto a misurazione. In una prova, Oculus ha dimostrato di sapersela cavare ottimamente nel famoso gioco per dispositivi mobile “Cut the Rope“, superando un livello e ottenendo un punteggio perfetto. 

Grazie a una videocamera che cattura immagini a 300 fotogrammi al secondo con una risoluzione migliore dell’alta definizione, Oculus controlla i dispositivi che regge ed effettua un’analisi degli oggetti che vengono riprodotti sullo schermo. I punteggi numerici vengono convertiti grazie al lavoro di esperti in psicologia cognitiva, i quali poi si confrontano con gli ingegneri e i designer che lavorano con i touchscreen. Secondo l’ingegnere robotico Eddie Raleigh, che ha collaborato allo sviluppo di Oculus, un buon touschscreen deve seguire il movimento del dito con un ritardo di appena qualche decina di millesecondi. Ma si sa, le esigenze degli utenti sono diverse: c’è chi pretende che la risposta del dispositivo debba essere la più rapida possibile e chi, invece, si accontenta anche di discrete prestazioni. A sollevare una questione differente è Jason Huggins, cofondatore e CTO della Sauce Labs, un’azienda che si occupa di testare le app per smartphone e Internet: “Samsung, LG e Apple hanno tutti questo genere di cose, ma non ne parlano perché non vogliono che i loro concorrenti sappiano“. Matt Dunford, manager del programma relativo all’esperienza vissuta dagli utenti, ha ribattuto dicendo che Oculus è diverso perché si basa su dati provenienti dalla percezione che gli utenti hanno del touchscreen, a differenza di altri robot che invece si limitano a misurare le capacità tecniche dei dispositivi.
Quindi, un robot come Oculus potrebbe aiutare gli ingegneri che lavorano sui touchscreen a capire dove e come agire per ottenere dei risultati che andranno a soddisfare le aspettative degli utenti. Se sarà davvero utile o meno, lo si potrà scoprire forse considerando i futuri prodotti che la Intel metterà in commercio: se faranno effettivamente la differenza, allora vorrà dire che il robot funziona bene e che ha svolto un ottimo lavoro.

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