Nel marzo 2011 un terremoto di magnitudo 9.0 nel nord-est del Giappone provocò uno tsunami che, con onde che arrivavano anche a 14 metri di altezza, inondò alcuni reattori della centrale nucleare Daiichi di Fukushima, causando gravissimi danni alla struttura e la fusione dei nuclei. La TEPCO (Tokyo Electric Power Company), dopo aver misurato il tasso di radiazioni in otto zone differenti della centrale nucleare giapponese, ha avvertito che i dati sono davvero allarmanti. Si tratta, infatti, del livello di radiazioni più alto raggiunto fino ad ora e le conseguenze potranno essere davvero disastrose.
Gli esperti del settore sostengono che un tale livello di radioattività può uccidere un essere umano in soli 20 minuti. A questo problema si aggiunge quello del riversamento dell’acqua contaminata nell’Oceano Pacifico: proprio su questo argomento si è fatta avanti la Commissione sulla Regolamentazione del Nucleare americana, la quale ha garantito che l’acqua radioattiva toccherà le coste occidentali degli USA ma con un basso livello di pericolosità per la salute. Allison Macfarlane, presidentessa della Commissione, ha dichiarato “La più alta quantità di radiazioni che raggiungeranno gli USA è di due ordini di grandezza – 100 volte – inferiore alla normale misura dell’acqua potabile. Se si volesse bere l’acqua salata, cosa che non sarebbe possibile, sarebbe ancora una radiazione abbastanza bassa”.  L‘Agenzia sull’Energia Atomica (IAEA), mercoledì scorso, ha proposto di scaricare l’acqua contaminata nell’oceano solo dopo aver ridotto gli elementi radioattivi.
Nel frattempo, circa 400 tonnellate di acqua radioattiva vengono prodotte ogni giorno dalla centrale nucleare. Per cercare di limitare gli ingenti danni, la TEPCO stra progettando un macchinario altamente tecnologico per il trattamento dell’acqua denominato ALPS: l’obiettivo sarebbe quello di rimuovere tutte le componenti radioattive dall’acqua, escluso il trizio. Si spera sarà una soluzione efficiente perché a ogni giorno che passa, un gran pezzo di natura muore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.