Monsanto: salute, ambiente ed economia in pericolo

La Monsanto è una multinazionale produttrice di mezzi tecnici per l’agricoltura, sementi transgeniche (OGM) e, dal 2005, anche di sementi convenzionali. Da circa 90 anni è tra le industrie chimiche più importanti degli Stati Uniti: ma questo non vuol dire che sia anche tra quelle più affidabili.
Infatti, è stato dimostrato diverse volte nel corso degli anni che le principali sostanze utilizzate dall’azienda sono tossiche. Ad esempio: policlorobifenili (oppure PCB), diossine, erbicida glifosato, pesticidi aventi svariate tossine; tutte sostanze cancerogene e cause di malattie che poi vengono scaricate illegalmente nei corsi d’acqua che bagnano piante e terreni, e in cui vivono pesci e altri organismi che possono finire direttamente nei nostri cibi. Ma la Monsanto non si assume nessuna responsabilità: per evitare contrasti con ricercatori onesti, procede all’acquisto di compagnie che operano nello stesso campo per poterle poi sfruttare secondo i propri interessi (vedi, tra le più recenti, la Beeologics nel 2011). Inoltre, di solito si pensa che gli OGM (responsabili di danni al fegato e ai reni) necessitino di poca acqua, ma è l’esatto contrario: ce ne vuole il doppio, insieme a un enorme consumo di combustibili fossili. Così, vi è un enorme impatto sul cambiamento climatico e  l’agricoltura sostenibile va a farsi benedire insieme alla biodiversità. La concorrenza poi è scarsa, proprio a causa della tipologia di contratto che la Monsanto offre: per esempio, una delle numerose clausole impone il divieto di conservazione e riutilizzo dei suoi semi. Insomma, si tratta di un monopolio che se non compra i competitori, allora li disintegra, anche grazie ad alcuni potenti individui che ne fanno parte e che ricoprono ruoli politici di un certo spessore.
Questa situazione non riguarda solo gli Stati Uniti, perciò bisogna fare molta attenzione. Cinque anni di intercettazioni di WikiLeaks hanno dimostrato che il Dipartimento di Stato ha insistito per diffondere i prodotti della Monsanto in tutto il mondo. Ma allora come si può evitare l’avvelenamento? Prima di tutto, bisognerebbe adottare un preciso sistema di etichettatura dei prodotti; poi informarsi e informare è indispensabile per fare in modo che ci sia maggiore chiarezza e conoscenza della situazione; infine, concretizzare la possibilità di fare causa a industrie che con gli OGM causano danni all’ambiente e alla salute. Lo scorso 25 maggio c’è stata la “Marcia contro la Monsanto” in circa 300 paesi in tutto il mondo, un civile movimento di protesta che ha avuto una buona risonanza negli USA ma che altrove, come al solito, non ha avuto lo stesso effetto. Quindi ora lo sai e se non vuoi intossicarti dai un’occhiata nel web per vedere cosa ci stanno facendo.


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