Kevin Kelly e la cognificazione artificiale

Kevin Kelly sulla cognificazione artificiale

Secondo il cofondatore di Wired ed esperto di culture digitali Kevin Kelly, è utile fare una precisazione nell’ambito delle tecnologie intelligenti. Il termine “intelligenza” è corretto quando riferito a dispositivi digitali sofisticati?

Kelly ritiene che sarebbe meglio riferirsi alla “smartness” piuttosto che all'”intelligence” degli strumenti digitali. Ovvero, preferire il concetto di acutezza e prontezza a quello di intelligenza. Ecco perché propone un nuovo termine: cognificare. Un verbo che caratterizza quella che lui definisce la seconda rivoluzione industriale.

Durante la prima rivoluzione industriale abbiamo fornito di “muscoli” alcuni oggetti attraverso l’energia: vapore, benzina, elettricità. Il prossimo passo sarà di cognificare tutto ciò che è elettrico. Ma di preciso cos’è questa cognificazione artificiale? Per comprendere meglio cosa vuole dire, ecco l’intervista di Big Think.

La rivoluzione industriale 2.0

“L’intelligenza artificiale è diventata utile perché abbiamo avuto alcune dimostrazioni della sua potenza. Per esempio, l’IA di Google che ha battuto il giocatore di Go più bravo al mondo, un obiettivo che molte persone pensavano non sarebbe stato raggiunto per molti decenni. Ed è già successo. Ora abbiamo esempi con Amazon Echo, Alexa, Google, persone che parlano alle loro macchine, le quali rispondono creando una conversazione.

E così ora è improvvisamente facile per noi immaginare come i benefici dell’intelligenza artificiale potrebbero insinuarsi nel resto della nostra vita. E credo sia meglio pensare a queste intelligenze come astute invece che come intelligenti perché ci sono molte cose intorno all’idea di intelligenza. Se le pensiamo come acutezze artificiali e tutto diventa sempre più astuto, penso che avremo una migliore idea di ciò che vedremo.

Non abbiamo una buona parola inglese per “rendere più acuto/astuto”, “astutizzare” [smartify]. Quindi uso la parola cognificare nel senso di rendere le cose più astute. E sto suggerendo che, in realtà, questo è un verbo molto diffuso che si applicherà a tutto nella nostra vita e tutto ciò che in pratica abbiamo già elettrificato, reso elettronico, automatico, ora lo cognificheremo.

Quindi, la prima rivoluzione industriale è stata il nostro cambiamento su larga scala nel mondo agricolo, dove tutto ciò che abbiamo fatto doveva essere fatto con energia naturale, energia muscolare. La forza muscolare umana o animale. Era l’unico modo in cui si poteva fare qualcosa. Il grande cambiamento è avvenuto quando abbiamo automatizzato ciò e abbiamo avuto motori elettronici, benzina, motori a vapore. Abbiamo avuto l’automazione e abbiamo avuto la potenza artificiale. Questo è ciò che ha alimentato la rivoluzione industriale. Potevamo applicare l’alimentazione artificiale a tutto.

E abbiamo costruito una rete per consegnare l’energia ad ogni azienda e ad ogni casa del paese, in tutto il mondo. E così, tutto quello che era stato fatto con la forza naturale veniva ormai fatto con la forza artificiale. Quindi il movimento, il trasporto è stato amplificato mediante questa nuova energia artificiale. Così oggi, quando si entra in macchina e si gira l’interruttore, improvvisamente si richiamano 250 cavalli, l’equivalente di 250 cavalli. La loro forza naturale è stata resa artificiale e farà correre l’auto a 60 miglia all’ora solo con la rotazione del polso.

Ecco, questo è ciò che era la rivoluzione industriale. Abbiamo preso le cose, abbiamo preso la forza muscolare naturale e le abbiamo amplificate e moltiplicate di un milione di volte. Tutto ciò che mi circonda in questo momento, che circonda la città, tutto ciò è provenuto da questa energia artificiale.

Avremo una seconda rivoluzione industriale in cui ci prenderemo tutto quello che abbiamo già automatizzato con alimentazione artificiale sintetica e aggiungeremo in cima l’intelligenza artificiale. Aggiungeremo 250 menti a quella macchina che dispone di 250 cavalli. Non sono menti umane. Sono menti artificiali, ma sono auto a guida autonoma. Moltiplicheremo la potenza di aggiungere a ogni cosa questa acutezza artificiale.

E avremo una seconda rivoluzione industriale in cui tutto ciò che facciamo e che abbiamo precedentemente elettrificato verrà cognificato. E quella prontezza addizionale scatenerà la potenza che non abbiamo ancora visto con la rivoluzione industriale. La portata di questa trasformazione è molto, molto profonda. Siamo all’alba di ciò e nei prossimi 20 anni lo vedremo in un modo molto reale.”

 

Il futuro secondo Kevin Kelly

Kevin Kelly ci ha dunque descritto il significato di cognificazione artificiale. Per spiegarci come siamo giunti a questo punto dello sviluppo tecnologico, parte dalla prima rivoluzione industriale. A quel tempo c’è stato un progressivo cambiamento nel tipo di energia adottato e dal modo in cui veniva sfruttata dall’uomo. Siamo così passati dallo sfruttare la forza dei nostri muscoli e quegli degli animali a servirci di energie artificiali, in particolar modo quella elettrica.

Ora sviluppiamo sistemi di intelligenza artificiale che in alcuni casi possono agire in modo del tutto autonomo. Il prossimo passo sarà quello di aggiungere, man mano, un livello di acutezza e prontezza artificiale in tutti dispositivi elettronici che possono esserci utili. Forse è proprio questa differenza tra intelligenza e acutezza artificiale che dovrebbe convincerci a non temere la cosiddetta superintelligenza artificiale. Kelly propose 4 motivi per cui possiamo stare tranquilli.

Secondo Kelly, siamo solo all’inizio di questo processo di cognificazione artificiale. Ma è abbastanza ottimista per il nostro futuro. Infatti, per Kelly il nostro futuro sarà accesso e non possesso. Ovvero, sarà sempre più importante avere la possibilità di accedere a servizi e prodotti piuttosto che possederli. Il concetto di proprietà è destinato a scomparire e i processi verranno progressivamente smaterializzati.

Interagiremo sempre più con le macchine. Si tratta di uno scenario che non vede la completa sostituzione dell’uomo da parte delle IA. Il rapporto sarà incentrato su una collaborazione che ci procurerà diversi vantaggi. Uomini e macchine lavoreranno insieme per creare e cogliere nuove opportunità.

Siamo nella prima fase della cognificazione artificiale. Renderemo i sistemi tecnologici digitali sempre più pronti, precisi ed efficienti. Cosa ci porterà questa evoluzione digitale? Riusciremo mai a sviluppare, oppure, ci ritroveremo mai di fronte un’intelligenza artificiale di livello umano o superiore?

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Foto copertina: Fickr


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