Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti d’America (DHS) ha intenzione di elaborare un programma che consentirà di eseguire test del DNA nei confronti di sospetti criminali e quindi di rintracciare le loro relazioni familiari. L’obiettivo è quello di utilizzare i dati relativi al DNA con lo stesso metodo di raccolta delle impronte digitali. Già poco tempo fa, Barack Obama aveva dichiarato di voler creare un grande database nazionale del DNA e una recente decisione della Corte Suprema aumenterà notevolmente le possibilità che questo avvenga. Una banca dati simile è stata pensata per raccogliere informazioni sul DNA di criminali e non, e questo dovrebbe far riflettere.
Secondo un rapporto del Government Security News, il DHS è alla ricerca di potenziali investitori che abbiano le capacità giuste per strutturare il programma sopraccitato. La Homeland Security Investigations (HIS) si sta occupando proprio di questo, in modo tale da facilitare, in futuro, l’agenzia nel riconoscimento di indiziati e delle loro relazioni familiari, e forse altro ancora. Più precisamente, l’obiettivo sarebbe quello di trovare un metodo economicamente efficace per identificare le persone quando le impronte digitali non sono disponibili. Il governo americano attualmente non possiede le informazioni legate al DNA di tutta la popolazione, almeno per ora.  Ma se i desideri del DHS si realizzeranno, allora i cittadini americani si troveranno di fronte a un grosso problema. Non tutti sono criminali e fornire informazioni personali senza un motivo ben preciso è senza dubbio disturbante.
In questo modo, il governo USA invaderà la privacy dei suoi cittadini e andrà contro le libertà civili. Ma già sta succedendo con lo scandalo Datagate; anzi, forse succede quasi da sempre e solo ora qualcosa riesce a trapelare. Lo stato che più su tutti si vanta della sua giusta democrazia, in realtà, si sta dimostrando poco coerente. Infatti oltre a ciò, in alcune strade americane si stanno notando sempre più dispositivi passivi di ascolto, lettori di targhe automatizzate e videocamere di riconoscimento facciale: il Grande Fratello sta arrivando e non si tratta del reality show televisivo.
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