Il computer K, prodotto della Fujitsu e attivo dal 2011, può senza alcun dubbio definirsi un super-computer. La lettera K sta per la parola giapponese kei e significa 10 biliardi (mille bilioni o, se preferite, mille alla quinta), in riferimento ai calcoli al secondo e quindi anche per questo rientra nella categoria dei computer petascale. Si tratta, attualmente, del quarto computer più potente che sia stato realizzato, ma il suo scopo lo rende sicuramente speciale rispetto a tutti gli altri.
Il progetto è stato realizzato dai ricercatori provenienti dal gruppo di ricerca giapponese RIKEN, dall’ Okinawa Institute of Science and Technoloy Graduate University e dal Forschungszentrum Jülich, un centro interdisciplinare di ricerca situato in Germania. Il computer K possiede un numero di core corrispondente a 705.024 e 1,4 milioni di GB di RAM: nonostante ciò, impiega circa 40 minuti per simulare l’attività cerebrale umana pari a un secondo. L’obiettivo principale del progetto consisteva proprio nel testare i limiti della tecnologia e le capacità del computer K: tale livello di simulazione aiuterà gli scienziati a creare modelli sempre più precisi e ad implementare i cosiddetti computer exascale. I computer exascale permetterebbero lo svolgimento di un quintilione di operazioni al secondo e di conseguenza la simulazione quasi in tempo reale delle attività cerebrali umane. Markus Diesmann, uno degli scienziati che hanno lavorato al progetto, ha dichiarato: “Se i computer petascale come il computer K oggi sono in grado di rappresentare l’uno per cento della rete di un cervello umano, sappiamo che la simulazione dell’intero cervello a livello della singola cellula nervosa e delle sue sinpasi sarà possibile con i computer exascale – speriamo disponibili entro il prossimo decennio“.
Sono numeri da capogiro e difficilmente immaginabili. Anzi, forse è proprio impossibile farsi un’idea. Grazie a questa tecnologia, gli scienziati saranno in grado di ottenere maggiori conoscenze su quello che è definito l’organo più misterioso dell’essere umano, il cervello. Il computer K, che per quanto si è potuto capire non è affatto un giocattolo, impiega 40 minuti per decifrare l’attività che il nostro cervello sbriga in un secondo: questi due dati riescono, da soli, a fornirci un’immagine riassuntiva della complessità del nostro sistema nervoso e di quanto ancora abbiamo da imparare su questo.

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