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Cancro

Il deep learning per rilevare il cancro

Il deep learning al pari o meglio degli umani nel rilevare il cancro

Gli algoritmi di deep learning (apprendimento approfondito) possono competere benissimo con le abilità umane nel rilevare il cancro da ecografie e dai rapporti patologici. Un’altra dimostrazione del potenziale dell’intelligenza artificiale nell’ambito medico.  In futuro dovremo contare sempre più sulle macchine in certi contesti. Ci sono due indizi che possono farci riflettere a riguardo. Vediamoli.
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Prototipo del NiLiBoRo

NiLiBoRo: il verme robot per asportare il tumore dall’orecchio interno

La rimozione di tumori dall’orecchio interno è un’operazione molto delicata che di solito richiede un intervento diretto sull’osso mastoideo. Ma in futuro tutto ciò che i chirurghi dovranno fare è scavare un tunnel di 5 mm di diametro all’interno dell’osso mastoideo con l’aiuto di un piccolo robot.

Un robot sviluppato dai ricercatori del Mannheim Project Group for Automation in Medicine and Biotechnology che è parte del Fraunhofer Institute for Production Technology and Automation IPA, in collaborazione con la Technical University of Darmstadt,  l’University of Aachen, e la Düsseldorf University Clinic.

Il robot si chiama NiLiBoRo e potrà rivoluzionare la chirurgia.
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Una tecnologia per "ascoltare" i tumori

Una tecnologia per “ascoltare” i tumori

Gli ingegneri elettrici dell’Università di Stanford sono riusciti a migliorare la tecnologia che rileva gli esplosivi al plastico sepolti sotto terra. Questo miglioramento porta a nuove possibili applicazioni, tra cui l’individuazione di tumori nella loro fase iniziale.

Lo studio è stato diretto dai professori Amin Arbabian e Pierre Khuri-Yakub. È nato grazie a un progetto della DARPA (Defense Advanced Research Project Agency) che inizialmente prevedeva semplicemente lo sviluppo di un sistema che fosse in grado di rilevare le bombe al plastico invisibili ai metal detector.
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8 effetti sulla salute causati dal disastro di Fukushima

Sono passati circa due anni dal disastro dell’impianto nucleare di Fukushima, ma gli effetti sulla salute causati dalle radiazioni aumentano sempre più. Al dolore fisico si aggiunge quello morale: diverse agenzie sparse in tutto il mondo affermano che non c’è bisogno di preoccuparsi perché il livello delle radiazioni non è così alto da provocare danni alla salute. Per rafforzare le loro dichiarazioni assurde, le agenzie sanitarie hanno inoltre alzato la soglia al di sopra della quale i livelli di radiazioni possono definirsi pericolosi. Intanto, ci sono famiglie che soffrono, che si ammalano, che non possono spostarsi da quelle zone e che non possono reagire come vorrebbero. Di seguito sono riportati 8 effetti sulla salute che hanno riscontrato molte persone che abitano nei pressi della zona contaminata di Fukushima.

1. Contaminazione della pelle

È uno dei maggiori rischi. La disponibilità di agenti decontaminanti è diminuita drasticamente successivamente il disastro e molti di questi richiedono acqua fresca. Ma l’accesso all’acqua pulita nelle aree intorno a Fukushima è molto complicato considerando gli alti livelli di radiazione lì presenti. L’esposizione della pelle a sostanze chimiche e alle radiazioni può provocare problemi cutanei e danni al sistema endocrino.

2. Trauma psicologico

Lavoratori, madri e bambini hanno molte possibilità di incorrere a disturbi post traumatici da stress e depressione dopo un disastro nucleare. Questi effetti possono essere causati dall’esposizione a radiazioni, le quali possono essere direttamente collegate ai disturbi dell’umore. Immaginate dei genitori preoccupati per la salute dei propri figli: le probabilità di diventare emotivamente e psicologicamente instabili aumentano.

3. Cancro

È la conseguenza più plausibile. Elevate dosi di mercurio possono essere mortali o aumentare le probabilità di difetti genetici ereditabili.

4. Danni alla tiroide

Lo iodio 131, un radioisotopo di iodio prodotto dalla fissione nucleare, si accumula rapidamente nella tiroide e causa problemi agli ormoni, al peso corporeo e ai livelli di energia. Può causare anche il cancro alla tiroide.

5. Le donne sono più a rischio

Alcuni dati evidenziano che le donne sono più sensibili agli effetti delle radiazioni, soprattutto quelle incinte.

6. Problemi di gravidanza

Le donne incinte sono a più alto rischio di sviluppare problematiche legate alla carenza di iodio quando esposte allo iodio 131. La carenza di iodio, durante la gravidanza, può causare aborto spontaneo, feti senza vita e altre complicazioni.

7. Disturbi per i neonati

Oltre alla moltitudine di effetti sulla salute per il feto in via di sviluppo, la ricerca ha scoperto problemi gravi alla tiroide per i neonati. Da marzo a giugno del 2011, i problemi alla tiroide sono saliti del 28% nei bambini nati lungo le zone del Pacifico ( Hawaii, California, Oregon, Washington e Alaska). Uno studio pubblicato nel 2013 sull’Open Journal of Pediatrics ha rilevato incidenze significativamente più elevate di ipotiroidismo in questi stati.

8. Cancro alla tiroide nei bambini

Ad oggi, 44 bambini giapponesi di età inferiore ai 18 anni che vivono nei pressi dell’impianto nucleare di Fukushima, al momento del disastro, hanno sviluppato cancro alla tiroide.

Le autorità governative, in genere, somministrano alte dosi di ioduro di potassio per le persone colpite nel tentativo di bloccare l’assorbimento di iodio 131 da parte della tiroide. Questi interventi dovrebbero essere immediati e da soli non bastano. Le persone che sono entrate in contatto con le radiazioni necessitano di essere seguite e curate. Ma pare che nelle zone contaminate nei pressi di Fukushima ciò non stia accadendo. C’è molta confusione nel tentativo di trovare una soluzione per bloccare la perdita di acqua contaminata dai serbatoi danneggiati, mentre molte famiglie sono abbandonate a loro stesse.

La storia della Monsanto

La Monsanto è una multinazionale americana che si occupa di biotecnologie agricole. È una delle principali produttrici di sementi geneticamente modificate e del glifosato, cioè la componente chimica primaria  in grado di distruggere o inibire la crescita delle piante. RoundUp è solo uno dei prodotti che questa società commercializza. Recentemente molti cittadini, venuti a conoscenza delle pratiche dell’azienda americana, si stanno ribellando. Ma la storia della Monsanto inizia nei primi anni del ‘900: fare luce sul suo oscuro passato fornisce migliori spiegazioni per quello che sta accadendo in questi ultimi tempi.
Uno dei primi prodotti messi sul mercato dalla Monsanto è la saccarina, ovvero un dolcificante artificiale che poi è stato venduto alla Coca-Cola. La saccarina non ha alcun valore alimentare: anzi, alcuni studi degli anni ’70 hanno dimostrato un collegamento con lo sviluppo del cancro della vescica nei roditori. Fu solo applicata un’etichetta di avvertimento nei prodotti contenenti il dolcificante e nulla di più. Nel 2000 queste etichette furono rimosse perché gli scienziati avevano specificato che i roditori possedevano una combinazione di ph, livelli di fosfato di calcio e di urine elevati che hanno consentito alla saccarina di danneggiare le loro vesciche.
Nel 1935 Monsanto acquisì la Swan Chemical Company, azienda produttrice di PCB (policlorobifenili), cioè composti organici che vennero utilizzati come fluidi dielettrici e refrigeranti nei trasformatori, condensatori e motori elettrici. Si sapeva già da allora che il PCB fosse tossico, ma la produzione continuò senza sosta essendo stato considerato un problema trascurabile. Il contatto con PCB causava cancro al fegato, problemi di sviluppo dei feti soprattutto per quanto riguarda gli organi sessuali. Il commercio nazionale del PCB fu vietato solo nel 1979:
Nel 1944 la società americana introdusse nel mercato l’insetticida DDT, ampiamente utilizzato dagli Stati Uniti nella seconda metà della seconda guerra mondiale per il controllo della malaria e del tifo tra la popolazione civile e i militari. A guerra conclusa, il DDT fu reso disponibile anche come insetticida per l’agricoltura tradizionale: il suo utilizzo aumentò, insieme ai problemi. Nel 1962 Rachel Carson pubblicò il libro “Primavera silenziosa“, nel quale denunciò l’impatto ambientale che l’insetticida in questione provocava attraverso le sue sostanze chimiche. Il libro ebbe molto successo, la popolazione si indignò e nel 1972 l’uso del DDT fu vietato negli Stati Uniti. Solo nel 2004, dopo la Convenzione di Stoccolma, l’insetticida fu vietato a livello mondiale. Pare che il DDT fosse associabile al diabete,  all’asma, al parto prematuro, al morbo di Parkinson e a problemi di sviluppo del feto durante la gravidanza.
Sempre nel 1944, iniziò anche la produzione di sematotropina bovina ricombinante (rBST) per aumentare la produzione di latte delle mucche. Il latte prodotto in questo modo conteneva livelli leggermente più alti di alcuni ormoni e le mucche che subivano questo trattamento, molto spesso, avevano più probabilità di contrarre la mastite, un’infiammazione delle mammelle la cui cura prevedeva l’utilizzo di antibiotici.
Tra gli anni ’60 e ’70 fu la volta dell’Agente Arancio, un erbicida utilizzato soprattutto negli anni della guerra del Vietnam. Le autorità vietnamite stimano che, a causa dell’utilizzo di tali sostanze chimiche, circa 400.000 persone furono uccise o mutilate e che circa 500.000 bambini nacquero con malformazione e diversi difetti genetici; inoltre la Croce Rossa del Vietnam stima che circa un milione di persone sono disabili proprio a causa dell’Agente Arancio.
Insomma, la Monsanto non sembra essere molto interessata alla salute delle persone, ma piuttosto ai guadagni che può trarre attraverso delle politiche quasi sempre ingiuste. Come ho ricordato in alcuni post precedenti, negli ultimi tempi molte famiglie hanno iniziato a ribellarsi e a manifestare la propria rabbia nei confronti dell’azienda americana che sembra disinteressarsi di tutto e di tutti. Il problema non riguarda solo gli USA: i prodotti della Monsanto circolano in tutto il mondo. Quindi, se doveste trovarvi di fronte un loro prodotto, pensateci su. Io non comprerei del veleno, perché alla fine di questo si tratta.
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