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Mind Uploading

Martine Rothblatt

Martine Rothblatt: stamperemo nuovi corpi e vivremo per sempre attraverso internet

Lo scorso 20 maggio al Moogfest, un festival che unisce musica, arte e tecnologia, è intervenuta Martine Rothblatt. Fondatrice di Sirius XM e diventata nota anche per aver costruito il clone robot di sua moglie, crede che in futuro saremo in grado di vivere per sempre grazie al mind uploading, ovvero al caricamento della nostra coscienza nel cloud.

Martine Rothblatt è intervenuta per esprimersi sulla legge HB2 del North Carolina, la quale vieta ai transgender di usare i bagni pubblici: cioè impedisce loro di usare i servi igienici dedicati al genere in cui si identificano. Poi ha spiegato perché la creatività verrebbe incoraggiata se si eliminassero le tasse universitarie. Infine, ha parlato di come lei e la sua società United Therapeutics abbiano intenzione di sviluppare la tecnologia adatta per stampare in 3D parti del corpo.

In un’intervista condotta da Quartz possiamo capire meglio le sue idee sulla possibilità di offrire educazione senza costi, sull’intelligenza artificiale (IA), sul mind uploading, sul transumanesimo, e su dove possa risiedere la nostra anima.
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Mind uploading

Steven Kotler: cosa succederà all’umanità quando copieremo digitalmente le nostre menti?

L’autore, giornalista e imprenditore americano Steven Kotler ha espresso la sua opinione sul mind uploading, ovvero la possibilità di caricare la nostra mente su un supporto digitale. La domanda che fa da cornice al suo intervento su Big Think è: cosa succederà all’umanità quando copieremo digitalmente le nostre menti? Di seguito il video e la trascrizione del suo contributo.
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Trasferimento della coscienza

Il trasferimento della coscienza in un’altra mente sarà possibile?

Sul vocabolario online di treccani.it la coscienza è definita in questo modo: “Consapevolezza che il soggetto ha di se stesso e del mondo esterno con cui è in rapporto, della propria identità e del complesso delle proprie attività interiori […]”. La coscienza risiede nei neuroni che sono in grado di richiamare ricordi, odori, suoni ed emozioni. E allo stesso tempo è uno dei meccanismi più misteriosi del nostro cervello.
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mind uploading

Martine Rothblatt: vivere per sempre caricando la mente su un computer

Martine Rothblatt

Si chiama mind uploading e negli ultimi anni se ne sente parlare più spesso. Caricare la mente su un computer potrebbe essere un modo per raggiungere l’immortalità. Per qualcuno è impossibile, per qualcun altro, come Martine Rothblatt, vale la pena provare. Rothblatt, fondatrice di Sirius Satellite Radio e CEO di United Therapeutics, è stata intervistata sull’argomento durante la conferenza eMerge Americas.
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Randal Koene vuole caricare la sua mente su un computer

Si chiama mind uploading (caricamento della mente) e consiste nel trasferimento della mente da un cervello biologico a un sistema informatico. I futurologi considerano questo processo come la meta finale degli studi di neuroscienza e di neuroinformatica. Alcuni scienziati sono scettici, altri invece si stanno impegnando molto per raggiungere questo obiettivo. Tra questi ultimi c’è Randal Koene, un neuroscienziato e neuroingegnere tedesco che è interessato proprio all’emulazione del cervello.

Randal Koene
Randal Koene al TEDxTallin


Replicare il cervello umano

Se chiedessimo a Koene quali sono le sue intenzioni, lui ci risponderebbe che desidera caricare la sua mente su un computer. Replicare un cervello umano non è un gioco da ragazzi. Per Koene si tratta soprattutto di considerare il cervello dell’uomo come un sistema meccanico. La chiave di tutto questo è nel Substrate Indipendent Mind (SIM), cioè il sostrato indipendente della mente. Il SIM non è unicamente un’intelligenza artificiale, ma anche una vera e propria mente umana caricata su un computer.

Mappando il cervello, trasformando la sua attività in calcoli e riproducendo tali calcoli in codice l’essere umano potrà vivere indefinitamente: “Quando dico emulazione, potreste pensarla, ad esempio, nello stesso senso di emulare un Macintosh su un PC“. Ma Koene va anche oltre: “E allora perché non caricarla [la mente] su un computer in modo che possiamo processare più dati e memorizzarli meglio, come fa un computer, organizzando i pensieri in cartelle a cui possiamo accedere in qualunque momento vogliamo?“. È come se un giorno potessimo sfruttare personalmente, nella nostra testa e non solo, la metafora della scrivania del famoso sistema operativo.

E l’aspetto etico? Koene non l’ha sottovalutato e per questo ha creato un’organizzazione non-profit chiamata Carboncopies per lavorare sugli aspetti tecnici e morali del progetto. Attraverso workshop e conferenze le persone interessate al progetto possono scambiarsi idee e aggiornarsi sulle ultime novità del campo. La condivisione e la cooperazione sono strumenti fondamentali per la buona riuscita del programma di Koene.

L’estensione della vita

Come ho accennato prima, il trasferimento di una mente su un computer potrebbe essere un elemento che contribuirà all’estensione della vita umana. Lo sostengono alcuni futurologi e i transumanisti. Infatti, se sarà possibile scindere i processi cerebrali dal corpo umano, questi non dipenderanno più dai limiti biologici di quel corpo.

Una prospettiva interessante che legata anche ai possibili sviluppi della crionica può suonare ancora più convincente. Anche qui, però, l’entusiasmo di questo progetto si scontra con l’incredulità, i dubbi e l’etica di tante altre persone. Ma credo che se un giorno avremo la possibilità di caricare la nostra mente su un computer, allora saremo noi stessi a decidere se volerlo fare o meno.

Nel frattempo gli scienziati, studiando le tecnologie necessarie per il raggiungimento di questo obiettivo, potrebbero fare nuove scoperte sul funzionamento del nostro cervello che è l’organo più complesso e misterioso che possediamo. Per questo ritengo che, se gli scienziati riusciranno o meno nell’impresa, sarà comunque un percorso che potrà portarci a interessanti scoperte.

Fonte: Flickr


Domande

Randal Koene adotta un punto di vista meccanicistico per analizzare la mente ed è convinto che prima o poi i computer avranno una coscienza e saranno in grado di pensare. A questo punto è inevitabile porsi delle domande. Provo ad elencarne alcune che molto probabilmente hai formulato anche tu dopo aver letto fin qui o che comunque potrebbero interessarti:

  • una mente replicata su un computer potrà essere considerata uguale a quella originale? 
  • E se invece l’originale e la copia saranno diverse, in cosa si differenzieranno?
  • Ci saranno rischi legati alla perdita di coscienza e/o memoria durante il processo di trasferimento?
  • Una mente trasferita su un computer potrà essere hackerata?
  • Se tutto ciò un giorno sarà possibile, verrà regolamentato? Come?
Può darsi che nemmeno gli scienziati saprebbero rispondere con sicurezza. Forse queste domande sono inutili perché non riusciremo mai a replicare un cervello umano su un computer. Oppure è semplicemente troppo presto per dare delle risposte. Ciò che è certo è che alcuni scienziati si stanno dando da fare.
Come pensi che evolveranno le cose? Se vuoi aggiungere qualche altra domanda non esitare a scriverle nei commenti. Magari possiamo individuare una strada insieme. Oppure, se sei un addetto ai lavori potresti fornire qualche dritta, magari.