RoundUp della Monsanto come l’Agente Arancio

Agente Arancio (Agent Orange) era il nome in codice che l’esercito americano utilizzava per indicare un defogliante che fu largamente disperso per tutta la regione del Vietnam del Sud durante la guerra tra il 1961 e il 1971. Migliaia di vietnamiti, thailandesi, coreani e gli stessi americani furono avvelenati da quella sostanza prodotta dalla Monsanto per decenni, e solo ora ricevono compensi (decine di milioni di dollari) per gli effetti disastrosi che hanno procurato a tutte quelle povere persone. Un pericolo ancora presente se si pensa che in molti paesi asiatici se ne fa ancora uso. Ma il prodotto prevalentemente utilizzato oggi dalla Monsanto è RoundUp, un erbicida costituito da glifosato, una sostanza particolarmente dannosa. Infatti, le etichette di questi prodotti presentano delle avvertenze inerenti all’utilizzo: maneggiare con guanti, evitare il contatto con gli occhi e la pelle. È normale allora  che gli alimenti che subiscono questo trattamento arrivino  sulle nostre tavole per essere mangiati?
Ecco come funziona RoundUp: il glifosato inibisce le vie enzimatiche, impedendo alle piante di sintetizzare gli amminoacidi necessari per la crescita. In pratica, bloccano il nutrimento delle piante che sono quindi destinate a morire. E pare che l’utilizzo di questo erbicida sia triplicato dal 1990. Le discussioni intorno agli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) sono sempre molto attive, ma raramente portano a dati conclusivi. Questo perché da una parte c’è chi sostiene che la scienza non è determinante nello stabilire che gli erbicidi sono pericolosi; dall’altra ci sono scienziati, anche ex sostenitori degli OGM, che invece sostengono l’inefficacia e la pericolosità di tale sostanza. Basta effettuare una semplice ricerca nel web per rendersi conto di cosa abbiamo di fronte: è singolare il fatto che la Monsanto abbia un potere così enorme nei mercati e che, allo stesso tempo, delle conseguenze in tv, in radio e sui giornali non se ne discuta. Alcuni studi indipendenti da anni raccolgono dati e alcuni esperti sono convinti che le sostanze contenute nel RoundUp potrebbero causare terribili conseguenze come disturbi gastrointestinali, obesità, diabete, malattie del cuore, depressione, autismo, infertilità, cancro e Alzheimer.
Questo si aggiunge ai numerosi motivi che spingono le persone a inveire contro Monsanto. Un’altra questione che dovrebbe far riflettere è quella relativa alla posizione dell’azienda per quanto riguarda l’etichettatura: ovvero, spende milioni di dollari illegalmente per evitare questa operazione sui prodotti OGM. Se tali prodotti sono puliti e genuini, perché impedire ciò? Forse la verità è che ci troviamo di fronte a un derivato dell’Agente Arancio. La multinazionale si arricchisce e molte persone si ammalano a causa della disinformazione. E non si fa nulla a livello governativo per impedire tutto questo; intanto, per fortuna, qualche protesta continua a farsi spazio tra l’indifferenza generale.
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La Francia giudica il fracking anticostituzionale

Il Consiglio Costituzionale francese ha respinto una legge che avrebbe sostenuto la fratturazione idraulica, conosciuta anche come fracking, per l’esplorazione sotterranea e la produzione di gas metano e petrolio. Nel 2011 il Parlamento francese votò per il divieto della fratturazione idraulica (287 contro 146) che impedì questa operazione, ma non l’esplorazione in sé. Ecco come avviene il processo di fratturazione: acqua e componenti chimici non ben dichiarati sono mescolati e pompati ad alta pressione nel terreno col fine di creare delle crepe e rilasci di gas per la raccolta. L’Alta Corte di Francia ha deciso di mantenere il divieto governativo contro il fracking tenendo sfida all’azienda interessata alle operazioni di estrazione ed esplorazione, la Schuepbach Energy
I permessi della Schuepbach Energy sono stati revocati dopo che il Parlamento francese ha vietato la pratica. L’azienda ha dichiarato che questo divieto ha violato i suoi diritti e che la legge anti-fracking è incostituzionale, ma la Corte ha respinto tutte queste argomentazioni. La fratturazione idraulica in Francia era e rimane vietata perché potrebbe causare l’inquinamento delle acque sotterranee e terremoti. Recentemente, ci sono stati tanti problemi legati alle fuoriuscite di petrolio causate proprio dal metodo fracking: flora e fauna delle zone sottoposte a questo processo stanno subendo ingenti danni. 
Per fortuna alcuni stati, come la Bulgaria e la California, stanno prendendo le stesse misure adottate dalla Francia. Ma nonostante il malcontento per il fracking aumenti. ci sono ancora molti sostenitori di questa tecnica. Ormai si sa benissimo che alcune fonti di energia, più su tutte il petrolio, non sono illimitate; i metodi di utilizzo dell’energia alternativa restano quelli più validi e convenienti. Se l’interesse verso l’energia rinnovabile crescesse, allora molto probabilmente i costi relativi a questa col tempo diminuirebbero. E quindi, a questo punto, non è più importante la vita umana rispetto alle fonti energetiche limitate quali petrolio e gas?

Janus: un software per il riconoscimento facciale

L’Intelligence USA sta esortando la sua comunità a sviluppare  un software per il riconoscimento facciale che permetterà di determinare meglio l’identità delle persone attraverso foto, video e altre immagini. Il programma è denominato Janus ed è gestito dalla IARPA (Advanced Research Agency Intelligence). Una volta implementato, il software sarà in grado di migliorare le prestazioni di riconoscimento facciale utilizzando le immagini di videocamere. Quotidianamente le persone producono una vasta e diversificata serie di espressioni facciali in base allo stato d’animo: ognuna di queste è personalizzata grazie alle caratteristiche scheletriche e muscolari che le contraddistinguono. Quindi, le rappresentazioni di Janus sfrutteranno pienamente le dinamiche morfologiche del viso per riconoscere velocemente ed efficacemente le corrispondenze.
IARPA è stata creata nel 2006 secondo il modello della DARPA, l’agenzia del Pentagono che si occupa dello studio della tecnologia per futuri usi militari. Il programma Janus inizierà nell’aprile 2014 e durerà 4 anni. Durante questo periodo l’agenzia spera di “espandere radicalmente le condizioni grazie alle quali il riconoscimento facciale automatizzato  possa stabilire l’identità“. Alcuni gruppi per le libertà civili, come l’American Civil Liberties Union e l‘Electronic Privacy Information Center, hanno sollevato preoccupazioni in merito agli utilizzi incontrollati di software per il riconoscimento facciale. Infatti Janus suscita problemi di privacy significativi in un periodo in cui, ultimamente, nelle città americane le postazioni di videosorveglianza stanno nascendo come funghi.
In questo modo le autorità potrebbero procedere verso un programma di riconoscimento facciale su videosorveglianza e pertanto identificare le identità delle persone che si trovano in determinati luoghi pubblici mentre svolgono le loro attività quotidiane, senza alcuna motivazione precisa e senza alcun rispetto per la loro vita privata.

Test del DNA per identificare sospetti criminali: il governo USA ci sta lavorando

Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti d’America (DHS) ha intenzione di elaborare un programma che consentirà di eseguire test del DNA nei confronti di sospetti criminali e quindi di rintracciare le loro relazioni familiari. L’obiettivo è quello di utilizzare i dati relativi al DNA con lo stesso metodo di raccolta delle impronte digitali. Già poco tempo fa, Barack Obama aveva dichiarato di voler creare un grande database nazionale del DNA e una recente decisione della Corte Suprema aumenterà notevolmente le possibilità che questo avvenga. Una banca dati simile è stata pensata per raccogliere informazioni sul DNA di criminali e non, e questo dovrebbe far riflettere.
Secondo un rapporto del Government Security News, il DHS è alla ricerca di potenziali investitori che abbiano le capacità giuste per strutturare il programma sopraccitato. La Homeland Security Investigations (HIS) si sta occupando proprio di questo, in modo tale da facilitare, in futuro, l’agenzia nel riconoscimento di indiziati e delle loro relazioni familiari, e forse altro ancora. Più precisamente, l’obiettivo sarebbe quello di trovare un metodo economicamente efficace per identificare le persone quando le impronte digitali non sono disponibili. Il governo americano attualmente non possiede le informazioni legate al DNA di tutta la popolazione, almeno per ora.  Ma se i desideri del DHS si realizzeranno, allora i cittadini americani si troveranno di fronte a un grosso problema. Non tutti sono criminali e fornire informazioni personali senza un motivo ben preciso è senza dubbio disturbante.
In questo modo, il governo USA invaderà la privacy dei suoi cittadini e andrà contro le libertà civili. Ma già sta succedendo con lo scandalo Datagate; anzi, forse succede quasi da sempre e solo ora qualcosa riesce a trapelare. Lo stato che più su tutti si vanta della sua giusta democrazia, in realtà, si sta dimostrando poco coerente. Infatti oltre a ciò, in alcune strade americane si stanno notando sempre più dispositivi passivi di ascolto, lettori di targhe automatizzate e videocamere di riconoscimento facciale: il Grande Fratello sta arrivando e non si tratta del reality show televisivo.
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TPP: un accordo che minaccia Internet

Il TPP (Trans-Pacific Partnership) è un accordo di partenariato economico, cioè di libero scambio, stipulato nel 2005 tra Brunei, Cile, Nuova Zelanda, Australia, Singapore, Canada, Giappone, Malesia, Messico, Perù, Vietnam e Stati Uniti. Wikileaks ha pubblicato un documento composto da 95 pagine e 30.000 parole nel quale spiega alcuni dettagli di questo accordo. Nel capitolo riguardo i diritti di proprietà intellettuali sono enunciate delle disposizioni che soppiantano le leggi nazionali e di sovranità: ci si trova di fronte al trattato economico più grande ed oppressivo mai ideato finora, strutturato in scala globale. In effetti, il TPP è il precursore del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), un accordo tra USA ed Europa. Entrambi gli accordi, combinati tra loro, copriranno circa il 60% del PIL mondiale, Cina esclusa.
Ciò che si evince subito da questo documento è che i tribunali in questione potranno condurre udienze con prove segrete. Non è un caso se già nei primi mesi del 2013 migliaia di siti web sono stati oscurati per mostrare solidarietà in opposizione al SOPA, ovvero Stop Online Piracy Act (2011), una legislazione che minaccia la funzionalità di Internet. A proposito di ciò, Mac Slavo nel 2012 scriveva: “La SOPA è stato un tentativo di mettere il potere dell’informazione nelle mani di una piccola élite che sta rapidamente perdendo la capacità di controllare ciò che le masse stanno leggendo, ascoltando e vedendo“. Nel documento di Wikileaks si legge: “Fin dall’inizio dei negoziati TPP, i capitoli del trattato inerenti al processo di redazione e negoziazione sono stati avvolti in un livello di segretezza senza precedenti“.
Il commento dell’editore di Wikileaks, Julian Assange, chiarisce ancora di più quello che sta succedendo: “L’amministrazione degli Stati Uniti sta spingendo aggressivamente il TPP attraverso il processo legislativo statunitense di nascosto. Se istituito, il regime di proprietà intellettuale del TPP sarebbe quello di calpestare i diritti individuali e la libera espressione, oltre che calpestare i beni comuni intellettuali e creativi. Se leggete, scrivete, pubblicate, pensate, ascoltate, ballate, cantate o inventate, se coltivate o consumate cibo, se siete malati ora o un giorno potreste essere malati, il TPP vi ha nel mirino“. Non bisogna aggiungere altro, Assange è stato molto chiaro con questa dichiarazione. Ancora una volta Internet è a rischio censura.

Fonte: infowars