Browse Tag

Luis de Miranda

Antrorobotica: qual è il confine tra umano e macchina?

Le relazioni uomo-macchina sono destinate ad aumentare e a cambiare in modo profondo alcune delle nostre abitudini. Ogni anno sviluppiamo tecnologie sempre più all’avanguardia. Tra queste, l’intelligenza artificiale (IA) sembra sia quella che affascina di più. La sua capacità di elaborare, identificare e categorizzare le informazioni ci dà l’impressione che stia sviluppando una propria forma di intelligenza.

Siamo ancora lontani dal poter sviluppare un’IA di questo livello, ma è utile fare alcune distinzioni. Il filosofo portoghese Luis de Miranda e i suoi colleghi dell’Università di Edimburgo hanno creato l’Anthrobotic Cluster. Si tratta di una piattaforma di ricerca multidisciplinare. Il suo scopo è indagare sul rapporto tra umani, robot e sistemi intelligenti.

Ho già avuto modo di parlare del concetto di antrorobotica proposto da Luis de Miranda. Ora abbiamo l’opportunità di approfondire l’argomento grazie a un’intervista pubblicata su Futurism. Il filosofo spiega perché è importante esplorare le relazioni che instauriamo con le macchine,
Leggi tutto

Una mano robotica stringe una mano umana.

Luis de Miranda: “E se noi umani fossimo antrorobot?”

Studiare le relazioni che nascono tra umani e robot all’interno delle società è importante. Lo sostiene anche lo scrittore e filosofo portoghese Luis de Miranda in un’interessante intervista condotta da Robohub.

Di recente, Luis de Miranda ha creato una piattaforma interdisciplinare chiamata Anthrobotics Cluster dove i ricercatori possono discutere dei rapporti che intercorrono tra umani, robot e sistemi intelligenti. La piattaforma è una sorta di piazza virtuale dove le idee di informatici, sociologi e roboticisti si incontrano. Così vengono alla luce confronti che aiutano a comprendere meglio le dinamiche e gli impatti sociali che derivano dalle interazioni tra umani e macchine.

Nell’intervista, che ho riportato qui sotto, Luis de Miranda ci spiega l’utilità dell’antrorobotica, non solo concepita come lo studio e lo sviluppo di robot dall’aspetto umano, ma come un approccio allo studio di sistemi ibridi: umano e macchina insieme.

Una breve premessa prima che inizi la lettura: il filosofo ha adottato il termine “humachine” che descrive l’unione tra uomo e macchina. Per rendere la lettura più fluida e la traduzione il più fedele possibile, ho deciso di non tradurre né sostituire la parola. Per quanto riguarda invece il termine “anthrobot“, che evoca l’unione tra elementi umani e robotici, ho deciso di mantenere un collegamento con “antrorobotica”, per cui ho adottato la parola “antrorobot”. Magari andava bene anche antrobot, ma si tratta di una disciplina dai tratti non ancora del tutto delineati. Se hai dei materiali italiani in cui ci sono descrizioni sull’antrorobotica concepita da Luis de Miranda, sarò felice di darci un’occhiata.

Bene, qui sotto trovi l’intervista.
Leggi tutto