Bryan Johnson, fondatore e CEO di Kernel

Kernel e il potenziamento del cervello umano

Le interfacce e i chip impiantabili per potenziare il cervello umano sono diventati obiettivi reali. Kernel è una di quelle aziende che sta cercando un modo per costruire chip impiantabili nel cervello delle persone con malattie o disfunzioni neurologiche.

Ma il ripristino di abilità perdute è solo il punto di partenza di Kernel. Il suo fondatore e CEO, Bryan Johnson, spera in un mondo in cui persone sane potranno potenziare le funzioni del cervello in modo naturale. In un’intervista di Wired, condotta da Steven Levy, ha spiegato il progetto di Kernel e la sua visione per il futuro.

Vediamo quali sono le sue idee.

 

Bryan Johnson sul potenziamento del cervello con Kernel

Perché vuoi metterti un chip nel cervello?

La prossima frontiera dell’aspirazione umana è dentro i nostri cervelli. Attualmente comprendiamo il mondo attraverso i nostri meccanismi sensoriali e troveremo migliaia o milioni di Everest mentre sbloccheremo i nostri cervelli.

Abbiamo esaurito gli Everest e ora dobbiamo inventarli?

Guardo all’attuale stato delle cose che potrei potenzialmente fare, e mi piacerebbero più opzioni.

Queste sono cose che ti piacerebbe fare, ma ti senti limitato perché il tuo cervello non è abbastanza potente?

Sì, mi sento incredibilmente limitato nella mia configurazione attuale. Nella mia capacità di elaborare le informazioni, di ricordarle, di consumarle, di pensarle. Anche la mia immaginazione – nella mia capacità di contemplare le cose che non conosco. Posso solo immaginare le cose che conosco.

Alcune di queste preoccupazioni possono essere affrontate dagli umani che lavorano insieme all’intelligenza artificiale, senza dover cambiare i nostri cervelli?

Lascia che ti chieda questo: che aspetto avrà la razza umana tra 50 o 100 anni? Cosa significa essere un umano?

Non conosco la risposta. Forse il mio cervello è troppo piccolo.

Gli esseri umani attualmente regnano supremi sul pianeta Terra perché siamo la forma di intelligenza più potente. Quindi decidiamo cosa mangiare, cosa avere come animali domestici, chi può estinguersi, chi è salvo, chi castrare, chi può riprodursi.

Attualmente stiamo sviluppando una nuova forma di intelligenza sotto forma di IA che è sempre più capace, che sia cosciente o meno. Per gli umani che vogliono essere rilevanti nel giro di decenni non c’è scelta se non sbloccare i nostri cervelli e intervenire nella nostra evoluzione cognitiva.

Se provi ad immaginare un mondo in cui siamo felici da ora a 30, 40, 50 anni, non esiste una versione di quel futuro in cui non siamo riusciti a capire come leggere e scrivere il nostro codice neurale.

Non lo abbiamo ancora capito. Cosa ti dice che, anche entro pochi decenni, otterremo la comprensione per farlo?

Cosa sapevamo prima di provare a sequenziare il genoma? Cosa sapevamo prima di provare ad andare sulla luna?

Probabilmente più di quanto sappiamo ora del cervello.

Ma lo conosciamo davvero [il cervello]?

Seriamente, cosa ti convince che possiamo “sbloccare” il cervello e renderci sovrumanamente intelligenti?

Non ho la minima fiducia nel nostro successo. Questa è la risposta più intellettualmente onesta che potrei dare. La società dice che il cervello è incredibilmente complesso. Ma in precedenza non abbiamo avuto gli strumenti per esplorarlo correttamente, quindi non lo sappiamo. Potremmo fare scoperte di fondamentale comprensione entro 5-10 anni.

Hai detto che una cosa che potrebbe essere benefica per l’umanità sarebbe alterare i nostri cervelli per fare più cose positive. Come non andare in guerra – i nostri cervelli verrebbero ristrutturati per ridurre l’ostilità?

Tutte queste [cose] diventano opzioni. Voglio che ciò diventi un’opzione.

Cambiare i nostri cervelli per alterare i nostri sentimenti mi sembra distopico. Hai mai visto Black Mirror?

Sì. Questa è l’esperienza emotiva che abbiamo sempre con la tecnologia emergente. Quando gran parte delle persone incontra questo problema ha la stessa risposta viscerale: “È spaventoso. Mi sento a disagio. Mi piaccio così come sono.”

Quando le persone iniziano ad accogliere l’idea, marinano in essa e contemplano gli altri fattori in gioco. Perché pensiamo che ciò che abbiamo è così sacro? Perché pensiamo di essere lo standard sacro a questo punto e che per cambiare la configurazione ci sia bisogno di una giustificazione massiccia? Non è l’umanità uno sforzo costante per cambiare noi stessi, attraverso cose come la meditazione? Non siamo solo insoddisfatti di noi stessi?

Questi sono cambiamenti dall’interno. Quello che penso possa essere spaventoso su quello che proponi è che non solo gli individui diranno “sto ri-programmando il mio cervello”, ma che queste cose potrebbero essere imposte loro.

Sono d’accordo che una volta che qualcosa è dentro il cervello è diverso da, ad esempio, un cellulare. Ma tutte queste cose sono gradienti della stessa evoluzione che abbiamo sempre avuto. Sono gli stessi argomenti che abbiamo sempre avuto per la tecnologia emergente. La risposta ad essi è che mi piacerebbe vivere in un mondo piacevole. Un mondo in cui posso essere sicuro, posso prosperare creativamente, sentire scopo e significato.

Ma se alcune persone aumentano le loro capacità con il potenziamento del cervello, le persone che non cambiano non sarebbero in svantaggio? Potrebbero non essere in grado di competere nell’istruzione, nei lavori e anche nelle chiacchiere da cocktail. Quindi non sarebbe veramente una scelta, vero?

Beh, come ti senti per quelle persone che hanno un’educazione privata e per quelle che sono bloccate nelle scuole del centro città?

Non mi piace questa cosa.

Quindi sta già succedendo. La gente in qualche modo pensa che un miglioramento cognitivo sia qualcosa di nuovo. Non lo è. Abbiamo semplicemente diverse forme. L’istruzione privata è una forma di miglioramento. Gli esseri umani continuano a fare tutto il possibile per massimizzare il loro benessere. Se aggiungiamo semplicemente la tecnologia al cervello, è una continuazione di ciò che gli esseri umani hanno sempre fatto. La mia speranza è che possiamo costruire tecnologie accessibili per miliardi [di persone]. Ma il punto è che questo non è un nuovo problema.

Senti che questo sia inevitabile?

Senza dubbio.

Qual è la tua migliore idea su quando si possa avere un chip nella propria testa?

Dipende dal tipo di tecnologia e dipende da se gli stati nazionali permetteranno un processo elettivo, anziché lasciarci un peso di qualche tipo di disfunzione o malattia. Quindi, se ho un cervello sano, quando posso ottenere ciò? Direi entro 9-10 anni.

Pensi che tra 100 anni i libri scritti nel nostro tempo non verranno letti dalle persone perché saranno troppo elementari?

Al 100%.

Tutti i grandi maestri sembreranno degli omini.

Non credo. Le persone del futuro cercheranno di capire questa storia per guardare indietro a questo percorso evolutivo. Quali umani hanno fatto cosa? Quali umani hanno contribuito per il nostro presente e quali sono le cose che abbiamo fatto bene per questa specie?

Ma mi sembra che stai davvero parlando di un fulcro dell’attività umana, da un passo evolutivo biologico in qualcosa che lo lancia in un percorso di evoluzione artificiale potentissima che cambia ciò che è “umano”.

Esattamente. Ora siamo nell’epoca dell’evoluzione autogestita. Geneticamente, biologicamente, neurologicamente e fisicamente. Sto solo aspettando che uno stato nazionale alzi la mano e dica: “Siamo la casa per il potenziale umano. Portate le vostre tecnologie e facciamolo”.

Ci sono degli stati nazionali che ora ci stanno pensando?

Ho avuto un paio di conversazioni in confidenza e direi che c’è più interesse di quanto le persone si rendano conto. Quando si tratta della competitività di uno stato nazionale, [credo che] una volta che inizia a scatenarsi, si scatenerà velocemente.

 

Il potenziamento umano interessa

Per il team di Kernel il miglioramento della salute parte dallo strumento più potente che possediamo: il cervello. Il loro obiettivo è “mantenere la sua vitalità e sbloccare il suo potenziale intrappolato per affrontare le opportunità più promettenti del mondo e le sfide più irritanti, e per creare esistenze più significative, divertenti e soddisfacenti.”

Bryan Johnson ci crede. Entro 9-10 anni potremo inserire un chip nel nostro cervello per trattare malattie e disfunzioni del cervello. Ma non solo. Potremo sfruttare questa tecnologia per potenziare le funzioni del nostro cervello, dal ragionamento alla concentrazione.

Kernel non è la sola azienda che punta ad esplorare il potenziamento del cervello umano. Sono numerose e diverse le ricerche scientifiche con lo scopo di trovare risposte più precise in materia.

Oggi esistono addirittura delle applicazioni che sfruttano le onde cerebrali per farci sentire un po’ meglio. Il cervello potrebbe essere davvero così complesso, ma di certo non stiamo rimanendo con le mani in mano.

Le future applicazioni spaventano molte persone. Rischi per la salute, per l’alterazione delle percezioni e del senso di “essere umani”. Johnson può sembrare molto ambizioso e sfrontato, ma su una cosa ha ragione. La preoccupazione per una tecnologia del genere è la stessa che ha accompagnato tante altre tecnologie. E va bene così perché i dubbi e le ansie, quando non bloccano completamente il progresso, aiutano a costruire tecnologie migliori e più sicure.

L’interesse per il potenziamento del cervello umano, dunque, esiste ed è più vivo che mai. Se Johnson ti ha permesso di fare un salto entusiastico nel futuro del potenziamento umano, allora dovresti vedere cosa ne pensa Ray Kurzweil. Il futurista e inventore sostiene che verso il 2040 riusciremo a connettere il nostro cervello al cloud. Un altro potenziamento che ci renderà più intelligenti di quanto non lo siamo mai stati.

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Fonte: Wired
Foto: Kernel Press Page


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