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Monsanto: un reparto per screditare gli scienziati oppositori

Per la prima volta un dipendente della Monsanto, multinazionale americana di biotecnologie, ha ammesso che nella società esiste un intero reparto che si occupa di screditare gli scienziati che si schierano contro gli organismi geneticamente modificati. Qualcuno se lo aspettava, qualcun altro no. Fatto sta che la dichiarazione pubblica, forse involontaria, farà sicuramente discutere.
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Plant Breeders Bill: lo zampino di Monsanto anche in Ghana

Un contadino africano che raccoglie del grano
Fonte: Flickr

La multinazionale americana di biotecnologie Monsanto sta causando problemi anche in Ghana. Il parlamento ghanese sta sostenendo il Plant Breeders Bill, una proposta di legge che impedirebbe gli agricoltori di produrre semi, fare scambi e risparmiare. Come al solito, dietro l’appoggio del governo c’è lo zampino di Monsanto.

I dettagli
Con le nuove norme verranno tutelati i diritti di proprietà intellettuale dei prodotti biotecnologici. In questo modo, gli agricoltori potranno ricevere delle multe nel caso in cui coltivino qualsiasi cosa sia stata “brevettata”. Anche se le loro colture fossero il prodotto di un’impollinazione incrociata.

Il governo del Ghana, per giustificare il suo appoggio alla proposta di legge, ha dichiarato che le nuove norme “incentiveranno lo sviluppo di nuove varietà di sementi per garantire la commerciabilità delle colture“. Ma gli agricoltori ghanesi sostengono che delle simili leggi potranno beneficiare solo Monsanto. Loro, che coltivano la loro terra da secoli, non ci guadagneranno nulla. Ecco perché questa legge è stata soprannominata “Monsanto Law“, ovvero “Legge Monsanto“.

In sintesi, con questa legge Monsanto avrà un potere di gestione del sistema alimentare enorme. Attualmente in Ghana il 70% del cibo è coltivato da piccole aziende agricole. Se questa legge verrà approvata, l’organizzazione dell’approvvigionamento alimentare sostenibile verrà surclassata da un grande sistema economico con un solo protagonista vincente: Monsanto.

Le reazioni
Le risposte degli agricoltori e delle associazioni non si sono fatte attendere. La Ghana National Association of Farmers and Fishermen, un’associazione di contadini e pescatori, ha dichiarato:

“Il Plant Breeders Bill punta a rimpiazzare la tradizionale varietà di semi con una uniforme varietà commerciale e ad aumentare la dipendenza dei piccoli agricoltori alla varietà commerciale. Questo sistema mira a costringere gli agricoltori ad acquistare i semi per ogni stagione della semina”. 

Già questo ci fa capire che gli agricoltori non ci guadagneranno nulla. Anzi, succederà l’esatto contrario.

Duke Tagoe, del movimento Food Sovereignty Ghana, ha evidenziato che in diverse parti del mondo gli agricoltori sono sottoposti al monopolio di Monsanto: “L’impatto economico sulla vita dei contadini sarà disastroso… L’origine del cibo è il seme. Chi controlla i semi controlla l’intera catena alimentare“. E l’obiettivo di Monsanto è proprio quello di controllare i semi. Se il Plant Breeders Bill verrà approvato, la multinazionale americana riuscirà a controllare l’economia del Ghana.

Agricoltori in tutto il mondo si sono trovati in estrema difficoltà quando delle società “si sono offerte” di controllare le loro forniture di sementi. Questi meccanismi costringono i contadini a contrarre dei debiti che molto probabilmente non si estingueranno mai e che si tramanderanno per generazioni. E così la povertà continuerà a rovinare le famiglie per anni e anni.

I semi sono la chiave
Questa ennesima vicenda targata Monsanto ci fa ben capire cosa accadrebbe se una multinazionale si impadronisse della sovranità alimentare di un paese. Se provassimo a riassumere questa situazione con la frase di Duke Tagoe “Chi controlla i semi controlla l’intera catena alimentare“, allora potremmo dire che con l’approvazione del Plant Breeders Bill gli agricoltori ghanesi perderanno il controllo dei semi. E se perderanno i semi, sarà un grosso problema.

Ecco fin dove possono arrivare le corporation pur di guadagnare. Poco tempo fa avevo espresso la mia soddisfazione per la vittoria che stava conducendo l’isola di Maui contro l’arroganza di Monsanto. Ora tocca al Ghana combattere una guerra simile. Speriamo possa vincerla e dimostrare che, nonostante la situazione molto complicata, vale la pena tentare.

Fonti:
naturalsociety
newint