“Nonni”: un drone per controllare la figlia autistica

Ogni anno che passa vediamo droni di diverso tipo adottati per diversi scopi. Ma è la prima volta che si apprende di una madre che progetta un drone per controllare la sua figlia affetta da autismo.

 

Il drone Nonni

Una mamma premurosa farebbe il possibile per tenere d’occhio i propri piccoli figli.

Christine Carr e suo marito Colin hanno due figlie: Lilian, 6 anni e autistica, e Cairenn di 3 anni. Christine, laureata al Milwaukee Institute of Art & Design, ha progettato un drone particolare per la sua tesi di laurea. Si chiama Nonni, una combinazione di “nanny” (bambinaia) e “mommy” (mamma), e in futuro potrebbe aiutare anche altri genitori.

Il drone è dotato di una videocamera progettata per tenere d’occhio le figlie. Il video viene trasmesso in tempo reale sullo smartphone dei genitori.

È possibile programmare il drone per delineare i confini degli spazi considerati sicuri per i bambini, come un cortile o una stanza per giochi. Nonni interagisce con i segnali elettronici che fissano dei “confini invisibili”. Questi segnali potrebbero essere trasmessi tramite fili sepolti in un cortile, oppure tramite apparecchiature posizionate sulla cassetta delle lettere.

Inoltre, Nonni è dotato di un sistema di riconoscimento facciale in grado di monitorare le bambine a distanza. Il drone potrebbe rimanere anche in una posizione fissa. Ma se una bimba supera i confini sicuri, il drone vola verso di lei e trasmette un messaggio registrato dai genitori per chiederle di tornare dov’era prima.

Queste funzionalità permettono a Christine e a Colin di stare più sereni in casa quando ci sono anche altre cose da fare. Considerando le difficoltà di accudire anche una figlia autistica, Nonni si dimostra una soluzione utile. “A volte è davvero una sfida fare il bucato e sbrigare le faccende perché senti come se avessi il bisogno di essere lì per tutto il tempo“, ha detto Christine.

Al momento, sul mercato non esistono prodotti come Nonni.

 

Idee per il futuro

Sul mercato esistono dispositivi simili a Nonni, come Angel Sense. Quest’ultimo ha un GPS per aiutare i genitori a tenere traccia dei movimenti dei figli attraverso segnali inviati a distanza da uno smartphone. Il dispositivo consente anche di ascoltare ciò che il bambino sta dicendo o facendo. Di solito è usato per controllare i bambini che stanno prendendo l’autobus per andare a scuola o che stanno facendo altre attività fuori casa. Nonni, a differenza di Angel Sense, è dotato di una videocamera ed è progettato per essere usato in ambienti domestici.

A preoccupare di più i genitori americani c’è un’indagine condotta da Autism Speak nel 2012. L’indagine ha rilevato che il 49% dei genitori con un bambino con un disturbo dello spettro autistico ha riferito che il bambino ha tentato di fuggire almeno una volta dopo l’età di 4 anni. Ecco perché una tecnologia come Nonni potrebbe rivelarsi di grande aiuto in questi casi.

E non solo: il drone potrebbe offrire supporto anche nel controllo di persone con Alzheimer.

Christine Carr ha un brevetto provvisorio per la progettazione e ha intenzione di portare la sua idea sul mercato. Ma non è facile. Occorreranno test ingegneristici, approvazioni legali e la creazione di una rete di vendita.

Potrei non vendere una tonnellata di prodotti o fare molti soldi, ma mi fa sentir bene poter aiutare se posso“, ha dichiarato Christine Carr.

Questo è lo spirito giusto. Tecnologie come Nonni e i robot sociali, se adottati nei contesti e nei modi giusti, possono essere di grande aiuto.

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Fonte: Journal Sentinel


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