Il Global Future 2045 si è svolto a metà giugno a New York e ha visto la partecipazione di numerosi esperti di tecnologia, curiosi ed appassionati. In particolare, è risultata rilevante l’adesione dei transumanisti, cioè di quelle persone che sperano di poter trasferire le loro menti nei circuiti di androidi. L’organizzatore, Dmtry Itskov, è un agiatissimo imprenditore russo specializzato nel campo dell’informazione. La conferenza ha attirato più di 230 giornalisti insieme a un arcivescovo ortodosso, un Lama tibetano, un ingegnere di Google oltre agli scienziati più autorevoli per quanto riguarda l’ambito dei finanziamenti. Insomma, il pubblico era molto eterogeneo.

L’obiettivo dei sapienti sarebbe quello di inserire la mente, la personalità e i ricordi di un essere umano in software: una sfida molto temeraria, oltre che costosa. Tra le personalità più importanti spiccavano Ed Boyden del MIT e George Church dell’ Harvard Medical School che solo due mesi fa si erano impegnati per il lancio del progetto BRAIN. L’idea di Itskov, da come si evince dalle sue parole, è davvero estrema: raccogliere centinaia di milioni di dollari per accelerare la trasformazione dell’umanità in una forma macchinica. Infatti ha affermato: “E’ un diritto dell’uomo. Le persone hanno diritto di vivere e non di morire“. Singolari, inoltre, le invenzioni di Hirisho Ishiguro (nella foto): consiglio vivamente di vedere alcuni video presenti in rete inerenti alle sue creazioni, come telenoid e un androide dalle sembianze dello scienziato. Sono impressionanti.
A questo punto porsi delle domande è naturale. Sarà possibile arrivare ai risultati sperati d Itskov? Ma soprattutto, ciò potrebbe rappresentare un bene o un male per noi esseri biologicamente limitati? Dipenderà, forse, dall’utilizzo che se ne farà? La cosa certa è che questi scienziati sono arrivati a un punto in cui è impossibile fare finta di niente.

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