Rappresentazione di un occhio potenziato con lenti bioniche

Lenti bioniche entro il 2019?

Se fosse possibile, potenzieresti la tua vista con delle lenti bioniche? Niente più miopia, ipermetropia, astigmatismo e così via. Forse crederai che è una tecnologia che non potrai mai adottare perché troppo futuristica. E se ti dicessi che delle lenti a contatto bioniche di questo tipo potrebbero essere disponibili verso il 2019?

 

Lenti bioniche in fase di test

Una società canadese chiamata Ocumetics Technology Corporation sta testando clinicamente le sue lenti bioniche. Questa tecnologia potrebbe rendere obsoleti gli occhiali e le tradizionali lenti a contatto. Se l’esito del test sarà positivo, le lenti bioniche saranno disponibili entro 2 anni, quindi nel 2019.

Queste lenti bioniche sono delle lenti che rimpiazzano il cristallino degli occhi. L’operazione per installarle è una delle più comuni: quella per la cataratta. Una volta inserite, le lenti ristabiliscono una visione chiara per tutte le distanze senza problemi di tipo qualitativo. Possono autoregolarsi collegandosi ai muscoli che cambiano la curvatura delle lenti naturali degli occhi. Inoltre, siccome le lenti funzionano con meno di 1/100 della quantità di energia delle lenti naturali, permettono di concentrarsi su un dettaglio per ore e ore senza stressare gli occhi.

Le lenti bioniche potrebbero triplicare l’acutezza visiva di 20/20. Significa che le capacità dell’occhio vengono potenziate. Si riuscirebbe a vedere chiaramente sia oggetti lontani sia dettagli molto nitidi a distanze ravvicinate. Per esempio, se guardassi un frammento di pelle di un tuo dito, noteresti anche dei dettagli cellulari.

Le lenti bioniche di Ocumetics sono sviluppate per poter essere aggiornate e modificate col tempo. Funzionerà come uno smartphone con le sue app, per fare un semplice paragone. Immagina, ad esempio, di poter installare nelle lenti dei sistemi che permettono di proiettare immagini visualizzate sui display di altri dispositivi. Oppure di poter installare un sistema della NASA che contente una risoluzione delle immagini senza precedenti. Oppure ancora un sistema che permette la distribuzione controllata di farmaci negli occhi.

L’inventore di queste lenti bioniche, il dottor Garth Webb, ha detto: “Abbiamo sviluppato le lenti bioniche, nella loro modalità predefinita, per rendere le nostre vite più funzionali nella loro normalità e nella loro capacità aumentata per consentirci di integrarci senza problemi con l’intero mondo digitale. […] La mia modesta percezione è che noi esseri umani saremo il centro dell’attività dell’intelligenza artificiale. Quindi credo che filtreremo e accompagneremo l’intelligenza artificiale che sarà intorno alla nostra testa, sul nostro orologio o su entrambi. Quindi, se si vorrà, potenzierà l’umano oltre ciò che normalmente anticipiamo.

Il dottor Webb si è espresso anche su un aspetto negativo delle lenti bioniche. Ovvero la disparità che si verrebbe a creare tra chi potrà permettersele e chi no. Gli early adopters dovranno pagare intorno ai 3.200 dollari per una singola lente bionica, escluso il costo dell’intervento chirurgico. La società Ocumetics ha già iniziato a compilare una lista di cliniche e di chirurghi con cui lavorerà.

Le lenti bioniche non cureranno tutte le patologie degli occhi. Infatti non sono efficaci per l’acromatopsia (cecità dei colori), l’opacità corneale, la degenerazione maculare, le malattie genetiche della retina o le lesioni ai nervi ottici. Forniranno, invece, una sorta di aggiornamento delle nostri lenti biologiche che sono destinate a deteriorarsi col tempo.

Qui sotto trovi l’intervento del dottor Webb per il Superhuman Summit 2016.

Nel 2019, dunque, potremo avere a disposizione delle lenti bioniche in grado di potenziare la vista. Nella prima fase saranno molto costose, ma col tempo non potranno che diventare più accessibili per tutti. Almeno si spera.

 

Altre tecnologie simili

Quelle di Ocumetics non sono le uniche lenti progettate per migliorare la vista. Esistono altre tecnologie simili in fase di test altrettanto interessanti. Come ad esempio gli occhi bionici di Steve McMillin, che ha raccontato come un impianto abbia migliorato la sua condizione.

Un altro progetto significativo è quello della Monash University che sta lavorando a degli occhi bionici in grado di bypassare parte del sistema visivo grazie a una particolare videocamera montata su un paio di occhiali.

L’occhio bionico Phoenix99, invece, può essere considerato il primo occhio bionico impiantabile. Consiste in occhiali da sole speciali dotati di 2 videocamere e un trasmettitore.

Il potenziamento umano, dunque, passa anche attraverso la bionica. In futuro vedremo sempre più applicazioni di bionica per il nostro corpo, per risolvere diversi problemi fisici e quindi vivere meglio.

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Fonte: Big Think


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