La vitamina D è molto importante per il nostro organismo e si può assumere grazie all’esposizione alla luce solare, alla dieta e, se necessario, anche con alcuni farmaci. Il suo principale compito è quello di fissare il calcio nelle ossa ma, grazie ad altri studi, si è scoperto che questa vitamina è efficace anche nell’aiutare a risolvere alcuni problemi degli occhi, dei muscoli, del cuore, dei polmoni e soprattutto nel prevenire l’influenza.
Infatti uno studio clinico del dr. Mitsuyoshi Urashima, pubblicato nel 2010 dal Journal of Clinical Nutrition, ha dimostrato proprio che la vitamina D è molto efficace nel prevenire l’influenza nei bambini. L’esperimento è stato effettuato su 344 bambini: a una metà è stata somministrata vitamina D3, all’altra, invece, una terapia placebo. A contrarre l’influenza sono stati 31 bambini del gruppo placebo e solo 18 di quelli che hanno assunto vitamina D. Quindi, la vitamina D sarebbe circa 800 volte più efficace rispetto ai vaccini nel prevenire l’influenza nei bambini. Un ulteriore interessante risultato è stato la diminuzione dei sintomi si asma bronchiale: su 12 bambini con precedenti diagnosi di asma, dopo l’assunzione di vitamina D, solo 2 di loro hanno manifestato suddetti sintomi. Ma se questo esperimento è risultato così efficiente, come mai le autorità sanitarie non prescrivono l’assunzione di vitamina D prima dell’inizio della stagione delle influenze?
Come al solito, ci sono gli interessi delle case farmaceutiche a farla da padrone. Il loro scopo non è di prevenire le influenze, ma di vaccinare più persone possibili e quindi trarne grandissimi profitti. Al massimo, i medici consigliano di assumere la vitamina D3 insieme ai vaccini: insomma, la vaccinazione bisogna farla per forza! E anche le riviste mediche rifiutano ogni tipo di cura che si discosti dai grandi assiomi della medicina generale. I benefici che si potrebbero trarre da cure a base di vitamina D sarebbero riscontrabili non solo dal punto di vista della salute, ma anche da quello dei costi: ad esempio, in America si risparmierebbero miliardi di dollari; ma, siccome una vitamina non è brevettabile, alle aziende farmaceutiche non interessa. Ci troviamo ormai in una situazione dove, nel campo sanitario, la scienza non è più definibile scienza, ma è solo business. Quindi, un appello: non è utile accettare in modo passivo tutto ciò che dicono questi tipi di autorità, ma è utile scavare più in profondità, porsi domande di ogni tipo e cercare informazioni alternative.

Fonti: http://www.vitaminad.it/vitamina-d-10-domande-per-conoscerla-b
http://www.informarexresistere.fr/2013/09/27/vitamina-d-altro-che-vaccini/
http://ajcn.nutrition.org/content/early/2010/03/10/ajcn.2009.29094.abstract

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