La NSA ha spiato 50.000 PC attraverso dei malware

Edward Snowden, l’ex tecnico della CIA ormai divenuto famoso per ciò che in Italia è stato definito  scandalo Datagate, attraverso il quotidiano olandese NRC, ha rilasciato dei documenti che riguardano altre operazioni della NSA (National Security Agency). L’agenzia statunitense, infatti, avrebbe usato dei malware (software ostili) per spiare circa 50.000 PC in tutto il mondo. Il numero dei PC in questione è relativamente basso se si pensa al numero totale delle connessioni che ci sono nel mondo; però Snowden, in un altro documento, precisò che i computer spiati spesso rientrano nella rete delle principali aziende di telecomunicazioni, come ad esempio la Belgacom Network, in cui avvengono numerosi scambi comunicativi.
Snowden ha spiegato diverse volte i metodi utilizzati dall’NSA per spiare i propri bersagli e in questo caso ha descritto come l’agenzia ha infettato dei computer grazie a dei trojan (un tipo di malware) trasmessi attraverso delle false email di conferma dei dati. Tali malware sono anche definiti “cellule dormienti“, cioè possono anche essere trasferiti nei PC assumendo uno stato passivo, non pienamente funzionante, per poi essere attivati con un comando remoto e quindi per controllare il computer infettato nei momenti ritenuti più opportuni. Inoltre, nel documento si fa riferimento ad altre agenzie di sicurezza considerate privilegiate per quanto riguarda la condivisione delle informazioni recuperate: sono quelle degli Stati Uniti, dell’Australia, del Canada, della Nuova Zelanda e del Regno Unito. Si tratta di una vera e propria rete denominata “i cinque occhi“.
Intanto, le proteste aumentano non solo da parte dei cittadini, ma anche da parte di alcune aziende molto famose, come Google ed Apple; anche Mark Zuckerberg, creatore di Facebook, ha condannato l’operato della NSA ed ha chiesto maggiore trasparenza; Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, ha dichiarato che simili livelli di sorveglianza possono uccidere la democrazia. Insomma, lo scandalo Datagate continua a sorprendere e a far riflettere: non possiamo fare altro che aspettare qualche altra notizia dal buon Snowden.
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