Il TPP (Trans-Pacific Partnership) è un accordo di partenariato economico, cioè di libero scambio, stipulato nel 2005 tra Brunei, Cile, Nuova Zelanda, Australia, Singapore, Canada, Giappone, Malesia, Messico, Perù, Vietnam e Stati Uniti. Wikileaks ha pubblicato un documento composto da 95 pagine e 30.000 parole nel quale spiega alcuni dettagli di questo accordo. Nel capitolo riguardo i diritti di proprietà intellettuali sono enunciate delle disposizioni che soppiantano le leggi nazionali e di sovranità: ci si trova di fronte al trattato economico più grande ed oppressivo mai ideato finora, strutturato in scala globale. In effetti, il TPP è il precursore del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), un accordo tra USA ed Europa. Entrambi gli accordi, combinati tra loro, copriranno circa il 60% del PIL mondiale, Cina esclusa.
Ciò che si evince subito da questo documento è che i tribunali in questione potranno condurre udienze con prove segrete. Non è un caso se già nei primi mesi del 2013 migliaia di siti web sono stati oscurati per mostrare solidarietà in opposizione al SOPA, ovvero Stop Online Piracy Act (2011), una legislazione che minaccia la funzionalità di Internet. A proposito di ciò, Mac Slavo nel 2012 scriveva: “La SOPA è stato un tentativo di mettere il potere dell’informazione nelle mani di una piccola élite che sta rapidamente perdendo la capacità di controllare ciò che le masse stanno leggendo, ascoltando e vedendo“. Nel documento di Wikileaks si legge: “Fin dall’inizio dei negoziati TPP, i capitoli del trattato inerenti al processo di redazione e negoziazione sono stati avvolti in un livello di segretezza senza precedenti“.
Il commento dell’editore di Wikileaks, Julian Assange, chiarisce ancora di più quello che sta succedendo: “L’amministrazione degli Stati Uniti sta spingendo aggressivamente il TPP attraverso il processo legislativo statunitense di nascosto. Se istituito, il regime di proprietà intellettuale del TPP sarebbe quello di calpestare i diritti individuali e la libera espressione, oltre che calpestare i beni comuni intellettuali e creativi. Se leggete, scrivete, pubblicate, pensate, ascoltate, ballate, cantate o inventate, se coltivate o consumate cibo, se siete malati ora o un giorno potreste essere malati, il TPP vi ha nel mirino“. Non bisogna aggiungere altro, Assange è stato molto chiaro con questa dichiarazione. Ancora una volta Internet è a rischio censura.

Fonte: infowars

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