Alcuni esperti di salute hanno confermato che 20 abitanti di un villaggio in Madigascar sono state vittime della peste bubbonica, conosciuta anche come la Morte Nera, ovvero la malattia che nel Medioevo spazzò via un terzo della popolazione mondiale. La peste bubbonica si può contrarre attraverso la puntura delle pulci dei ratti o attraverso i morsi dei ratti stessi, o ancora di altri roditori. Le vittime spesso sviluppano gonfiori dolorosi  nei linfonodi chiamati bubboni, sintomi simili all’influenza e cancrena. La conferma è arrivata la settimana scorsa, ma già da ottobre il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) aveva avvertito che l’isola era a rischio di epidemia di peste.
Martedì scorso, l’istituto Pasteur del Madagascar ha rivelato che i test prelevati dai corpi nel villaggio della zona nord-occidentale della città di Mandritsara la scorsa settimana hanno mostrato che le vittime erano morte di peste bubbonica. L’istituto ha inoltre confessato la sua preoccupazione per un’eventuale diffusione della malattia in città, dove gli standard di vita sono diminuiti da quando ci fu il colpo di stato nel 2009. La situazione è molto critica, infatti gli esperti dichiarano che i rischi sono molto alti a causa dell‘aumento della povertà e le condizioni insalubri sull’isola, insieme al sovraffollamento delle carceri che possono favorire la trasmissione della peste. In merito a ciò Christoph Vogt, capo della delegazione del CICR in Madagascar, ha detto: “Il sovraffollamento cronico e le condizioni igieniche nelle carceri può portare a nuovi casi della malattia che è pericolosa non solo per i detenuti, ma anche per la popolazione in generale. Il controllo dei ratti è essenziale per prevenire la peste, perché roditori diffondono il bacillo alle pulci che possono poi infettare l’uomo. Così i parenti di un detenuto possono prendere la malattia mentre sono in visita al carcere, e anche un detenuto rilasciato che è di ritorno alla sua comunità senza aver subìto alcun trattamento può diffondere la malattia“.
Questa notizia molto importante è stata trascurata dai mass media tradizionali: non riuscire a tenere sotto controllo una situazione del genere potrebbe favorire la diffusione della peste e quindi mettere a rischio la salute non solo degli abitanti del Madagascar, ma anche quella delle popolazioni degli stati vicino l’isola, fino ad arrivare chissà dove. Siccome è un problema che riguarda anche altre popolazioni, sarebbe meglio offrire aiuto e risolvere il problema quanto prima.

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