Lunedì scorso Julian Assange, fondatore di Wikileaks, ha partecipato alla Chaos Communication Conference tenutasi ad Amburgo, in Germania. dove molti informatici si sono riuniti per discutere sulla libertà di Internet e sulla privacy. Tra i vari partecipanti, vi erano anche Sarah Harrison, membro di Wikileaks che accompagnò Edward Snowden in Russia; e Jacob Applebaum, giornalista indipendente ed esperto informatico sulla sicurezza dei pc. Molta attenzione è stata dedicata alla questione della sorveglianza di massa perpetrata dalla NSA, la National Security Agency. Di seguito è riportata una trascrizione del discorso di Assange.
Lavoratori high-tech, noi siamo una classe particolare, ed è tempo che riconosciamo di essere una classe e di guardare al passato, e di capire che i grandi guadagni in diritti umani, in educazione e così via, sono stati ottenuti attraverso un potente lavoro industriale visto che abbiamo formato la spina dorsale dell’economia del ventesimo secolo. Penso che abbiamo la stessa abilità, ma anche di più, grazie alla maggiore interconnessione che esiste ora, economicamente e politicamente, la quale è tutta sostenuta dagli amministratori del sistema. E dovremmo capire che gli amministratori di sistema non sono solo quelle persone che gestiscono un sistema unico o un altro, sono le persone che gestiscono sistemi. E il sistema che esiste globalmente ora è creato dalla interconnessione di molti sistemi individuali. E siamo tutti, o molti di noi, ad amministrare quel sistema, e abbiamo un potere straordinario, in un modo che è davvero un ordine di grandezza diverso dalla potenza  che i lavoratori industriali avevano nel ventesimo secolo.

E possiamo vedere nei casi delle fughe di notizie di Wikileaks o le recenti rivelazioni di Edward Snowden, che ora è possibile anche per un singolo amministratore di sistema avere un cambiamento molto significativo – o meglio, di applicare un vincolo molto significativo, un vincolo costruttivo, al comportamento di queste organizzazioni, non solo distruggendole o disattivandole, non solo scioperando per cambiare la loro politica, ma piuttosto spostando l’informazione da un sistema apartheid, che stiamo sviluppando, da quelli con una potenza straordinaria e un’informazione straordinaria, nelle conoscenze comuni, dove può essere usata non solo come forza educativa, ma può essere utilizzata per costruire e capire il nuovo mondo in cui stiamo entrando.

Ora Hayden, ex direttore della CIA e della NSA, è terrorizzato da questo. In Cypherpunks, lo abbiamo richiesto direttamente l’anno scorso. Ma per citarvi una frase interessante di Hayden, possibilmente per approfondire le mie e altre: – Abbiamo bisogno di reclutare dalla generazione di Snowden – dice Hayden. – Abbiamo bisogno di reclutare da questo gruppo perché loro hanno le abilità che richiediamo. Quindi la sfida ora è come reclutare questo talento e nello stesso tempo proteggere noi stessi dalla piccola frattura della popolazione che ha questo attaccamento romantico all’assoluta trasparenza a tutti i costi. – Cioè siamo noi, giusto?

Perciò, quello che necessitiamo di fare è diffondere il messaggio ed entrare in tutte quelle organizzazioni – infatti, trattare con loro. Non sto dicendo di non unirsi alla CIA. No, andate e incontrate la CIA. Andate lì. Andate al campo di baseball, prendete la palla e portatela fuori – con la comprensione, con la paranoia, che tutte queste organizzazioni siano infiltrate da queste generazioni, da un’ideologia che è diffusa attraverso Internet. E ogni giovane persona sia educata grazie ad Internet. Non ci sarà nessuno che non sarà esposto a questa ideologia di trasparenza e di comprensione nel voler mantenere Internet, nella quale siamo nati, liberi. Questa è l’ultima generazione libera.

L’unione dei sistemi di governo, la nuova apartheid dell’informazione nel mondo, il collegare insieme, è tale che nessuno sarebbe in grado di scappare in appena un decennio. Le nostre identità saranno accoppiate ad essa, la condivisione di informazioni è tale che nessuno sarebbe capace di sfuggirle. Stiamo diventando tutti parte dello stato, che ci piaccia o no, quindi la nostra unica speranza è quella di determinare il tipo di stato di cui faremo parte. E possiamo farlo guardando ed essendo ispirati da quelle azioni che producono diritti umani, educazione gratuita e così via, dalle persone che riconoscono di essere state parte dello stato, riconoscendo il loro proprio potere, e facendo azioni concrete e forti per assicurare loro di aver vissuto in una sorta di società che volevano, e non in una infernale distopia“.
Tanti auguri da Julian Assange per un 2014 all’insegna della trasparenza.

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