Lo Zimbabwe, rispetto alla maggior parte degli altri paesi africani, sta attraversando una fase di profonda crisi politica, economica e sociale. In particolare, negli ultimi tempi si sta assistendo a uno sterminio di elefanti causato dallo sversamento di cianuro nelle pozze d’acqua; ciò provoca poi una reazione di morte a catena, visto che, ovviamente, anche altri animali si “dissetano” con quell’acqua avvelenata e altri si cibano delle carcasse degli stessi elefanti.
Il territorio è impregnato di povertà, delinquenza e violenza, soprattutto per l’azione di cacciatori di contrabbando, i quali non si fanno tanti scrupoli nell’ammazzare pachidermi con armi da fuoco e nel segarne le zanne: è il mercato dell’avorio che spinge a tali comportamenti criminali. Ricavano questo materiale per poi produrre oggetti ornamentali, di arredamento o soprammobili che prima o poi verranno dimenticati e gettati nella spazzatura. Così, il rischio di estinzione aumenta sempre di più. E ciò riguarda molti paesi del mondo, non solo lo Zimbabwe, perché i principali trafficanti provengono dalla Cina e da Hong Kong; ma l’avorio arriva anche in Egitto, attraverso paesi come il Sudan. Molti turisti europei, invece, fanno finta di niente e procedono con serenità le loro escursioni eliminando dalla mente, con spaventosa facilità, ogni tipo di immagine che abbia a che fare con elefanti morti e cacciatori di contrabbando.
Eppure l’elefante è un animale meraviglioso e, sotto alcuni aspetti, molto simile all’uomo. Darwin fu uno dei primi a notarlo: gli elefanti hanno un cervello analogo al nostro, in grado di elaborare ricordi, emozioni e relazioni sociali; inoltre, secondo recenti studi, pare sia l’unica specie animale ad effettuare riti funebri. I principali assassini non sono i cacciatori che per pochi denari commettono queste stragi, ma sono proprio quelli che hanno a che fare con il commercio d’avorio: loro sanno da dove proviene l’avorio e molti di loro stringono direttamente patti con i cacciatori. Insomma, l’elefante è un animale davvero singolare che sta pagando a caro prezzo l’avidità e l’indifferenza di alcuni tipi di esseri umani che probabilmente non meritano di essere definiti tali.

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