Ray Kurzweil

Kurzweil: il cervello è un modello per l’algoritmo maestro

Il noto inventore e futurista Ray Kurzweil sostiene che il modello per lo sviluppo dell’algoritmo maestro è nascosto nel nostro cervello. L’algoritmo maestro, o algoritmo superiore che dir si voglia, sarà quell’algoritmo in grado di praticare l’apprendimento generale del mondo che lo circonda.

Secondo Kurzweil, il cervello consiste in una serie di moduli ripetitivi che si organizzano autonomamente in gerarchie. Tali gerarche trasformano modelli semplici in concetti complessi. Non sappiamo ancora come funziona questo processo, ma Kurzweil crede che continuando a studiare il nostro cervello riusciremo a retroingegnerizzare le sue attività.

Così riusciremo a sviluppare l’algoritmo maestro, un’intelligenza artificiale generale.

 

Ray Kurzweil sull’algoritmo maestro

“Penso ci siano dei principi base su come funziona il pensiero umano. Nel mio ultimo libro “Come creare una mente“, che è uscito nel 2012 e che mi ha fatto assumere in Google, ho seguito queste idee, ho parlato di come funziona la neocorteccia umana. In realtà è lo sviluppo di una tesi che ho da 50 anni perché scrissi un articolo scientifico quando avevo 14 o 15 anni nel 1962 e vinsi un concorso scientifico al Westinghouse Talent Search. […]

E descrissi il pensiero umano che consiste in moduli di neuroni. Ogni modulo può riconoscere uno schema e la base del pensiero umano è il riconoscimento degli schemi. In effetti questi schemi sono sequenziali e vanno in un’unica direzione. Ho fornito molte prove di ciò. Per esempio, provate a recitare l’alfabeto. Gran parte di voi può farlo velocemente. Bene, recitatelo al contrario. Probabilmente non ci riuscite, a meno che non l’abbiate imparato come una nuova sequenza. È una trasformazione piuttosto banale, ma ancora non ci riusciamo.

Quindi abbiamo suggerimenti diversi su come funziona il cervello umano. Negli anni recenti c’è stata un’esplosione di prove neuroscientifiche. Per esempio, il progetto europeo di retroingegneria del cervello ha identificato moduli di 100 neuroni ciascuno, e siccome la neocorteccia ha 30 miliardi di neuroni, significa 300 milioni di moduli e sono tutti abbastanza simili. Hanno la stessa struttura, la stessa organizzazione interna. E non c’è alcuna plasticità, alcun cambiamento, in questo modulo durante tutta la vita. Nonostante l’idea che il cervello riscriva se stesso costantemente.

C’è plasticità nella costante riconnessione tra i moduli e ogni modulo riconosce uno schema. Possiamo vedere gli assoni provenienti da altri moduli che stanno fornendo l’input sequenziale che rappresenta lo schema che questo modulo apprenderà. Quindi c’è una gerarchia di schemi. Questi schemi sono basati su una gerarchia di schemi e di moduli al di sotto. Ognuno di questi riceve un input dal modulo sottostante: è una gerarchia molto elaborata.

La biologia, l’evoluzione biologica, ha evoluto questa struttura gerarchica nel cervello così che possa comprendere e imparare la struttura gerarchica del mondo, perché questo mondo è organizzato gerarchicamente.

La neocorteccia si sviluppò 200 milioni di anni fa nei mammiferi: solo i mammiferi hanno la neocorteccia. Era una struttura sottile. Neocorteccia significa “nuova corteccia”. Nei primi mammiferi, che erano roditori, era delle dimensioni di un francobollo e sottile quanto un francobollo. Si avvolgeva intorno ai cervelli della grandezza di una noce di questi primi mammiferi. Ma [questi cervelli] erano capaci di un nuovo tipo di pensiero. Potevano inventarsi nuovi comportamenti.

Gli animali non mammiferi come i rettili, che non avevano una neocorteccia, non potevano farlo. Loro hanno comportamenti fissi. Ciò in effetti non li aiutava tanto perché l’ambiente cambiava molto lentamente e ci sarebbero voluti 50.000 anni affinché avvenisse un cambiamento ambientale, il che avrebbe richiesto un nuovo comportamento, e per oltre 13.000 anni questi animali non mammiferi non potevano evolvere, secondo la normale evoluzione darwiniana, un nuovo comportamento fisso.

Ma poi qualcosa successe 65 milioni di anni fa. Ci fu un improvviso cambiamento catastrofico nell’ambiente, lo chiamiamo l’evento dell’estinzione del cretaceo, e fu allora che i mammiferi superarono la loro nicchia ecologica. Fu allora che la neocorteccia mostrò davvero la sua capacità. L’evoluzione biologica poi la fece crescere. Oggi i mammiferi non sono solo dei piccoli roditori, sono diventati più grandi, i loro cervelli sono diventati più grandi ad un ritmo sempre più veloce, prendendo una frazione più grande del loro corpo.

La neocorteccia è diventata sempre più grande ad un ritmo ancora più veloce e ha sviluppato queste curvature e pieghe. Se guardate il cervello di un primate, ha queste curvature caratteristiche. Così ora comprendono l’80% del cervello.

Poi 2 milioni di anni fa è successo qualcos’altro. Se ricordate, 2 milioni di anni fa non avevamo queste grandi fronti. Quindi arrivarono gli umanoidi con una grande fronte, che ospitava la corteccia frontale. Fino a poco tempo fa si diceva ‘Bene, la corteccia frontale fa cose qualitativamente diverse, deve essere organizzata in modo diverso, deve avere un metodo diverso, un algoritmo diverso’. Porto avanti quest’idea e credo che i neuroscienziati si stiano avvicinando a questa visione.

In effetti era solo una quantità addizionale di neocorteccia. Bene, allora cosa abbiamo fatto con questa quantità addizionale? Beh, stavamo già facendo un gran lavoro nell’essere primati, quindi l’abbiamo messa in cima alla gerarchia neocorticale. Quindi questa gerarchia di cui parlavo prima ora è diventata più grande. Andando in cima alla gerarchia, le cose diventano più generali, più intelligenti, più astratte. All’estremità bassa posso dire ‘Quella è una linea diritta’, alla cima posso dire ‘È divertente, è ironica, lei è carina’.

Quindi questa gerarchia addizionale che abbiamo avuto 2 milioni di anni fa è stata per noi il fattore abilitante che ci ha permesso di inventare il linguaggio, l’arte, la scienza e la musica. Ogni cultura umana che abbiamo scoperto ha la musica. Nessun altro primate o animale ha la musica. Ciò è arrivato da questa neocorteccia aggiuntiva.

Nel mio libro “Come creare una mente” provo a spiegare quale sia l’algoritmo di ognuno di questi moduli. Tutti hanno lo stesso algoritmo. A molte persone piace dire ‘Oh, il cervello è così complesso, è la cosa più complessa nell’universo’. Forse è vero, ma ha una struttura regolare ripetitiva. Ognuno di questi 300 milioni di moduli è in sostanza lo stesso. Si auto-organizzano in queste gerarchie e ogni modulo scopre uno schema, lo impara, lo ricorda e può riconoscerlo anche in un contesto diverso, quindi è molto bravo con la metafora.

Descrivo la mia tesi su come funziona mentre continuiamo a fare altra retroingegneria del cervello. Raffineremo questo modello, ma ci sto lavorando e abbiamo scoperto che può padroneggiare cose come il linguaggio, non ancora al livello umano, ma facendo alcune cose impressionanti. Guardiamo oltre a cose come Jeopardy, per esempio, che era abbastanza sofisticato.

Quindi c’è una sorta di algoritmo maestro, o almeno ho un progetto. Queste reti neurali profonde, per cui esiste una grande eccitazione, sono un po’ diverse dal modello che ho, ma hanno fatto cose notevoli. Voglio dire, hanno vinto il campionato di Go e, come dicevo, possono riconoscere immagini meglio degli umani e possono guidare auto. E in realtà è abbastanza semplice. Potete leggere [qualcosa] sulle reti neurali profonde. Di nuovo, l’algoritmo è una struttura ripetitiva che non è così complicata.

Penso che la matematica del pensiero sia stata compresa, ma non affermerei che la comprendiamo del tutto. Stiamo ottenendo sempre più suggerimenti mentre conosciamo sempre meglio il cervello umano.

 

Verso un’intelligenza artificiale generale?

Ray Kurzweil ha spiegato in breve e in modo chiaro il suo lavoro nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Ha citato diverse volte il suo libro “Come creare una mente“, di cui suggerisco la lettura perché comprensibile anche per chi non mastica la matematica.

"Come creare una mente" – Ray Kurzweil Nonostante alcune parti presentino dettagli matematici e logici, Ray Kurzweil ha fatto un ottimo lavoro nel rendere il libro interessante e comprensibile per chiunque voglia informarsi sul funzionamento della mente e sulle possibilità di una sua riproduzione in silicio. Ci sono cenni storici interessanti, informazioni sui progressi tecnologici in corso (2013) e previsioni sul futuro. Kurzweil, attraverso dati e ragionamenti, ci spiega anche perché è importante riprodurre una mente umana: per scoprire più precisamente il funzionamento del cervello, per ripararlo, per comprendere noi stessi e per creare macchine ancora più intelligenti. Attenzione: il suo ottimismo è abbastanza contagioso. 📚📖 "How to Create a Mind: The Secret of Human Thought Revealed" – Ray Kurzweil Although some parts of the book have mathematical and logical details, Ray Kurzweil has done a great job in making the book interesting and understandable for those who want to know more about the mind's working principles and the possibilities of its silicon reproduction. There are interesting historical facts, information on current technological progress (2013) and future forecasts. Kurzweil also explains why it is important to reproduce a human mind through several data and reasoning: to find out more about brain functioning, to repair it, to understand ourselves and to make machines even smarter. Warning: his optimism is quite contagious. #Book #Books #Mind #RayKurzweil #Kurzweil  #ArtificialIntelligence #AI #Libro #Libri #LettureConsigliate #Mente #IntelligenzaArtificiale

Un post condiviso da Danilo Bologna (@bolo.danilo) in data:

Anche da questo intervento si evince l’ottimismo di Kurzweil. Secondo il futurista, abbiamo già compreso la matematica di base del funzionamento del cervello umano. Ci sarà ancora del lavoro da fare, come ci ha fatto capire, ma per lui ci sono concrete possibilità di creare un’intelligenza artificiale di livello umano.

Kurzweil ha anche previsto una data per questo avvenimento: 2029.

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Foto: Flickr


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