Google riconosce la Palestina

Qualche giorno fa Google ha cambiato l’intestazione della sua hompage all’indirizzo http://www.google.ps./ da “Palestinian Territories” a “Palestine“.

L’aggiornamento è stato effettuato sulla base della decisione, dell’anno scorso, delle Nazioni Unite dopo una votazione che vide 138 favorevoli, 9 contrari e 41 astenuti per la definizione della Palestina come stato osservatore non-membro.
Il ministro degli esteri israeliano Yiga Palmor ha reagito alla notizia affermando: “Google non è un’entità diplomatica che si chiede perché loro sono coinvolti nelle politiche internazionali e sono schierate dal lato controverso“.
I palestinesi, invece, accettano volentieri questa mossa e il capo delle telecomunicazioni dell’Autorità palestinese di Mahmud Abbas, Sabri Saidam, sostiene che la mossa di Google è “un passo nella giusta direzione” e afferma: “Noi speriamo che anche Google Maps mostrerà il fatto che la terra palestinese è stata rubata dalla colonizzazione israeliana“.

In ogni caso, l’azione di Google ha sicuramente fornito un impatto mediatico non indifferente, soprattutto per il vasto numero di utenti che utilizzano questo motore di ricerca che dal 1997 sta sempre più consolidandosi e assumendo una posizione dominante rispetto ai suoi rivali.

Progetto BRAIN: una mappatura del cervello

Siete a conoscenza del progetto Brain Research through Advancing Innovative Neurotechnologies (BRAIN), comunicato dal presidente Obama lo scorso Febbraio? Si tratta di un progetto molto ambizioso, ma non per questo inattuabile: effettuare una mappatura del cervello analizzando l’attività di svariati milioni di neuroni.

Una tecnologia come questa, secondo la genetista molecolare Miyoung Chun, permetterà di comprendere al meglio le modalità di ragionamento, apprendimento, memorizzazione e molto altro del cervello umano. Insomma, analizzando nel complesso tutti questi aspetti, si potrebbe ricavare una teoria generale del cervello.

Fin qui la cosa sembra molto interessante, ma per quanto riguarda l’aspetto dei vantaggi per la salute ci sono delle incertezze. Infatti, su questo punto, Miyoung Chun non si sbilancia molto e preferisce generalizzare: “Una rete interdisciplinare di scienziati e ingegneri lavorerà per produrre nuove e potenti protesi, trattamenti per violenti disordini cerebrali, strategie educative più efficaci e tecnologie intelligenti per imitare le straordinarie abilità del cervello.”

L’unica certezza, per ora, è la grandissima quantità di fondi che questa ricerca richiede, i quali dovrebbero aggirarsi intorno ai miliardi di dollari; sarà inoltre indispensabile la cooperazione tra le varie agenzie governative e le università.

In sostanza, si tratterebbe di un progetto davvero singolare. Spero si potranno ottenere risultati utili e importanti, che potranno essere condivisi per il bene dell’umanità e non per un suo sfruttamento. Col cervello non si scherza.


Fonte e approfondimento: technologyreview.it

Anonymous “attacca” Israele

Sabato scorso alcuni siti di proprietà della Banca d’Israele, dell’Autorità Fiscale e dell’Ufficio di Statistica hanno subìto degli attacchi informatici da parte del gruppo hacker degli Anonymous (in solidarietà con i palestinesi) minacciando di “cancellare” Israele da Internet.

L’operazione è chiamata “Op-Israele” e riferendosi al regime israeliano hanno reso pubblico il seguente comunicato: “Voi NON avete fermato le infinite violazioni dei diritti umani. NON avete fermato gli insediamenti illegali. NON avete rispettato il cessate il fuoco. Avete dimostrato che NON rispettate la legge internazionale. Questo è il motivo per cui il 7 Aprile, degli squadroni informatici da tutto il mondo, in solidarietà con i palestinesi e contro Israele,  si uniranno come un’unica entità per cancellare Israele dal cyberspazio.” Gli obiettivi di Anonymous si aggirerebbero intorno ai 1300 siti.

Le azioni intraprese da Anonymous sono spesso oggetto di varie controversie: molti le reputano coraggiose e giuste, altri illegali e pericolose. Fatto sta che dal 2006/2007, queste comunità anonime online hanno innescato un processo di proteste coordinate dall’incredibile impatto sociale. Questo dimostra gran parte delle potenzialità che offre Internet e che i media tradizionali, spesso, trascurano. 
Il motto dell’organizzazione è: “Noi siamo Anonymous. Noi siamo legione. Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo. Aspettateci!

Fonte: presstv.ir

Antibiotici: attenzione alla modalità di somministrazione

In alcuni casi gli antibiotici possono salvare la vita. Ma il passaggio da un uso specifico ed occasionale ad uno ampio o addirittura preventivo è molto pericoloso. Tante persone mostrano sempre più insofferenza anche per dei semplici raffreddori o piccole infezioni. Si vuole guarire immediatamente, con ogni mezzo.

Il nostro apparato digerente è costituito da uno strato di batteri che protegge da eventuali parassiti e tossine. In effetti, si tratta di una mucosa che funge da barriera per la protezione del nostro organismo. Di notevole importanza anche le funzioni della flora intestinale: essa garantisce l’integrità della mucosa intestinale, favorisce i processi digestivi, produce alcune vitamine e aminoacidi. Nella stragrande maggioranza dei casi, il malfunzionamento della flora batterica è causato proprio dall’azione degli antibiotici. Gli effetti che si possono ottenere a causa di un uso non corretto di antibiotici sono i seguenti:
– distruzione di batteri benefici dell’organismo, non solo nell’intestino, ma anche in altri organi e tessuti;
– trasformazione di batteri, virus e funghi da benigni a patogeni;
– cambiamento della composizione di alcuni batteri che quindi, per essere eliminati, necessitano dell’azione di antibiotici più potenti, aggressivi e pericolosi;
– danneggiamento del sistema immunitario.
Inoltre, a molti animali di allevamento sono somministrati antibiotici e di conseguenza i prodotti che ricaviamo da questi (latte, uova, carne) contengono antibiotici, batteri e tossine. In particolare, negli USA, il 70% degli antibiotici sono venduti per “salvaguardare” la salute degli animali.

Per evitare l’utilizzo dei tradizionali antibiotici, si potrebbe ricorrere ai probiotici per contrastare gli effetti negativi dei batteri e mantenere una sana flora intestinale. In questo caso, per evitare eventuali problemi, vorrei precisare una cosa: non sono un medico, quindi ciò che ho appena riportato sono informazioni prettamente tecniche e non devono essere intese come suggerimenti sicuri e/o ufficiali. 
Sicuramente, invece, posso consigliare di comprare prodotti biologici in modo da ridurre i rischi: leggere attentamente l’etichetta è fondamentale.
Insomma, in queste situazioni dobbiamo essere molto prudenti: c’è la nostra salute in gioco.

Il riscaldamento globale è una farsa

Inaspettatamente, ho notato che la rete si sta comportando attivamente per quanto riguarda il riscaldamento globale, un’altra storia raccontata per intimorire e, in alcuni casi particolari, per far pagare l’ennesima ingiusta tassa.
Ci hanno fatto credere che l’emissione di CO2 (anidride carbonica) sia la causa dell’eccessivo surriscaldamento  del pianeta negli ultimi anni; in realtà la questione è stata abilmente rielaborata. Ma partiamo dalle cose più semplici.

La CO2 è un “gas serra” che intrappola il calore del sole ed è una funzione importantissima, perché se ciò non accadesse ci troveremmo in un pianeta troppo freddo in cui vivere. Le temperature stanno aumentando, questo è indubitabile; ma la causa non è quella comunemente conosciuta, anzi è stata preparata a tavolino da coloro i quali oggi traggono beneficio da tutta questa falsa storia, scaturita dal film-documentario “Una scomoda verità” (Paramount 2006) di Al Gore, vincitore di un Oscar e candidato per il premio Nobel per la pace. Tutto questo è assurdo se si considera che in questo modo queste persone si sentono giustificate a imporre tasse più alte, maggiori controlli e il blocco dello sviluppo dei paesi più poveri che non si possono permettere quelle sofisticate tecnologie di cui invece possono servirsi i più ricchi.

Nel 2006 dopo il successo del film-documentario, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) e il Programma delle nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) costituirono un foro scientifico chiamato IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) e presentarono un rapporto secondo cui il riscaldamento globale è causato proprio dalle emissioni di anidride carbonica ad opera dell’uomo. Ma l’IPCC non è un’organizzazione scientifica, cioè non si preoccupa della raccolta dei dati e nemmeno del monitoraggio della situazione climatica. Bensì, è un’organizzazione politica che esamina le prove dei rapporti pubblicati dalle comunità scientifiche e che quindi possiede un proprio progetto politico. Ciò è testimoniato da alcuni scienziati che avendo buon senso si sono dimessi dal ruolo che ricoprivano all’interno dell’IPCC, come Christopher Landsae e Paul Reiter
Interessanti studi sono stati pubblicati nel giornale Energy and Enviroment da un gruppo di scienziati, i quali hanno scoperto che tra il IX e il XIV secolo d.C. c’è stato un periodo che hanno chiamato “Periodo Caldo Medievale” in cui le temperature erano più alte di adesso. Inoltre uno studio condotto ad Harvard dimostra che circa 700 anni fa ci fu una “Piccola Era Glaciale“, in cui le temperature diminuirono molto per poi aumentare nuovamente. Come potete ben constatare, a quei tempi non vi erano i mezzi che utilizziamo oggi per produrre così tanta anidride carbonica da far impennare la temperatura del globo.
Quindi cosa sta succedendo? Sta succedendo semplicemente che i cambiamenti climatici sono causati dall’aumento dell’irradiamento solare, come dimostrano recenti studi tedeschi e svizzeri. Si tratta del fenomeno delle macchie solari, cioè emissioni esplosive di enormi dimensioni che hanno origine dal campo magnetico del sole. Le conseguenze di questa attività solare sono poi trascinate nell’atmosfera terrestre grazie al vento solare, una corrente ad alta energia che influisce sul ciclo dell’energia solare, determinando il riscaldamento globale. Il professore Ian Clark conferma la relazione tra l’anidride carbonica e il riscaldamento, ma aggiunge che bisogna però considerare il legame tra causa-effetto al contrario: è il riscaldamento a determinare un aumento della CO2
Lo schema riportato qui sotto sintetizza al meglio la questione: non c’è nessuna correlazione tra l’anidride carbonica e il clima globale, ma c’è un’eccellente correlazione tra l’irradiazione solare e la temperatura.
Navigando sul web, si possono trovare molti siti e blog che ne parlano e offrono diverse e razionali spiegazioni di quello che sta accadendo realmente. Le comunità scientifiche non sempre pubblicano dati a favore di una corretta informazione e per il bene collettivo; spesso curano gli interessi di quelli che stanno dietro e che orchestrano il tutto (ad esempio le grandi élite finanziarie e le lobbies). Landsea, ufficiale scientifico e operativo al Centro Nazionale per gli Uragani delle Nazioni Unite che si dimise dall’IPCC affermò: “Personalmente non posso, in buona fede, continuare a contribuire a un processo che vedo scientificamente malsano e motivato da priorità preconcette“.
La testimonianza del professore Tim Ball: “Diventa molto difficile, molto pericoloso e molto personale – ci sono state minacce di morte e cose di ogni genere, quindi non lo faccio per la mia salute“.

Informazioni sulla farsa del riscaldamento globale si possono trovare facilmente attraverso una corretta digitazione della query nei motori di ricerca. 
La principale fonte che ho utilizzato: “Guida alla cospirazione globale – E come fermarla -“, di David Icke, 2009 Macro Edizioni.