Continua ad esserci confusione dopo le recenti rivelazioni in merito allo scandalo Datagate: stando agli ultimi documenti pubblicati grazie ad Edward Snowden, anche le aziende Apple e Dell sarebbero coinvolte nelle operazioni di sorveglianza di massa effettuate dalla NSA, l’agenzia della sicurezza nazionale americana. L’ultimo oggetto di discussione è stato DROPOUTJEEP, un software utilizzato dalla NSA dalle altissime probabilità di successo per il controllo degli iPhone e quindi per l’acquisizione di informazioni contenute nei dispositivi. Le due aziende sono intervenute per tranquillizzare i propri utenti: una è riuscita un po’ meglio in questo compito rispetto all’altra che ha invece contribuito a creare ancora più caos.
Da Cupertino, sede della Apple, hanno fatto sapere che non hanno alcuna responsabilità per quanto riguarda il sabotaggio degli iPhone: “Non abbiamo mai lavorato con la NSA per creare backdoor in nessuno dei nostri prodotti. Inoltre, eravamo anche all’oscuro di questo presunto programma NSA che aveva come bersagli i nostri prodotti. Abbiamo molto a cuore la privacy e la sicurezza dei nostri clienti. La nostra squadra continua a lavorare per rendere i nostri prodotti sempre più sicuri“.
Dall’altra parte, invece, Dell ha fatto più fatica nel dare una risposta convincente. L’azienda produttrice di personal computer ha infatti utilizzato la modalità di risposta automatica che spesso utilizza per il servizio clienti su Twitter: nel messaggio, che era un tweet di risposta di un utente a una domanda riguardante la presenza di un bug inserito dalla NSA, si poteva leggere del disappunto per l’inconveniente e della rassicurazione per la risoluzione del problema in tempi brevi.
Intanto, anche la American Civil Liberties Union (ACLU) e la Media Freedom and Information Access Clinic di Yale hanno fatto causa al governo americano chiedendo che vengano rilasciate informazioni dettagliate sull’ordine esecutivo 12333, visto che tale normativa, lasciata così com’è ora, sarebbe un ottimo espediente per la NSA: difatti, in questo modo, l’agenzia non avrebbe nessun limite imposto per le sue operazioni.
Per il momento non ci sono molte informazioni su questa vicenda. Il governo degli Stati Uniti ha preferito non lasciare commenti e possiamo solo immaginarne i motivi. Che ci sia qualcosa di più grave dietro tutto questo caos?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.