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Cybersecurity

Cervello

L’hackeraggio del cervello sarà un crimine del futuro?

Le interfacce cervello-computer vengono sempre più adottate nell’ambito della medicina e del gaming. Sono dei dispositivi che funzionano con le onde cerebrali e che grazie a internet ci permettono di controllare diverse apparecchiature.

Col tempo questa tecnologia sarà sempre più accessibile e magari un giorno l’adotteremo per le nostre attività quotidiane. Navigare sul web, comunicare sui social media, leggere e condividere notizie, effettuare pagamenti: tutto con la sola forza del pensiero.

Ma non è così semplice come sembra. Ci potrebbero essere alcuni pericoli. Uno di questi riguarda l’hackeraggio del dispositivo: i cracker potranno analizzare le nostre onde cerebrali e ottenere numerose informazioni. Cronologie di navigazioni, conversazioni, gusti personali, preferenze politiche e sessuali, PIN bancari. Se non ci saranno adeguate misure di protezione, la nostra privacy verrà violata senza troppe difficoltà.

Uno scenario troppo futuristico? Non lo è. Alcuni ricercatori che lavorano su queste tecnologie stanno analizzando il problema e suggeriscono di trovare in fretta delle soluzioni. Non siamo poi così lontani dal poter vivere una spiacevole situazione di hackeraggio del cervello.

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Julian Assange

Assange: le email di Hillary Clinton provano la vendita delle armi in Siria

Nel mese di marzo di quest’anno, WikiLeaks aveva pubblicato oltre 30.000 documenti tra email ed allegati di e per Hillary Clinton, attingendo dal suo server privato mentre era segretaria di stato. I contenuti delle 50.000 pagine del documento risalgono a giugno 2010 ed arrivano fino all’agosto del 2014. Ben 7.500 di questi documenti sono stati inviati dalla Clinton: il Dipartimento di Stato ha permesso la loro pubblicazione grazie a una richiesta basata sul Freedom of Information Act.

Perché fare una cosa del genere? Non è una violazione della privacy? Julian Assange, cofondatore di WikiLeaks, ha spiegato che in quelle email ci sono le prove che Hillary Clinton ha venduto delle armi in Siria ad Al Qaida e all’ISIS.

Puoi ascoltarlo nell’intervista qui sotto o leggere la trascrizione.
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