Bill Nye

Bill Nye sul futuro della stampa 3D

Il noto divulgatore scientifico Bill Nye ha descritto la sua visione sul futuro della stampa 3D. Sostiene che la stampa 3D ha ancora molto da offrirci e che cambierà totalmente le nostre abitudini.

Ne ha parlato in un’intervista di Big Think. Qui sotto trovi il video e la traduzione. La stampa 3D è una tecnologia affascinante per quello che fa, ma anche per quello che potrà fare tra diversi anni.

 

“La stampa 3D è grandiosa, ma non è nulla in confronto a ciò che sta arrivando”

“Non dirò che la tecnologia di stampa 3D è la cosa più splendida di sempre, ma è abbastanza grandiosa. L’altra espressione che si inizierà a vedere di più credo sia manifattura additiva. La stampa 3D è una sorta di stile specifico dove si aggiungono strati.

Ma penso si vedranno altri schemi di manifattura additiva che comprendono diversi fluidi, materiali capaci di galleggiare su questi fluidi e forme che sono impossibili da creare attraverso la manifattura sottrattiva, con la quale sono stato educato da ingegnere. Si tagliano fili da un pezzo di metallo o di plastica per ottenere un fermo filettato. Si scava.

Spesso penso ai contenitori delle rocce degli astronauti. Portano dei contenitori sulla luna per metterci le rocce e riportarle sulla Terra sigillati ermeticamente. E per avere dei contenitori leggeri – l’espressione del macchinista è sono stati ‘triturati’. Quindi hanno iniziato con un pezzo di alluminio grande così e scavato con una fresatrice.

I frammenti vanno in officina per ottenere questa forma finale sottile, ma molto molto forte. In futuro o questo pomeriggio, pochi di noi produrranno oggetti in modo sottrattivo. Ciò verrà fatto invece in modo additivo. E sarà più leggero, più economico, genererà meno scarti e permetterà a molte persone di partecipare al processo di manifattura additiva.

E poi, se hai un problema a casa dove qualcosa è danneggiato, ad esempio il tostapane, andrai online, troverai una nuova manopola di controllo per tostapane, magari una categoria di design. Sceglierai quella che ti piace. Andrai dall’equivalente spirituale di FedEx/Kinko e lì loro avranno una macchina per la manifattura additiva. Se avrai bisogno di qualcosa di più sofisticato, chiamerai un negozio di manifattura additiva più sofisticato. Creeranno quella cosa per te.

E non sprecherai il tostapane. Non lo butterai. Non sprecherai quel materiale, quasi alcun materiale se non avessi prodotto la nuova manopola, o un pezzo, o un filo per riscaldatore. E questo ci permetterà di fare di più con meno.

Questo è democratizzare la manifattura. Forse quell’arte è democratizzata allo stesso modo. Le persone possono creare musica ora. Possono mixare centinaia di brani musicali a casa. Le persone possono andare al negozio e comprare pennelli, vernice e tele. O si può creare elettronicamente.

Questo è democratizzare la manifattura in modo più efficiente. Penso ci sarà un futuro molto vicino dove le persone provenienti dal mio stesso settore di ingegneria meccanica guarderanno gli oggetti intorno a loro e diranno: ‘Sprecavamo tutto quel metallo e lasciavamo tutti quegli scarti sul pavimento dell’officina? Oh, l’umanità!’

E così la tecnologia matura perché… I vantaggi sono così ovvi perché più persone entrano nel business e più il costo di tutto si abbasserà. Ho uno spremiagrumi che apparteneva alla mia vicina che è morta a 86 anni, e l’estremità attiva, la cosa che spreme, è scheggiata. Cavolo… Attendo con ansia il giorno in cui potrò fare la scansione, produrne una nuova in modo additivo e inserirla nella vecchia macchina. Riesco a vederlo!

Ora è possibile se ci metto abbastanza energia nel trovare il giusto negozio. Probabilmente potrei farlo ora, ma ho altre attività in corso. Come questa che sto facendo qui, per esempio!”

 

La stampa 3D è una tecnologia dagli enormi potenziali

Qualche tempo fa, mi capitava di leggere articoli dove la stampa 3D veniva definita “deludente” o “sopravvalutata”. Come se la rivoluzione della stampa 3D potesse avvenire in 5 anni o meno. Impossibile. Molti si sono concentrati così tanto sulla “mancata rivoluzione” che si sono persi tanti piccoli grandi sviluppi. Perfezionamenti, scoperte, esperimenti che poi, col tempo, ci porteranno a grandi risultati.

Un dato che parla per sé: entro il 2020, ci saranno circa 6,7 milioni di stampanti 3D operative. E il mercato è destinato a crescere. Se la stampa3D fosse davvero un fallimento, la sua adozione dovrebbe registrare dei cali. Ma non è così.

Posso fornire anche la mia testimonianza, se può contare qualcosa. A giugno sono stato al Technology Hub 2016: la stampa 3D dominava la scena della fiera. C’era un grande interesse per questa tecnologia. Lo dimostravano il numero delle aziende e startup che puntano su questa tecnologia e le persone che si fermavano di continuo per osservare le macchine e chiedere informazioni.

Non abbiamo alcuna certezza sul futuro della stampa 3D. Non abbiamo certezze sul futuro di qualsiasi altra tecnologia. I dati però dimostrano che ci aspettano altre novità. La stampa 3D procura diversi vantaggi che riguardano gli aspetti tecnici, produttivi ed economici. Ma ha anche un altro punto a suo favore: le sue potenzialità ci suggeriscono che potremmo spingerci oltre. E questo basta ad incentivare gli scienziati, i tecnici e gli appassionati a fare sempre meglio e a fare nuove scoperte.

 

Bill Nye non è l’unico ottimista

Gran parte degli oggetti che produciamo oggi sono il frutto di operazioni di manifattura sottrattiva. Ovvero, ottenere dei prodotti tagliando, livellando, rimuovendo pezzi a partire da un blocco originario. I frammenti di scarto possono essere uno spreco se non riutilizzati. Con la stampa 3D additiva, in futuro potremo evitare qualsiasi tipo di spreco perché produrremmo solo lo stretto necessario.

I prodotti saranno più leggeri e meno costosi. L’intero processo di produzione sarà democratizzato: chiunque avrà una stampa 3D potrà produrre tutto ciò di cui avrà bisogno. Bill Nye non è il solo a intravedere un futuro del genere. Anche Ray Kurzweil è ottimista sullo sviluppo della stampa 3D. Secondo le sue previsioni, infatti, stamperemo capi di abbigliamento a costi molto bassi. E stamperemo anche organi umani attraverso le cellule staminali: niente più trapianti.

Ipotesi assurde? Ci sono scienziati che stanno già lavorando a progetti davvero ambiziosi. Ad esempio, è stata sviluppata una tecnica di stampa 3D di corpi embrioidi che si rivelerà utile per la medicina rigenerativa. Alla Carnegie Mellon University, invece, stanno cercando un modo per poter stampare un cuore in 3D ed evitare trapianti.

La stampa 3D può crescere e migliorare in qualsiasi ambito di applicazione. La rivoluzione della stampa 3D non c’è stata: la stiamo vivendo. Tutti questi grandi obiettivi non si raggiungono in pochi anni. Godiamoci ogni piccola innovazione del settore: ognuna di esse ci porterà a qualcosa di più grande.

La stampa 3D non è un fallimento e non lo sarà. È una tecnologia in continua crescita: ne scopriamo limiti, potenzialità, applicazioni ogni anno che passa.

Fonte: Big Think
Foto: Flickr


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