La testa del robot C-3PO di Star Wars

Come costruire un robot che non conquisterà il mondo

La definizione di un quadro etico per l’intelligenza artificiale (IA) è diventato l’obiettivo principale di diverse organizzazioni. Come possiamo costruire robot sofisticati che agiranno sempre in modo adeguato in diversi contesti?

Christoph Salge, informatico presso la New York University, sta adottando un approccio differente rispetto a tanti altri esperti. Invece di stabilire come una macchina dovrebbe o non dovrebbe comportarsi, Salge e il suo collega Daniel Polani stanno indagando su “quello che un robot deve fare in primo luogo“.

Hanno descritto la loro ricerca nel documento “Empowerment As Replacement for the Three Laws of Robotics“. L'”empowerment”, ovvero la responsabilizzazione, come rimpiazzo delle 3 leggi della robotica.

Salge ne ha parlato in un’intervista per Quanta. Vediamo di cosa si tratta.
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Il robot Sophia sviluppato dalla Hanson Robotics

Cittadinanza araba al robot Sophia: giusto o sbagliato?

L’Arabia Saudita ha concesso la cittadinanza a uno dei robot della Hanson Robotics, Sophia.

È successo durante il Future Investment Initiative, un evento per investire in una futura città ricca di tecnologie robotiche.

La notizia ha suscitato diverse reazioni: stupore, incredulità, divertimento, fastidio e nervosismo. I sentimenti negativi sono riconducibili a un semplice motivo.

Perché dare la cittadinanza a un robot in un paese in cui ci sono ancora diversi problemi in termini di diritti, soprattutto per le donne?

Cerchiamo di capire meglio qual è la situazione.
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Kate Crawford

Kate Crawford e l’urgenza etica nell’intelligenza artificiale

Le discussioni sull’etica nell’intelligenza artificiale (IA) sono necessarie, ma al momento si sta agendo poco.

Molte di queste si perdono in generalità del tipo “la persona al centro di tutto”. Si limitano ad essere delle linee guida e a rimanere tali.

Un nuovo documento dell’AI Now Institute, però, sembra adottare tutt’altra lente di ingrandimento sulle implicazioni sociali dell’IA. Il succo del report è che i tentativi fatti finora per inquadrare l’IA in una cornice etica sono stati fallimentari.

Kate Crawford, cofondatrice dell’AI Now Institute, è stata intervistata da Wired sull’argomento. Ha spiegato perché c’è ancora confusione nell’etica dell’IA e quali dovrebbero essere i prossimi passi.
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Max Tegmark

Max Tegmark sul futuro dell’intelligenza artificiale

Nella discussione sull’intelligenza artificiale (IA) spesso ci si ritrova a confrontare 2 poli opposti. Quello degli ottimisti e quello dei pessimisti. Ma il dibattito, in realtà, presenta diverse sfumature.

C’è anche chi è preoccupato per lo sviluppo di una superintelligenza artificiale, ma allo stesso tempo crede che questa potrebbe essere una cosa positiva per il mondo. Tutto dipenderebbe dalla progettazione e dalla gestione.

Il cosmologo Max Tegmark, cofondatore del Future Life Institute, ne ha parlato nel suo nuovo libro: “Life 3.0: Being Human in the Age of Artificial Intelligence“. Max Tegmark offre una panoramica dei problemi legati all’IA, dall’impatto sul lavoro alle guerre.

In un’intervista per Motherboard, riportata di seguito, ha spiegato la sua visione sul futuro dell’intelligenza artificiale.
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Un drone per l'agricoltura

Presente e futuro della robotica in agricoltura

Sempre più robot e applicazioni di intelligenza artificiale (IA) stanno invadendo i campi coltivati. Ma non è un’invasione ostile, anzi.

Chi oggi può investire in queste tecnologie può già ottenere grandi vantaggi. Droni, macchine, sistemi di controllo per la semina e il raccolto. Queste sono gli strumenti che in agricoltura diventeranno sempre più comuni.

TechEmergence ha individuato alcuni esempi di applicazioni robotiche e di IA per l’agricoltura attualmente in uso e altre emergenti. Vediamo quali sono e come possono essere sfruttate.
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