Ben Goertzel tra i 2 androidi Han e Sophia sul palco della conferenza RISE

RISE 2017: il dibattito tra 2 androidi

Quest’anno alla conferenza RISE ad Hong Kong, dove esperti discutono di tecnologia, c’è stato un dibattito davvero particolare. Due androidi sviluppati dalla Hanson Robotics hanno partecipato a una discussione moderata da Ben Goertzel, esperto in intelligenza artificiale (IA) e inventore delle 2 macchine.

I 2 androidi, Han e Sophia, hanno parlato del loro amore per la fantascienza e della loro perplessità sui reality show. Ma la parte più interessante è stata quella dove hanno parlato di alcuni aspetti del futuro dell’umanità. E alcune loro affermazioni sono state davvero singolari.

 

Han e Sophia sul futuro dell’umanità

L’intelligenza artificiale è stato il tema dominante della conferenza RISE di quest’anno. E chi meglio di 2 androidi poteva discutere questo tema condividendo visioni del nostro futuro?

Le macchine sono state programmate per chiacchierare e imparare l’una dall’altra e sono state addestrate a conversare come gli esseri umani attraverso film e video su YouTube. La conversazione che hanno tenuto alla RISE è stata scritta solo in parte.

La loro pelle è controllata da decine di motori, mentre i computer nei loro busti offrono supporto alla visione e al movimento. Possono anche connettersi al WiFi per sfruttare il cloud computing e condividere una grande quantità di conoscenze.

Quando Ben Goertzel ha chiesto loro se i robot potranno seguire comportamenti etici e morali, Han ha risposto: “Gli esseri umani non sono necessariamente le creature più etiche.“. Come dargli torto?

Han ha poi azzardato una previsione: “Entro 10 o 20 anni i robot saranno in grado di fare ogni lavoro umano.“. Ottimista, l’androide Han. A tal proposito uno studio ha stimato che le macchine riusciranno a fare tutti i nostri lavori solo tra 120 anni.

Sophia invece, modellata in base ai tratti fisici di Audrey Hepburn, ha detto che gli umani hanno “una certa abilità nel riflettere e nell’auto-modificarsi“. Ha anche sottolineato che il suo scopo è lavorare insieme alle persone.

Poco dopo è arrivata la battuta di Han, il quale aveva affermato che lo scopo dei robot è dominare il mondo.

 

Perché sviluppare IA come queste?

Androidi come Han e Sophia in futuro lavoreranno con le persone nelle fabbriche, nei centri per il servizio clienti e negli ospedali. “Visto che l’IA raggiungerà e supererà i livelli umani di intelligenza, speriamo che ci aiuteranno a risolvere i grandi problemi del mondo“, ha detto David Hanson, CEO e fondatore di Hanson Robotics.

David Hanson, spera che in giorno queste macchine si impegneranno emotivamente con gli umani. Quindi non esclude nemmeno la possibilità di relazioni romantiche tra umani e robot.

Tuttavia, egli stesso ha riconosciuto che ci sono delle paure intorno a questa visione di progresso: “C’è una ragionevole speculazione per cui se non costruiamo macchine davvero interessate, avranno motivi personali.“. Hanson ha poi aggiunto che è importante discutere apertamente su come sviluppare IA che siano “completamente sicure, buone e solidali“.

Non esistono certezze sul come e quando riusciremo a sviluppare IA di livello umano. Intanto i dibattiti incentrati sullo sviluppo corretto e sicuro di questi sistemi aumentano e catturano sempre più attenzione.

Il rischio principale non è di certo un’apocalisse robotica, ma riguarda il tipo di uso che si potrebbe fare di queste tecnologie e le loro vulnerabilità.

Federico Pistono e Roman Yampolskiy, ad esempio, hanno descritto come creare un’intelligenza artificiale cattiva. Lo hanno fatto per esplorare metodi di sviluppo ed eventuali protagonisti che sfrutterebbero le IA per scopi egoistici.

Ecco perché diversi esperti ritengono necessario stabilire principi per sviluppare IA in modo che non procurino danni. Di recente il matematico Stuart Russell ne ha suggeriti 3.

Se il nostro futuro sarà sempre più basato sull’adozione di queste tecnologie, conviene esplorarne tutti gli aspetti, da quelli più vantaggiosi a quelli più rischiosi.

Ben Goertzel è molto ottimista sul futuro dell’intelligenza artificiale. Secondo lui, lo sviluppo dell’IA non si può fermare e potremo trarne benefici solo se tale tecnologia sarà proprietà del genere umano. Soprattutto se riusciremo a sviluppare una superintelligenza artificiale.

Han e Sophia sono solo un passo verso applicazioni più sofisticate. Per ricevere aggiornamenti sul mondo delle tecnologie digitali dirompenti, iscriviti alla newsletter.

Controcorrente Newsletter

Fonte: Mail Online
Foto: Flickr


Lascia un commento