Ultimamente girano voci riguardo l’operato di Edward Snowden sulla diffusione di materiale segreto del governo americano. L’ex tecnico della CIA, infatti, è stato accusato da alcuni politici degli Stati Uniti d’America di essere una spia della Russia e di aver operato per conto del governo sovietico.
Snowden ha ritenuto assurde queste accuse e in un’intervista del New Yorker ha dichiarato: “In modo chiaro e inequivocabile ho agito da solo, senza l’aiuto di nessuno, tanto meno di un governo.” Domenica scorsa, il capo della US House of Representatives Intelligence Committee Mike Rogers ha detto che stava indagando proprio sul caso Snowden, in particolare sull’eventualità di un aiuto della Russia. Ma Rogers non ha prove specifiche per confermare la sua teoria, sebbene sostenga che i suoi possono essere considerati tranquillamente indizi. È ormai chiaro che molti sostenitori e funzionari del governo americano desiderano che Snowden torni negli USA per affrontare un processo penale. Invece, in un’intervista del Times il rivelatore di documenti segreti ha dichiarato “C’è una possibilità del zero per cento che i russi o i cinesi abbiano ricevuto i documenti“.
Snowden fuggì dagli Stati Uniti circa un anno fa, fermandosi per poco ad Hong Kong, e poi raggiunse la Russia, la quale gli offrì asilo politico almeno per un anno. Attraverso interviste televisive, radiofoniche e giornalistiche, molti potenti funzionari americani cercano di servire alla popolazione un’immagine del tutto negativa di Snowden, facendo leva su vecchi e mai del tutto assopiti contrasti politici tra mondo occidentale e mondo orientale. Ma Edward Snowden ha fiducia nei suoi concittadini e questo lo si può evincere proprio da una citazione riportata dal New Yorker: “Il popolo americano è più furbo di quanto i politici pensano di essere“.

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