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Società

Tim O'Reilly

Tim O’Reilly e gli algoritmi fuori controllo

Il divulgatore del concetto di web 2.0, Tim O’Reilly, è stato intervistato da Steven Levy per Wired. Il tema: intelligenza artificiale (IA) e algoritmi fuori controllo.

Tim O’Reilly è stato tra i primi a percepire sia il valore sociale sia quello commerciale di Internet. È stato anche tra i primi a discutere di morale legata alla tecnologia digitale.

Nel suo ultimo libro, “WTF: What’s the Future and Why It’s Up to Us“, O’Reilly non nasconde il suo ottimismo. Celebra la capacità della tecnologia di creare magia, ma non trascura le conseguenze più pericolose.

Quest’intervista è un’occasione per capire meglio qual è il suo punto di vista sull’IA e sulle sue applicazioni. Di seguito trovi la trascrizione.
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Quando le applicazioni di IA sono altruistiche

L’impatto dell’intelligenza artificiale (IA) sul business è notevole. Negli ultimi anni sono nate e cresciute tante startup e aziende che sfruttano questa tecnologia per ottenere grandi profitti. Ma allo stesso tempo stiamo vedendo anche alcune sue applicazioni che procurano benefici a più persone.

TechEmergence ne ha individuate alcune che agiscono in 3 settori: educazione, ambiente e sanità. Alcune sono no profit, altre a scopo di lucro. Vediamo quali sono e come funzionano.
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Andrew McAfee

La creatività è al sicuro dall’automazione?

Lo sentiamo dire spesso da alcuni esperti del settore dell’intelligenza artificiale (IA): i lavori creativi difficilmente verranno svolti dalle macchine. Ma sarà davvero così?

Stiamo già assistendo alla nascita di applicazioni di IA per la musica, il design e l’architettura. Ma quando si tratta di riprodurre la condizione umana o di instaurare una relazione emotiva con gli umani, l’IA fallisce. Però è anche vero che in molte attività lavorative gli umani esercitano la propria creatività attraverso i computer.

Andrew McAfee, direttore associato del MIT Sloan School of Management’s Center for Digital Business, ha esplorato il concetto di IA creativa. Vediamo cosa ne pensa e qual è la sua risposta alla domanda che fa da titolo a questo post.
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