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Wikileaks

Assange sui rischi dei social media controllati dall’IA

Anche il cofondatore di WikiLeaks, Julian Assange, si è espresso sulle eventuali future minacce legate all’intelligenza artificiale (IA).

Assange prevede un mondo distopico dove la percezione umana verrà alterata dalla propaganda controllata dall’IA. Ne ha parlato attraverso un collegamento video con la rapper e attivista M.I.A. durante il Meltdown Festival di Londra. A partecipare alla discussione c’era anche il filosofo sloveno Slavoj Žižek.
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Julian Assange

Assange: le email di Hillary Clinton provano la vendita delle armi in Siria

Nel mese di marzo di quest’anno, WikiLeaks aveva pubblicato oltre 30.000 documenti tra email ed allegati di e per Hillary Clinton, attingendo dal suo server privato mentre era segretaria di stato. I contenuti delle 50.000 pagine del documento risalgono a giugno 2010 ed arrivano fino all’agosto del 2014. Ben 7.500 di questi documenti sono stati inviati dalla Clinton: il Dipartimento di Stato ha permesso la loro pubblicazione grazie a una richiesta basata sul Freedom of Information Act.

Perché fare una cosa del genere? Non è una violazione della privacy? Julian Assange, cofondatore di WikiLeaks, ha spiegato che in quelle email ci sono le prove che Hillary Clinton ha venduto delle armi in Siria ad Al Qaida e all’ISIS.

Puoi ascoltarlo nell’intervista qui sotto o leggere la trascrizione.
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Assange sul TPP: c’è poco di commercio tradizionale

Julian Assange

Il TPP (Trans-Pacific Partnership) è un accordo di regolamentazioni e investimenti regionali tra 12 paesi che è stato proposto nel 2005. Ma non è mai stato avviato definitivamente a causa delle trattative segrete e delle clausole controverse trapelate grazie a WikiLeaks.

Gli attuali paesi partecipanti sono: Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Stati Uniti e Vietnam. Gli interessi in gioco sono enormi e l’amministrazione Obama sembra voler a tutti costi l’approvazione del trattato. Ma il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ha rivelato altre controverse informazioni sul TPP che potrebbero mettere in luce la vera natura dei negoziati.

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Un furgoncino con la scritta "WikiLeaks"

WikiLeaks ha pubblicato migliaia di email e documenti della Sony

WikiLeaks ha pubblicato migliaia di email e documenti della Sony Pictures Entertainment dopo un attacco informatico dell’inverno scorso avvenuto poche settimane prima dell’uscita di “The Interview“, una commedia incentrata sul tentativo di assassinio del leader nordcoreano Kim Jong-un.

L’attacco informatico pare sia stato condotto dai “Guardians of Peace” (Guardiani della Pace), un gruppo che si dichiara indipendente. WikiLeaks ha raccolto tutto il materiale e lo ha pubblicato dopo 5 mesi.
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WikiLeaks: “Abbiamo bisogno di più trasparenza per quelli al potere”

Kristinn Hrafnsson, rappresentante ufficiale di Wikileaks
Kristinn Hrafnsson
Fonte: Flickr

L’agenzia Sputnik ha intervistato il rappresentante di WikiLeaks e giornalista investigativo Kristinn Hrafnsson. Gli argomenti toccati sono stati il passato e il futuro dell’organizzazione, il destino di Julian Assange e la minaccia alla privacy.

Puoi citare alcune delle più suggestive pubblicazioni di WikiLeaks degli ultimi 4 anni?
Penso che la pubblicazione dei dispacci diplomatici che abbiamo iniziato circa 4 anni fa è stata quella di più alto profilo. L’importanza delle altre rivelazioni è abbastanza alta, anche i documenti militari, appartenenti all’Iraq e all’Afghanistan, e altre informazioni che abbiamo pubblicato sulla sorveglianza attraverso le aziende private e i file di spionaggio. Ultimamente, si possono citare le informazioni sui negoziati di stato segreti in corso con l’accordo Transpacific Partnership (TPP). Ma penso che i dispacci diplomatici siano probabilmente il più alto profilo delle nostre uscite in questo periodo.

Recentemente ci sono stati dei rumori riguardo il lancio da parte di WikiLeaks di un nuovo progetto multimediale in America Latina. È vero?
Di recentemente ci siamo dedicati al proseguimento del nostro percorso e alla cooperazione con i media affermati.Per quanto riguarda le nuove iniziative mediatiche, non posso menzionare nessun particolare in questo caso, ma ovviamente continueranno. Vale la pena ricordare, naturalmente, i libri che sono stati pubblicati da Julian Assange sui vari argomenti. E l’ultimo è stato, ovviamente, su Google e sulle rivelazioni relative a tale società, e come sta diventando un elemento chiave e il centro di lavoro per il complesso delle informazioni militari. E ci sono altre rivelazioni che riguardano la tutela della privacy, come è stato accennato in precedenza – gli spy files.

Google lavora davvero per il Dipartimento di Stato?
Google contratta con il governo degli Stati Uniti su vari fronti. Il libro si basa su una discussione a partire dal 2010 tra Julian Assange e Eric Schmidt, CEO di Google, è rivelatore di come Google veda il mondo, secondo Eric Schmidt, e di come vuole collocarsi al centro della raccolta di informazioni e della dissimulazione, che naturalmente è al centro della nostra visione moderna sui problemi di sicurezza e di sicurezza nazionale. Eric Schmidt stesso ha detto, come indicato nel libro, che vuole che Google sia la Lockheed Martin del 21° secolo. Lockheed Martin, ovviamente, è uno dei più grandi produttori di armi, nel cuore del vecchio complesso militare e industriale.

Se Google è pericoloso, pensi che i social network stiano trascurando la privacy delle persone?
Lo fanno quando sono costretti o propongono un’iniziativa, collaborando con agenzie di spionaggio nella raccolta di informazioni sulle persone, e analizzandole, come sappiamo grazie a Edward Snowden, nella NSA. È davvero strano che viviamo in tempi in cui la privacy degli individui sta diventando praticamente inesistente, ma la segretezza di quelli al potere sta crescendo giorno dopo giorno. Questa è una cosa che è totalmente contro ogni principio e valore della società, e certamente andrebbe invertita. Abbiamo bisogno di più trasparenza per quelli al potere. Abbiamo bisogno di più privacy per chi non ha potere – l’individuo.

Quali sono le condizioni sotto le quali Julian Assange può lasciare l’ambasciata?
Julian ha sostenuto e ha detto che se il governo svedese gli dà la garanzia che non verrà estradato verso gli Stati Uniti per il suo lavoro di redattore ed editore di WikiLeaks, sarebbe disposto a viaggiare in Svezia. Ciò è stato negato. La Svezia non vuole dare questo tipo di garanzia. Certo, lui ha l’asilo in Ecuador e gli dovrebbe essere consentito di godere dell’asilo, che è totalmente legittimo e che dovrebbe essere rispettato secondo il trattato sull’asilo dei rifugiati del 1951. Il governo britannico dovrebbe dargli un passaggio sicuro verso l’Ecuador. Le autorità svedesi dovrebbero viaggiare a Londra per porre fine a questa curiosa fase e continuare con questo caso. Il governo degli Stati Uniti dovrebbe lasciare la ridicola, ininterrotta investigazione criminale su vasta scala al lavoro di WikiLeaks che, noi crediamo, abbia solo uno scopo – di portare a un’accusa contro Julian Assange e tutti quelli che lavorano per l’organizzazione.

Pensi ci sia una possibilità che Assange possa davvero arrendersi?
No, non vedo nessuna possibilità per questo e non ce n’è bisogno. Lui ha diritto da individuo di godere dell’asilo che gli è stato garantito e lui semplicemente continuerà la lotta. Naturalmente deve trascorrere parte del tempo per la propria battaglia per uscire fuori da questa assurda situazione che sta diventando quasi di natura kafkiana. Ma a parte questo, il suo lavoro a WikiLeaks prosegue e lui è un uomo molto indaffarato e lavora dirigendo l’organizzazione. È naturale che essere rinchiuso per tutto quel tempo (più di due anni – quasi due anni e mezzo) lo abbia toccato come individuo.

Logo di WikiLeaks

Quali misure si stanno prendendo per proteggere il logo di WikiLeaks e l’immagine complessiva di Julian Assange?
Il logo di WikiLeaks e l’immagine di Julian Assange sono sempre più utilizzati su tutti i tipi di icone, non per il bene dell’organizzazione. E spesso in un contesto alquanto strano e che non ha nessuna rilevanza per il lavoro di WikiLeaks. Quindi WikiLeaks ha fatto un accordo per supervisionare l’autorizzazione del logo e l’immagine di Julian. Se c’è interesse nell’usarli per un marchio di vestiti bisogna vedere. Ma questo ha un duplice scopo. Uno è quello di dare ai sostenitori un’opportunità per aiutare l’organizzazione, sapendo che il ricavato di ciò che stanno acquistando va all’organizzazione e mostrando il sostegno attraverso i prodotti con il logo del marchio. Il secondo obiettivo è quello di garantire l’integrità dell’immagine e del marchio e assicurarsi che non ci siano abusi o qualsiasi utilizzo di questi elementi.

Alle persone è concesso visitare Julian Assange all’ambasciata?
Ha molti visitatori, lui è un uomo libero all’interno dell’ambasciata. Ci sono visite frequenti e molte persone vengono sia per lavoro sia per amicizia. E così per la socializzazione e il lavoro ci sono persone che entrano ed escono quasi ogni giorno.

Può cortesemente fare un riassunto dell’intera situazione intorno Julian Assange?
[La situazione] è andata ben oltre dall’essere tutt’altro che una violazione totale dei diritti umani di un individuo. Questa è una persona che è fondamentalmente bloccata in un limbo, che non ha possibilità di uscire fuori da questa situazione con diversi paesi coinvolti. Nessuno dei paesi farà un passo avanti per assicurarsi alcuni casi formidabili – ciò è di per sé una grossa violazione dei diritti umani. Le opportunità ci sono, i paesi e i governi stanno semplicemente passando la patata bollente o rifiutando di muoversi e questa è una situazione totalmente inaccettabile e ovviamente deve essere fermata al più presto.


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