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Monsanto

Maui sta vincendo contro Monsanto

Vignetta contro Monsanto
Fonte: Flickr

Le Hawaii combattono contro Monsanto già da un po’ di tempo. Ma lo scorso 4 novembre l’isola di Maui ha vinto una battaglia molto importante grazie a un referendum. La situazione attuale è più o meno stabile, ma la multinazionale americana, insieme ad altre grandi società, non si arrende.

Il referendum
Il 4 novembre i cittadini di Maui, attraverso un referendum, hanno fatto approvare una moratoria che vieta la coltivazione di organismi geneticamente modificati a livello locale. Questa sospensiva sarà in vigore fin quando non verrà dimostrata l’assoluta sicurezza degli OGM attraverso accurati studi scientifici. La multa per i trasgressori dovrebbe aggirarsi intorno ai 50.000 dollari al giorno. Questa vittoria è molto importante perché dimostra come ci sia bisogno di ulteriori studi per confermare la non pericolosità degli OGM. Lo strumento del referendum dovrebbe essere un esempio per tutti i paesi che stanno affrontando la stessa battaglia.

Il cambio del giudice
In questa storia c’è stato anche un momento particolarmente interessante. Credo sia stato rilevante perché pare abbia contribuito alla vittoria di Maui. Il giudice delle Hawaii Barry Kurren, che ha solidi legami con Monsanto, aveva stabilito che solo gli stati potevano decidere di vietare la coltivazione di OGM. Le contee, come l’isola di Maui, erano escluse da questa possibilità. Ma una volta che lo SHAKA Movement (Sustainable Hawaiian Agricolture for the Keiki and the ‘Aina), un’organizzazione non-profit che sostiene pratiche sostenibili, ha provato i legami del giudice Kurren con l’azienda americana di biotecnologie, il caso è passato al giudice Susan Oki Mollway. È una buona notizia perché sembra che questo nuovo giudice non abbia alcun legame con aziende, organizzazioni o gruppi di pressione.

Vittoria
Questa vicenda dimostra come le grandi multinazionali possano fare il bello e il cattivo tempo quando hanno un personaggio politico dalla loro parte. È quasi sempre così, ma questa storia ci insegna che si possono fare dei cambiamenti anche quando la situazione è apparentemente complicata. Certo, l’isola di Maui ha vinto una battaglia, non la guerra. Ma grazie alla grande forza di volontà dei cittadini, all’impegno di un’organizzazione e quindi al cambio del giudice, le possibilità per l’isola di Maui di vincere definitivamente contro Monsanto sono aumentate.

Quindi, che si cavalchi quest’onda di ottimismo, sperando che questa vittoria sia da esempio per tutti coloro che combattono contro lo stesso nemico.

Un surfista cavalca un'onda a Maui
L’isola di Maui, oltre che per i suoi paesaggi meravigliosi, è famosa anche per il surf.
Fonte immagine: Flickr

Fonti:
greenme.it
naturalsociety.com
rinnovabili.it

Russia: ci sarà un nuovo studio sugli OGM

Fonte immagine: Flickr

L’anno prossimo inizierà  in Russia quello che sarà forse uno dei più grandi studi sugli OGM. La posizione della Russia nei confronti degli organismi geneticamente modificati è già nota: mesi fa, infatti, Evgeny Fyodorov propose un disegno di legge e dall’aprile scorso le importazioni degli OGM sono state vietate. Ma non basta. Dall’anno prossimo la Russia vorrà saperne di più. E forse anche molti di noi.

Lo studio
Se si dice OGM, il collegamento a Monsanto, la multinazionale americana di biotecnologie agrarie, è quasi automatico. E sarà proprio il mais OGM della Monsanto ad essere al centro dell’attenzione degli scienziati, insieme ad altri prodotti chimici come il Roundup (erbicida). Lo scopo principale è quello di riuscire a capire, una volta per tutte, se il mais in questione è sicuro per la salute delle persone.

2 percorsi da seguire
Secondo quanto dichiarato da Elena Sharoykina, cofondatrice della National Association for Genetic Security (NAGS) e coordinatrice dello studio, per raggiungere gli obiettivi sarà necessario seguire due strade:

  1. trovare eventuali correlazioni tra il mais OGM, l’erbicida Roundup e malattie come tumore, sterilità e difetti genetici alla nascita
  2. verificare il cocktail di sostanze chimiche presenti nel Roundup sono più o meno tossiche del glifosato, principale ingrediente chimico dell’erbicida.
Sarà interessante osservare la reazione della Monsanto, se mai ci sarà. Perché la multinazionale ha dimostrato diverse volte di non curarsi delle opinioni dei cittadini americani. Magari, però, il “nemico russo” meriterà più attenzione, staremo a vedere.

Qualcosa si muove
Gli studi sugli OGM sono guardati spesso con superficialità. A volte, dietro i risultati di questi studi c’è lo zampino di aziende e multinazionali che trarrebbero enormi profitti con una pubblicità positiva sugli OGM. Aziende e multinazionali così potenti da poter decidere quali studi possono essere pubblicati e quali no (a riguardo è ancora aperta la discussione sullo studio di Seralini). Altre volte ci sono scienziati che si fingono indipendenti e che sostengono di lavorare per il bene dell’umanità. Purtroppo c’è del marcio un po’ ovunque.

Ma lo studio proposto dalla Russia dà fiducia. Il professore di biologia all’Università di California Bruce Blumberg ha dichiarato che ci sono ancora pochi dati sulla sicurezza dei prodotti OGM. Ora c’è l’occasione per iniziare a mettere definitivamente i puntini sulle i. I finanziatori dello studio e i vari sponsor saranno resi noti al pubblico solamente quando lo studio comincerà, cioè l’anno prossimo. Chissà se avremo qualche sorpresa… Positiva, ovviamente.

Fonte:
greenbiz.it

Roundup: nuovo studio conferma la connessione con malattie croniche

Alcune confezioni dell'erbicida RoundUp
Fonte immagine: Flickr

L’erbicida più venduto dalla multinazionale americana Monsanto, ovvero il Roundup, contiene il glifosato, una sostanza nociva per gli animali e gli uomini. È stato pubblicato un nuovo studio sul Journal of Organic Systems che dimostra la connessione tra l’erbicida e l’aumento di malattie croniche negli Stati Uniti durante ultimi 20 anni.

Lo studio

Prima di questo, ci sono stati numerosi studi sul glifosato del RoundUp. Ma quello condotto dalla dottoressa Nancy Swanson e dal presidente dell’IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements), Andre Leu, sembra eliminare tutti i dubbi. Il glifosato è pericoloso e insieme alle altre sostanze chimiche contenute nel Roundup è letale. Lo studio evidenzia un collegamento tra questa sostanza e alcune malattie croniche come il diabete, la demenza senile, il disturbo del metabolismo delle lipoproteine, il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, l’autismo e il cancro.

Alcuni estratti

Riporto alcuni estratti dello studio che ben descrivono i danni che può causare il Roundup.

“Negli ultimi 20 anni c’è stato un allarmante aumento di gravi malattie negli Stati Uniti, insieme ad una marcata diminuzione dell’aspettativa di vita (Bezruchka, 2012). I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) stimano che i costi del diabete e dei trattamenti per il diabete sono stati di circa 116 miliardi di dollari nel 2007.

I costi legati all’obesità sono stati di circa 147 miliardi di dollari nel 2008 e le malattie cardiovascolari e gli ictus di circa 475,3 miliardi di dollari nel 2009. Le spese sanitarie degli Stati Uniti hanno raggiunto un totale di 2,2 bilioni di dollari nel 2007 (CDC, 2013a). L’insorgenza di una grave malattia sta comparendo in coorti sempre più giovani. Gli Stati Uniti sono leader nel mondo per decessi causati da malattie neurologiche tra il 1979-81 e 2004-06 per il gruppo di età 55-65 (Pitchard et al., 2013).”

Con questi dati gli scienziati hanno voluto evidenziare che le malattie sono causate non tanto da fattori genetici o d’età, ma da fattori ambientali. Infatti le malattie croniche colpiscono di più i giovani.

“Durante lo stesso periodo, c’è stato un aumento esponenziale nella quantità di glifosato applicato alle colture alimentari e nelle percentuali di OGM piantati (Benbrook, 2012). Abbiamo intrapreso uno studio per vedere se esistevano correlazioni tra l’aumento di colture OGM, l’uso associato del glifosato e l’aumento delle malattie croniche negli Stati Uniti.”


Quindi…

Quali sono stati i risultati dello studio? È tutto spiegato nelle ultime righe: “Il significato e la forza delle correlazioni mostrano che gli effetti del glifosato e delle colture OGM per la salute umana dovrebbero essere ulteriormente indagati.” La situazione, dunque, è questa: il glifosato non è affatto sicuro; è la sostanza principale contenuta nel Roundup, l’erbicida numero uno prodotto dalla Monsanto; molti animali sono erbivori e molti di noi si cibano sia di alimenti vegetali sia di carni animali; negli ultimi 20 anni negli Stati Uniti si è registrato un aumento delle malattie croniche legate maggiormente a fattori ambientali. Significa che una connessione tra Roundup e malattie croniche ci può essere. Ma alla Monsanto non importa della salute dei cittadini americani: si comporta scorrettamente e non sa cosa sia la trasparenza. Forse siamo fortunati in Italia a non avere problemi simili e queste notizie possono farci riflettere. Ben vengano ulteriori studi su questo tipo di prodotti.

Fonti:
naturalsociety.com
scheda informativa sul glifosato (in inglese)

Monsanto continua ad ostacolare l’etichettatura degli OGM

Fonte immagine: Flickr

La multinazionale di biotecnologie agrarie americana Monsanto continua ad ignorare la volontà di migliaia e migliaia di persone. Agli americani è stato chiesto un parere sull’etichettatura degli organismi geneticamente modificati (OGM): gran parte di coloro che hanno partecipato ai sondaggi sono d’accordo sul fatto che bisogna mettere delle etichette sui prodotti OGM.

Monsanto non ascolta 
I numeri parlano chiaro: la maggior parte degli intervistati vuole sapere che tipo di prodotti metterà a tavola. Di seguito ci sono i risultati in percentuale di chi si è espresso a favore dell’etichettatura degli OGM durante gli anni:

  • ABC News: 93% (2001)
  • Consumer Reports: 95% (2008)
  • Washington Post: 95% (2010)
  • Reuters / NPR: 93% (2010)
  • MSNBC: 96% (2011)
  • The New York Times: 93% (2013)

Questi numeri dimostrano che, nel corso del tempo, l’opinione di un notevole numero di americani è rimasta la stessa, ma Monsanto non ha fatto nulla per venire incontro ai consumatori. La multinazionale americana non ascolta ed è decisa a proseguire la sua attività con metodi molto discutibili (come quando ha nascosto i test del RoundUp o quando ha provato a brevettare pomodori non OGM).

Pro 37 e scorrettezze varie
L’ultima furbata della Monsanto riguarda l’uso improprio del logo della FDA (Food and Drug Administration) al fine di sopprimere il Pro 37, cioè un disegno di legge a favore dell’etichettatura degli OGM in California.

Pubblicazione della Monsanto spacciata per quella della FDA

Negli Stati Uniti l’uso illegale del logo di un’amministrazione governativa può portare al pagamento di una multa di 250.000 dollari, 20 anni di carcere e 3 anni di libertà vigilata. Ma se sei Monsanto, nulla di tutto questo potrà accadere.
Per contrastare il Pro 37, la Monsanto è ricorsa anche ad altri imbrogli. Ad esempio, come riportato da Huffington Post, la multinazionale americana “ha usato il logo di Stanford in pubblicità televisive e postali, quando l’Università non ha preso posizione sulla faccenda“. 
Inoltre “Ha pagato una società di pubbliche relazioni esperta nella lotta contro il riciclo della legislazione (per conto dell’industria soda pop) per creare uno studio fuorviante che è stato progettato per mostrare che la proposta farà aumentare i prezzi del cibo di centinaia di dollari per stato all’anno“. 
E ancora: “Ha detto che non ci sono mai stati effetti negativi documentati dal consumo di OGM. Ma molti sostengono che 37 decessi umani diretti e 1.500 disabilità legate a un gruppo tossico del supplemento triptofano sono stati causati da un ceppo geneticamente modificato di batteri utilizzati nella produzione. E ci sono numerose segnalazioni di bestiami che sono morti per aver pascolato nel cotone OGM“.
Una lotta che deve interessarci
Le multinazionali come quella di Monsanto non si fanno scrupoli pur di raggiungere i loro obiettivi. Manipolano, corrompono e intimoriscono. Il problema è che, nonostante l’evidente illegalità delle loro azioni, rimangono impunite. Molti cittadini americani lottano da anni contro la politica di Monsanto: organizzano proteste e cercano di diffondere le informazioni censurate dalle multinazionali. Questa battaglia è combattuta in America, ma dovrebbe interessare anche noi. Perché molti prodotti li importiamo e perché in Italia l’agricoltura è un settore molto importante dell’economia.

Wired.it ha pubblicato un articolo molto interessante riguardo una patata OGM che i McDonald’s americani useranno per i loro prodotti. I McDonald’s italiani non useranno la stessa patata OGM: continueranno a puntare sui prodotti locali, sia perché ritenuti più genuini sia perché c’è una legge europea che vieta la produzione di OGM (in Italia è consentita solo la produzione di soia OGM per i mangimi animali). Invece, in America Mc Donald’s ha preso decisamente posizione: sponsorizzerà questi prodotti OGM nonostante il parere contrario di un bel pezzo di cittadini americani. Forse Monsanto non sarà l’unica multinazionale a non voler ascoltare i consumatori.

Fonti:

Ucraina e OGM: intervista a Frederic Mousseau

L’offerta dell’Ucraina per stringere legami più forti con l’Occidente potrebbe avvenire attraverso un particolare scambio. Secondo Frederic Mousseau, Policy Director all’Oakland Institute, l’Ucraina potrebbe diventare un terreno di prova per le colture di OGM in cambio di denaro. L’affare sembra essere stato intavolato dalla Monsanto, multinazionale americana di biotecnologie. RT ha intervistato Mousseau, il quale ha espresso tutta la sua preoccupazione nel caso in cui dovesse avvenire l’accordo.

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L’intervista

RT: Se questo affare di 17 miliardi di dollari è stato approvato dall’FMI e il divieto ucraino sulle colture OGM è stato sollevato, vuol dire che è solo una questione di tempo prima che i contadini crescano coltivazioni modificate?

FM: Questo è molto probabile perché c’è molta pressione da parte dell’industria biotecnologica, come la Monsanto, per far sì che ciò venga approvato in Ucraina. È anche parte dell’Accordo di Associazione UE che ha un particolare articolo che prevede l’espansione della biotecnologia e degli OGM in Ucraina.

RT: Se era una delle pre-condizioni del prestito multi-miliardario, pensi che sia giusto dire che la Monsanto ha una notevole influenza sull’FMI e la Banca Mondiale e che detta loro anche delle condizioni?

FM: Abbiamo visto nel 2013 che la Monsanto ha investito 140 milioni di dollari per progettare nuovi semi in Ucraina. È chiaramente il cestino del pane d’Europa ed è un obiettivo fondamentale per una società come la Monsanto, che vede questo enorme potenziale per la produzione e questo enorme mercato. L’Europa è stata abbastanza contraria nel consentire gli OGM, ma se hanno successo in Ucraina, allora ci potrebbe essere un effetto domino in Europa.

RTÈ stata una coincidenza o un’azione pre-programmata quella nel dicembre 2013, quando il divieto sui beni OGM è stato sollevato in Ucraina poche settimane prima che l’FMI avrebbe dovuto dare un prestito al paese?

FM: Non può essere una coincidenza, perché abbiamo visto una forte mobilitazione dell’industria e dell’attività agricola nel lobbismo presso il governo e l’Unione europea per avere questi cambiamenti nella legislazione. Inoltre abbiamo visto questo investimento in arrivo prima di qualsiasi approvazione degli OGM. Quindi chiaramente questa pressione era lì e avere una tale clausola nell’Accordo di Associazione UE significa che i lobbisti del settore dovevano essere al lavoro già da mesi prima.

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RT: Il presidente del Business Council USA-Ucraina ha detto che è necessario tenere il governo ucraino fuori del business dell’agricoltura e trasformarlo in un’industria del settore privato. Possiamo dire che l’America ha messo gli occhi sui vasti campi che potrebbero essere una miniera d’oro per l’agricoltura?


FM: Ci sono queste aziende di semi come la Monsanto e aziende di pesticidi, ma vi è anche la terra dell’Ucraina che finora è stata sotto il controllo del governo ucraino e non è stata disponibile per la vendita. Ci sarà una grande spinta nel privatizzare questa terra e nel farne un bene prezioso, che può essere acquistato da società straniere. Quello che abbiamo visto negli ultimi anni è che, anche se la terra non poteva essere acquistata, è stato affittata su vasta scala. Già 1,6 milioni di ettari sono stati acquistati da soggetti stranieri ed è molto probabile che, se i programmi di riforma continueranno, ci saranno più aziende, più interesse e queste cercheranno di stringere accordi per la terra ucraina.

RT: Vi è un notevole sentimento anti-OGM in tutto il mondo. Se si prende questo in considerazione, quanto benefico sarebbe per l’Ucraina fare affidamento sul settore delle colture OGM con sede negli Stati Uniti?


FM: Si presenta come parte di un accordo con l’Unione europea e sappiamo che i cittadini e gli agricoltori europei sono contro gli OGM, ma comunque abbiamo un accordo con l’Unione Europea, la quale ha elaborato un accordo con l’Ucraina per espandere l’uso di OGM. Sembra qualcosa che è stata organizzata dai lobbisti delle multinazionali e dei funzionari in seno alla Commissione europea. Abbiamo visto in tutto il mondo che questo non è vantaggioso per gli agricoltori, non è vantaggioso per i cittadini. È proprio nell’interesse delle imprese che stanno assumendo il controllo dei semi utilizzati dagli agricoltori di tutto il mondo. Il cibo così prodotto non diventa migliore o più economico.

RT: Quanto potenzialmente nociva pensi che la coltivazione di OGM possa essere per quei ricchi e fertili terreni ucraini?


FM: Abbiamo visto negli Stati Uniti, dove sono state coltivati OGM per un paio di decenni. Abbiamo preoccupazioni circa la qualità del suolo perché l’uso di OGM viene fornito con un elevato livello di di fertilizzanti e questo distrugge molti dei materiali organici nei terreni. Vi è anche un rischio molto elevato di contaminazione per quegli agricoltori che scelgono di non utilizzare OGM e lo abbiamo visto molto chiaramente in Nord America, dove vi è stata tanta contaminazione.

OGM o non OGM?
Molto probabilmente questa storia proseguirà per le lunghe e non si saprà come andrà a finire fin quando non si prenderanno delle decisioni definitive. Il Fondo Monetario Internazionale, la Monsanto, aziende di pesticidi, terreni “affittati”: difficile credere che gli organismi geneticamente modificati non siano prettamente un business. L’Ucraina si trova attualmente in una situazione molto complicata e forse questo degli OGM è un problema secondario, ma non per questo da trascurare.