Gerd Leonhard e il concetto di futurizzare

Il “futurizzare” secondo Gerd Leonhard

Futurizzare” è una parola che difficilmente troviamo in un dizionario o vocabolario italiano. Ma forse ti sarà capitato di trovarla in qualche testo con il significato di “portare verso il futuro” o “modernizzare”.

Il futurista Gerd Leonhard ha dato la sua definizione di “futurize” che possiamo associare all’italiano “futurizzare”. Vediamo di cosa si tratta e perché secondo lui il processo del futurizzare è così importante.

 

Il tuo miglior futuro possibile

Stiamo affrontando un periodo di cambiamenti tecnologici esponenziali. Questi cambiamenti, inoltre, stanno diventando combinatori e interdipendenti: si sommano e si influenzano a vicenda. Ciò avrà un impatto sempre maggiore sull’umanità. Per questo è importante capire chi diventeremo in futuro, fin dove riusciremo a spingerci e quali sfide si presenteranno.

Leonhard, per descrivere questa situazione, riprende l’acronimo VUCA nato in ambiente militare: Volatility, Uncertainty, Complexity and Ambiguity. Ovvero: volatilità, incertezza, complessità e ambiguità. In un mondo sempre più connesso, bisogna capovolgere questo VUCA e ragionare su altri elementi: Velocity, Unorthodoxy, Collaboration e Awesomeness/Agility/Anticipation. Per stare al passo di questi cambiamenti esponenziali, dobbiamo considerare cioè la velocità, il non convenzionale, la collaborazione e la suggestione/agilità/anticipazione.

In questo modo sarà più facile progettare il miglior futuro possibile. Per Leonhard futurizzare significa agire nel presente ma con e da una prospettiva futura. Significa pensare al passato e riflettere su ciò che verrà tra 5-7 anni con una comprensione olistica di ciò che accadrà con certezza. Quindi è diverso dal “prevedere il futuro”. Futirizzare è avere comprensione di ciò che di sicuro succederà e coglierne la discontinuità perché non esistono due futuri simili per aziende, organizzazioni, gruppi sociali e così via. Futurizzare è scegliere e creare il proprio futuro preferito.

 

I 5 princìpi del futurizzare

Gerd Leonhard individua 5 princìpi fondamentali nel processo del futurizzare.

  1. Il futuro non è più solo quello che può succedere domani. È qualcosa che è successo oggi, solo che non ce ne rendiamo conto.
  2. Il nostro mondo sta cambiando in modo esponenziale e non gradualmente. Prima o poi, aspettarci cambiamenti lineari ci procurerà solo svantaggi. La fantascienza è sempre più scienza di fatto: dobbiamo iniziare a considerare nostra nuova realtà anche ciò che non è plausibile, ciò che è irragionevole.
  3. Creiamo il nostro futuro ogni singolo giorno, in base alle nostre credenze, all’etica, alle ipotesi e alle conseguenze dalle nostre azioni. Abbiamo sempre delle scelte, ma dobbiamo scoprirle in tempo.
  4. A causa del ritmo accelerato del cambiamento tecnologico esponenziale, stiamo costantemente diventando qualcos’altro. Stiamo passando dall’essere al diventare (come sostiene Kevin Kelly). Dobbiamo accettarla come nostra condizione predefinita.
  5. Al fine di definire e creare il nostro “futuro preferito”, dobbiamo smettere di dedurre il presente per immaginare il futuro. Invece, dobbiamo viaggiare a ritroso dall’immediato futuro, armati di lungimiranza e comprensione su ciò che quasi certamente accadrà.

Con questi princìpi, Leonhard ci suggerisce che il futuro non è semplicemente qualcosa di molto lontano che dobbiamo provare a prevedere. Ogni nostra singola azione nel presente contribuisce alla costruzione del nostro futuro. Per questo è ancora più importante procedere nel modo opposto rispetto a quanto siamo abituati a fare. Dobbiamo partire dall’immediato futuro, da ciò che ha più probabilità di realizzarsi, per comprendere le prossime sfide.

 

Muoversi nella giungla digitale

Leonhard adotta questo approccio per aiutare le aziende a costruire il loro futuro preferito. Ma in generale, possiamo considerare questi princìpi come una sorta di mappa che fornisce indicazioni su come muoversi nella giungla digitale sempre più abitata da dati, informazioni e intelligenze artificiali (IA). Non è facile muoversi in questa giungla, per questo occorre anche ripensare la relazione uomo-macchina. Sono in ballo privacy, attività lavorative, etica e legalità: la tecnologia ci cambia come esseri umani non solo in senso biologico, ma anche culturale.

Futurizzare è un processo collaborativo di scoperta che aiuta nella costruzione di un percorso. Un percorso che può essere lavorativo, organizzativo o strategico. Tale processo richiede quello che Gerd Leonhard definisce “pensiero ibrido”, ovvero l’abilità di proseguire con ciò che funziona oggi immaginando e costruendo ciò che potrebbe funzionare domani. In questo modo è più facile mitigare i rischi derivanti dalle trasformazioni che influenzeranno industrie e società.

La parola chiave per sopravvivere nella giungla digitale è equilibrio. Leonhard sostiene che abbiamo sempre la possibilità di scegliere. Tra obesità digitale e anoressia analogica la risposta giusta sta nel mezzo: una dieta digitale equilibrata.

Fonte: futuristgerd
Foto: Flickr


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