Impianto di Monsanto considerato incostituzionale in Argentina

Dall’Argentina il messaggio arriva chiaro e forte: qui la Monsanto non verrà  spargere il suo veleno! Il tribunale del lavoro, situato nel centro-nord dell’Argentina, ha infatti considerato incostituzionale la costruzione di un impianto di proprietà della Monsanto. Alcuni attivisti avevano presentato un ricorso legale alla municipalità di Malvinas Argentinas, per esprimere il loro dissenso contro gli OGM  prodotti dall’azienda americana. Gli attivisti hanno dovuto bloccare il cantiere per 113 giorni, prima di poter raggiungere i loro obiettivi: una vera e propria dimostrazione di senso di responsabilità e coraggio.

L’avvocato Raúl Montenegro ha dichiarato: “Abbiamo presentato una denuncia penale per informare la Procura della Repubblica di alcune irregolarità in violazione del diritto ambientale che si sono verificati nel cuore del ministero dell’Ambiente che si occupa di autorizzazioni di progetti“. La costruzione dell’impianto è sospesa fino a quando la valutazione ecologica non fornirà delucidazioni precise in merito all’impatto ambientale del sito. Dall’altra parte, la Monsanto ha replicato: “Consideriamo il nostro diritto di costruire legittimo dal momento che abbiamo rispettato tutti i requisiti legali e abbiamo ottenuto l’autorizzazione per costruire secondo le norme“. Forse, però, avevano dimenticato che non è sempre così sbrigativo avere il consenso per edificare strutture come quelle che fabbricano loro. I prodotti della Monsanto, tra l’altro, sono sempre più considerati pericolosi: in ottobre 2013, un nuovo rapporto ha dimostrato quanto tali prodotti possano influire negativamente sulla salute delle persone. Ormai, la multinazionale statunitense si sta ritrovando ad affrontare critiche provenienti da diverse parti del mondo. E questo soprattutto grazie al web che, facendo partecipare attivamente persone provenienti da paesi differenti, ha reso divulgabili determinate informazioni, ha reso possibile la trasmissione di messaggi importanti in breve tempo, insieme alla creazione di gruppi di discussione e di community.
Le manifestazioni, le marce di protesta e ora l’incostituzionalità di un impianto Monsanto rappresentano dei buoni segnali: il passaparola ha reso molte persone più attente, anche quando si tratta di controllare piccoli dettagli e saperne di più su questioni complesse come quelle relative agli OGM. È questa la strada giusta: far conoscere agli altri che esiste la possibilità di approfondire ogni situazione e di risolvere i problemi con gli strumenti giusti, se lo si vuole davvero. In Argentina ci hanno mostrato cosa si può fare e come. Segnatevelo da qualche parte, perché potrà tornare utile; oppure continuate a restare connessi e a condividere queste informazioni: c’è sempre qualcuno che è all’oscuro di qualcosa e magari, quel qualcuno, potrà darci una mano a risolvere problemi simili.

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