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Google metterà in vendita il robot Schaft

Fonte immagine: dailymail.co.uk

Molto presto Google inizierà a vendere un robot dalle sembianze umane che può camminare, arrampicarsi, usare strumenti e anche guidare un’auto. Si chiama Schaft ed è stato sviluppato da una start-up giapponese acquistata da Google. Non è chiaro quando potrà essere disponibile la versione commerciale del robot, ma si pensa che ciò potrà avvenire presto.

Il robot Schaft è alto 148 centimetri ed è fornito di due arti superiori e due inferiori, un nuovo motore ad alto voltaggio che sfrutta l’energia di un condensatore piuttosto che di una tradizionale batteria. È stato protagonista di una competizione durata due giorni e organizzata dal Pentagono chiamata DARPA Robotics Challenge e alla quale hanno partecipato quattro paesi: Stati Uniti, Giappone, Corea e Cina. Lo scopo era quello di osservare quale macchina avrebbe affrontato al meglio gli ostacoli prodotti da una fissione nucleare. La sfida prevedeva 8 diverse missioni di soccorso, tra cui aprire una porta, salire una scaletta e rimuovere detriti. Il robot Schaft ha totalizzato 27 punti su 32, un punteggio persino superiore a quello ottenuto dalla IHMC Robotics con Atlas ( 20 punti ), un altro robot prodotto dalla Boston Dynamics acquisita da Google.

Le idee alla base di questa competizione sono molto interessanti e incoraggianti. Infatti, dopo il disastro di Fukushima avvenuto nel 2011, si è notato che i robot non si erano dimostrati all’altezza della situazione. Il programme manager della Darpa Robotics Challenge, Gill Pratt, ha dichiarato: “Ciò che abbiamo capito è che questi robot non possono fare altro che osservare“. E poi, riguardo le operazioni deludenti per stabilizzare l’impianto nucleare, ha aggiunto: “Ciò di cui avevano bisogno era un robot all’interno dell’impianto del reattore per chiudere le valvole“. Quella di Pratt è una buona osservazione. Forse, un robot tecnologicamente attrezzato e in grado di intervenire tempestivamente avrebbe limitato i danni causati dal disastro nucleare.

Fonte: dailymail.co.uk

Due proteste interrompono il Google I/O 2014

Giornata singolare quella dell’altro ieri alla conferenza annuale del Google I/O 2014. Ci sono state due proteste in due momenti diversi, a quanto pare non collegate tra loro. Prima una donna, poi un uomo, si sono fatti sentire nel bel mezzo dei discorsi degli sviluppatori di Google.

Mentre il direttore tecnico di Android, Dave Burke, teneva il suo discorso, una donna si è alzata in piedi e ha mostrato una maglietta con la scritta: “Develop a conscience, stop Jack Halprin“, cioè “Sviluppate una coscienza, fermate Jack Halprin“. Halprin è un avvocato che non era presente alla conferenza, ed è stato più volte bersaglio di proteste in passato. Infatti, l’avvocato è proprietario di un condominio costituito da sette palazzi e situato nella zona del Mission District di San Francisco e sta provando a sfruttare una legge statale artificiosa per sfrattare tutti coloro che vi abitano in affitto. La donna è stata poi accompagnata fuori la sala dalla sicurezza. Insomma, una storia poco tecnologica, ma che comunque sarà destinata a far discutere.

Ruh roh. Protestor at @Google I/O pic.twitter.com/MeHOAunfkE
— Joseph (@jrvolpe) 25 Giugno 2014

L’altra protesta ha avuto come protagonista un uomo che non ha mostrato nessuna maglietta, ma ha semplicemente urlato: “You all work for a totalitarian company that builds machines that kill people!“, ovvero “Tutti voi lavorate per una compagnia totalitaria che costruisce macchine che uccidono persone!”. Ha interrotto il discorso programmatico di Urs Hölze sulla versione più recente del software di Android. Alla fine ha aggiunto: “Lo sapete che è vero“, prima di essere portato fuori dalla sicurezza. Probabilmente si riferiva soprattutto all’acquisto da parte di Google della Boston Dynamics, l’ente finanziato dal Pentagono che ha sviluppato robot come Atlas, e Chetaah, solo per citarne alcuni. Questi robot sono progettati per affrontare missioni militari, ecco svelato il motivo dietro la frase del manifestante. Di seguito è riportato il video che mostra il momento dell’interruzione.

Fonti: infowars.com
theverge.com

Google testerà i veicoli automatizzati in California

I semafori della California sono verdi per i nuovi veicoli progettati da Google in grado di percorrere strade senza essere guidati da un pilota. Questa nuova fase di sperimentazione permetterà all’azienda di Mountain View di perfezionare i nuovi modelli e avvicinarsi sempre più a uno dei suoi tanti obiettivi: costruire veicoli automatizzati e sicuri.

Il programma durerà due anni e la motorizzazione californiana ha acconsentito all’inizio dei test. I prototipi sono circa un centinaio e sono molto simili a una Smart. Queste auto raggiungono i 40 km/h, possiedono due posti con cintura di sicurezza, un monitor che mostra il percorso, un pulsante per l’avvio e uno per l’arresto, ma nessun pedale per accelerare o frenare, ovviamente. Ci sono ancora delle questioni da risolvere dal punto di vista legislativo, come quella su chi fa pagare un’eventuale multa: lo stato della California suggerisce di responsabilizzare il passeggero, mentre Google propone il produttore del veicolo. Ma le auto di Google finora hanno percorso 700.000 miglia senza riceverne alcuna: ciò dimostra quanto un sistema computerizzato automatico possa risultare efficiente.

In futuro avremo autoveicoli che non necessiteranno di un pilota per raggiungere determinate mete? È probabile. Alcuni esperti non ci pensano due volte e affermano che un giorno potremo semplicemente scegliere la nostra destinazione attraverso un navigatore satellitare e goderci il viaggio, in totale tranquillità. Saranno progettati sistemi di sicurezza così sofisticati da rendere meno pericoloso ogni ostacolo, anche quello più imprevedibile. Le basi tecnologiche ci sono tutte, si tratta solo di tempo. Ma, come le auto di Google, meglio non correre troppo e procedere pian piano adottando le soluzioni migliori.

Aggiornamento del 23/12/’14
Dopo altri sette mesi di test, la vettura automatizzata di Google è pronta. L’azienda di Mountain View spera di rendere disponibile il veicolo auto-pilotato per le strade della California entro il 2015. Ma la strada verso l’adozione completa dell’auto è ancora molto lunga da percorrere. Intanto possiamo vedere delle immagini che descrivono l’esperienza di alcune persone che hanno provato l’auto.


Aggiornamento del 17/05/’15
È ormai confermato: quest’estate alcuni veicoli automatizzati progettati da Google verranno testati sulle strade della California. Fino a questo momento le auto senza pilota di Google avevano percorso solamente strade di prova senza mescolarsi col traffico regolare. I veicoli non saranno completamente autonomi, ma a bordo ci saranno degli autisti di sicurezza proprio per evitare spiacevoli sorprese.

Il capo del progetto Chris Urmson ha detto che il mescolarsi col traffico quotidiano aiuterà gli ingegneri di Google a perfezionare il software di bordo per affrontare situazioni che non si sono verificate nei test precedenti: “Avere queste auto nello spazio pubblico e permettere alle persone di reagire ad esse, permettendoci di vederle là fuori, che è un affare importante e soprattutto è il passo necessario per fare in modo che si guidino da sole.“.

I dati rilasciati in quest’ultima settimana hanno mostrato che negli ultimi 8 mesi 4 delle 48 automobili senza pilota testate sulle strade pubbliche della California sono state coinvolte in incidenti. Le case automobilistiche coinvolte negli incidenti, Google e Delphi, sostengono che gli urti sono stati causati da esseri umani presenti in altre auto. Quello della sicurezza dei veicoli automatizzati è un argomento che preoccupa tutti, ma per avere risposte certe e migliorare la tecnologia bisognerebbe effettuare nuovi test. Ecco perché Google proverà a inserire i suoi veicoli automatizzati nel traffico californiano. Vedremo presto i risultati.

Fonti:
punto-informatico
techeconomy
bbc

Google cerca l’estensione della vita umana

Prima fu assunto Ray Kurzweil come direttore del settore ingegneristico. Recentemente, invece, Google ha assunto Cynthia Kenyon, una genetista molto in gamba che lavorerà per Calico, un’azienda di biotecnologia fondata proprio dai creatori del motore di ricerca più famoso al mondo.

Una delle ambizioni di Calico è quella di estendere significativamente la durata della vita umana. Per raggiungere questo scopo, Cynthia Kenyon sembra essere la persona giusta. Infatti, l’ingegneria genetica e il DNA sintetico sembrano essere gli strumenti giusti per fare dei progressi in questa direzione. Ma la sentenza della Corte Suprema, all’inizio di quest’anno, si è espressa contro la brevettabilità dei geni umani. Tuttavia, la brevettabilità del DNA sintetico è possibile. L’estensione della vita apre discussioni che vedono schieramenti opposti: c’è chi la vede come una possibilità positiva e chi invece evidenzia alcuni aspetti negativi.

Nel 2006 il Ministero della Difesa del Regno Unito pubblicò un rapporto in cui si descrivevano degli scenari nel caso in cui si trovasse un metodo per estendere la vita umana. Ad un certo punto si può leggere: “Il divario tra coloro che potrebbero permettersi di ‘acquistare longevità’ e quelli che non potrebbero, aggraverebbe la diseguaglianza globale percepita. Anche i governi dittatoriali o dispotici potrebbero potenzialmente ‘acquistare longevità’, prolungando i loro regimi e i rischi per la sicurezza internazionale“. Una visione troppo pessimistica? Direi, piuttosto, una visione attenta a probabili problemi che potremo incontrare in futuro.

Dall’altra parte, invece, c’è il movimento transumanista, sempre più in crescita, che cerca di indirizzare i dialoghi circa l’estensione della vita verso buone prospettive. Google sta facendo progressi nel campo della robotica e della tecnologia indossabile. Quest’ultima possiede già le basi per una successiva evoluzione in tecnologia impiantata nel proprio corpo, e non mi riferisco a pacemaker o roba del genere, ma a dei microchip in grado di svolgere diverse funzioni: dal monitoraggio della salute, al rilascio di alcuni medicinali su comando da remoto.

Che impatti avrà il DNA sintetico sulla nostra salute? È ancora presto per prevedere gli effetti di queste tecnologie. Ci vogliono ancora altri studi e Google sembra intenzionato ad approfondirli. Meglio farsi trovare pronti se ciò si realizzerà. Quindi, una piccola riflessione a riguardo è consigliata.

Fonte: oldhinkernews

Nuove idee per le lenti a contatto intelligenti di Google

Ricordate le lenti a contatto intelligenti di Google per il monitoraggio del livello di glucosio? Bene, sembra che il progetto abbia fatto dei passi avanti. Il nuovo piano prevede l’implementazione di una videocamera interna che potrà aiutare le persone non vedenti. Come? Diamo un’occhiata.

Le lenti a contatto di Google possiedono un circuito di controllo, una mini videocamera e un sensore di immagini. Il sistema potrà essere collegato in modalità wireless a un cellulare e probabilmente sarà in grado di eseguire alcuni comandi tramite audio.

Immaginate una persona non vedente che indossa queste lenti a contatto con videocamera integrata, mentre cammina su un marciapiede avvicinandosi a un incrocio. La videocamera potrebbe effettuare un’analisi ambientale, collegarsi al cellulare e fornire le informazioni attraverso notifiche sonore. Le informazioni potrebbero riguardare un’auto nelle vicinanze, la fine del marciapiede e la distanza da percorrere per arrivare a quello opposto. Ma l’idea più futuristica sarebbe quella di applicare un programma di riconoscimento facciale che potrà risultare molto utile per alcune professioni. L’esempio più comune è quello delle forze dell’ordine: il sistema potrebbe scattare una foto al sospettato, inviarla a un database per avviare un processo di corrispondenza e poi ottenere i risultati della ricerca.

Questa visione del futuro di Google ci mostra non soltanto le sue idee, ma soprattutto il suo progresso tecnologico. Le dimensioni della micro videocamera, del circuito e del sensore saranno così ridotte che non dovranno causare alcun tipo di problema agli occhi delle persone. E pare che i ricercatori e gli scienziati di Google siano sulla buona strada.

Per quanto riguarda la salute, ci sono alcuni aspetti che non bisogna trascurare. Gli sviluppatori ancora non hanno spiegato da quali materiali saranno composti la videocamera e gli altri componenti delle lenti. Quindi, ancora non sono chiari i rischi legati ad eventuali reazioni allergiche e a casi di  graffi sulla superficie degli occhi. Comunque, Google precisa che il lavoro al progetto prosegue prendendo in considerazione anche questi problemi e assicura che se darà vita a un nuovo prodotto, allora sarà sicuro e non pericoloso per la salute. Riuscirà Big G nel suo intento?

Fonte: patentbolt.com