"Il cervello globale è vicino"

Gerd Leonhard: lettera aperta alla partnership sull’IA

Il futurista Gerd Leonhard ha scritto una lettera aperta alla recente partnership sull’Intelligenza Artificiale (IA) costituita da Google, Amazon, IBM, Microsoft e Facebook.

In questa lettera aperta, Leonhard esprime la sua soddisfazione per la creazione della partnership. Ma, allo stesso tempo, suggerisce che è il giunto il momento che i colossi siano più chiari nei nostri confronti. Soprattutto per quanto riguarda i nostri dati: quali raccolgono? Come li usano e perché?

Premessa: ad un certo punto il futurista cita alcuni dei suoi neologismi che sono difficili da tradurre in italiano. Ad esempio, con “mobilisation” fa riferimento al progressivo uso del mobile. Con “intelligisation” si riferisce alla progressiva tendenza degli oggetti a connettersi alla rete e a diventare più intelligenti. Quindi, se qualche parola non ti risulta essere sul vocabolario italiano è per questo motivo.

 

Una lettera aperta alla partnership sull’IA

Cari Francesca, Eric, Mustafa, Yann, Ralf, Demis e voi che lavorate per IBM, Microsoft, Google, Facebook e Amazon.

La partnership sull’IA a beneficio delle persone e della società è un cambiamento positivo dalla solita celebrazione dell’innovazione e della magia del progresso tecnologico. Spero anche che inaugurerà una discussione più olistica sull’etica globale dell’era digitale.

Il vostro annuncio coincide anche con il lancio del mio nuovo libro “Technology vs Humanity” che drammatizza la stessa domanda: in che modo la tecnologia rimarrà vantaggiosa per la società?

Questa lettera aperta è il mio modesto contributo alla nascita di questa nuova partnership. I dati sono il nuovo petrolio, i quali rendono le vostre aziende le entità più potenti sul globo, molto di più rispetto alle compagnie petrolifere e alle banche. La crescita dell'”IA ovunque” di sicuro accelererà questa tendenza.

Eppure, a differenza dei giganti dell’era dei combustibili fossili, c’è poca supervisione su cosa potete fare e farete esattamente con questi nuovi dati-petrolio, e quali regole dovrete seguire una volta che avete costruita questa IA-nel-cielo. Sembra ci sia poca gestione pubblica mentre l’accettare la responsabilità per le conseguenze delle vostre invenzioni emerge abbastanza lentamente.

In un mondo dove le macchine possono avere un QI di 50.000 e l’internet delle cose può comprendere 500 miliardi di dispositivi, cosa succederà con quei contratti sociali importanti, quei valori e quell’etica che sostengono questioni cruciali come la privacy, l’anonimato e il libero arbitrio?

I limiti umani significativi come l’invecchiamento o addirittura la morte verranno messi in discussione quando la tecnologia avanzerà rapidamente? Se la domanda non sarà più se la tecnologia può fare qualcosa, ma perché… allora chi lo deciderà? Questo è un buon momento per pensare di accettare una responsabilità molto più grande per l’umanità lottando per una migliore combinazione di precauzione e pro-azione.

Il mio libro tratta di ciò che io chiamo “Megashifts” [Mega-cambiamenti]. Stanno cambiando la società alla velocità della luce e le vostre organizzazioni sono nell’occhio del ciclone. Digitalizzazione, mobilizzazione [progressivo uso del mobile], schermizzazione, automazione, cognitivizzazione, disintermediazione, virtualizzazione e robotizzazione, per citare i più importanti. I Megashifts non sono semplicemente tendenze o paradigmi di cambiamento: sono vere e proprie rivoluzioni che trasformano molteplici settori simultaneamente.

I Megashifts potrebbero portare il paradiso (immaginate sconfiggere il cancro o il raggiungimento di energia e acqua abbondanti). Ma procedere senza un quadro etico digitale potrebbe causare una sorta di inferno. Attualmente l’etica digitale non se la passa meglio della responsabilità sociale d’impresa (CSR) per quanto riguarda l’agenda “Big Tech”. Come suggerito da Brecht, prima la cena e poi la morale. Ciò è chiaramente insostenibile.

Non fraintendetemi, il profitto e la crescita sono una parte fondamentale della civilizzazione. E le società come l’Impero romano che hanno perso le loro basi di profitto sono rapidamente appassite. Ma cosa succederebbe se la vostra prossima fase di evoluzione non solo vi offrisse un codice etico digitale, ma ne richiedesse uno? La stessa tecnologia che permette una visibilità senza precedenti delle nostre vite private ci permetterà di boicottare i brand con cui dissentiamo attraverso un colpetto su uno schermo.

Il vantaggio di ciò è l’approvazione di massa e la diffusione in caso di comportamento di tipo etico. Siamo al vertice dell’era della reputazione dinamica, dove il comportamento delle imprese può essere ricompensato o rimproverato con incredibile prontezza. Mentre l’attenzione dei media è impegnata con le violazioni dei dati di intensità sempre maggiore, la vera narrativa potrebbe essere proprio l’integrazione del comportamento etico digitale.

Non aspettiamo le macchine intelligenti con QI di 50.000 per ordinare questi dilemmi etici. Qui ci sono 5 punti essenziali da considerare.

Innanzitutto, siamo a “quattro” sulla scala esponenziale; proprio al punto di svolta dove le cose diventano incredibilmente diverse. Questi sviluppi cambieranno tutto e, francamente, abbiamo bisogno che voi e aziende come le vostre accettiate un nuovo tipo di gestione per l’umanità. Un approccio olistico per la prosperità umana basata sull’accettazione delle vostre nuove responsabilità sulle IA sarebbe insolito.

In secondo luogo, la tecnologia non è ciò che cerchiamo – è come cerchiamo. Le vostre aziende creano e forniscono strumenti, non scopi. Come vi assicurerete che le vostre tecnologie rimarranno strumenti e non diventeranno scopi (soprattutto se ciò sarà finanziariamente attraente)? Le vostre IA ci faranno “dimenticare di noi stessi” o ci potenzieranno davvero?

In terzo luogo, abbiamo bisogno di sfruttare la tecnologia, ma non diventarla. Credete che l’umanità sia diretta verso la simbiosi totale con la tecnologia, ad esempio che presto non saremo in grado di vivere senza potenziare noi stessi con la tecnologia? Ad un certo punto dovremmo fermarci in questa inevitabile convergenza uomo-macchina?

In quarto luogo, ogni sorprendente algoritmo ha bisogno anche di un grande “androritmo“, ad esempio per bilanciare l’attenzione sulla protezione – e la promozione – di ciò che ci rende umani. La domanda non è più solo cosa può essere automatizzato, ma anche cosa non dovrebbe essere automatizzato, medializzato o robotizzato.

Infine, Silicon Valley non dovrebbe diventare il ‘controllo missione per l’umanità’. Sarebbe bello se si potesse iniettare un po’ del pensiero del resto-della-tribù-umana nei vostri piani.

La partnership per l’IA è un concetto molto promettente. Trasformiamo l’etica digitale da un ossimoro in una nuova normalità. Assicuriamoci di rimanere nella squadra degli umani. Accolgo ogni opportunità per supportare la vostra azienda con il pensiero futurista.

Distinti saluti,

Gerd Leonhard

 

Il progresso non deve renderci meno umani

Gerd Leonhard ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza di avere un quadro etico digitale. Le nostre società si basano sempre più sui dati. Aziende ed organizzazioni ne raccolgono in enormi quantità per raggiungere i loro scopi e, in alcuni casi, offrirci servizi “gratuiti”. Sarebbe quindi opportuno capire di quali dati si tratta, come vengono gestiti e se è giusto che vengano raccolti.

In diverse occasioni Leonhard ha suggerito di non assumere un atteggiamento attendista. Siamo già in una situazione complessa e in futuro le IA gestiranno molto più di quanto possiamo immaginare. Perciò bisogna agire subito. La partnership di Amazon, Google, Facebook, IBM e Microsoft potrebbe segnare un cambiamento positivo da questo punto di vista. Magari è la volta buona che ci renderanno le cose più chiare e ci tuteleranno meglio. Oppure è solo uno specchietto per le allodole, un’aggregazione che nasconde altri accordi di mercato?

Forse non conosceremo mai la risposta. Ma quando e se le grandi aziende inizieranno ad essere più trasparenti, ce ne accorgeremo. Di sicuro non lo faranno di propria spontanea volontà. Per questo reputo importanti interventi come quelli di Gerd Leonhard. Le tecnologie digitali sono e saranno sempre di grande aiuto, ma l’entusiasmo non deve renderci ciechi verso i rischi che possono celarvisi.

Fonte: Wired


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