"Sfrutta la tecnologia, ma non diventarla!" - Gerd Leonhard

Gerd Leonhard: dobbiamo ripensare la relazione uomo-macchina

Il progresso tecnologico digitale ci procura benefici, ma anche nuove sfide. Il nostro rapporto con le macchine cambia col tempo. E in futuro diventerà sempre più ravvicinato dal punto di vista fisico e cognitivo. Per questo motivo il futurista Gerd Leonhard suggerisce di ripensare la relazione uomo-macchina. Le nostre decisioni avranno un grande impatto su come e quanto interagiremo con robot, dispositivi e intelligenze artificiali.

 

La trasformazione del settore finanziario

Alla conferenza Sibos 2016 è intervenuto anche Gerd Leonhard. Sibos è uno dei principali eventi annuali sui servizi finanziari che si tiene a Ginevra. Il futurista ha parlato del futuro della tecnologia. Abbiamo sempre più a che fare con big data, robotica e intelligenza artificiale. Nel frattempo, anche l’interesse pubblico nei confronti di queste applicazioni sta crescendo.

Il settore finanziario non eviterà la trasformazione. Si sta affidando sempre più ad algoritmi, cambiando le modalità di lavoro e di utilizzo dei servizi. Leonhard è stato intervistato sull’argomento e ha condiviso alcune idee a riguardo. Una delle tendenze principali è la digitalizzazzione: i costi di transazione scenderanno e la trasparenza aumenterà. I clienti, grazie al potenziamento delle tecnologie come il cloud, avranno tutte le informazioni necessarie a portata di mano. Conoscenze che prima erano esclusive dei banchieri, prima o poi diventeranno accessibili a tutti. Quindi le transazioni finanziarie diventeranno molto economiche.

Queste trasformazioni a livello economico avranno conseguenze anche sulla geopolitica. Leonhard ha citato il concetto di “Stati Uniti d’Europa”. Un concetto che, a detta del futurista, vedremo realizzato tra circa 10 anni. Sarà un enorme vantaggio economico per il settore militare, della polizia e della cybersecurity. Leonhard lo chiama HellVen, una fusione tra inferno e paradiso (hell ed heaven). Ci saranno grandi opportunità economiche. Ma tutti i modelli di business basati sull’impossibilità di accesso da parte dei consumatori “evaporeranno”. Come sta succedendo nelle case automobilistiche con i veicoli autonomi.

Leonhard ha affermato che va bene sfruttare la tecnologia. Ma non dobbiamo diventare tecnologia. Stiamo rendendo i sistemi digitali sempre più efficienti. Il servizio clienti è sempre più automatizzato. Gli acquisti avvengono sempre più online. Stiamo costruendo una sorta di macchina gigantesca. Il problema è che non facciamo affari con le macchine. Facciamo affari con le persone. Quindi avremo sempre bisogno di costruire relazioni umane. A riguardo il futurista ha coniato anche un neologismo: androritmi.

Nei primi 16 minuti del video qui sotto l’intervista a Gerd Leonhard a Sibos 2016.

 

L’importanza delle nostre relazioni con le macchine

Sembra chiaro ormai che il futuro della nostra relazione con le macchine dipenderà dal sistema economico che le creerà. Leonhard sostiene che questo veloce progresso potrebbe portarci in una situazione tra inferno e paradiso. Da una parte potremmo vivere senza lavoro in un mondo privo di problemi, basato su un’abbondanza globale. Dall’altra, potremmo vivere in una società distopica controllata dalle intelligenze artificiali.

Qualcuno potrebbe considerare paranoico quest’ultimo scenario futuro. Leonhard allora ci invita a considerare le tecnologie attuali. In particolare quelle tecnologie che ci permettono di esternalizzare i nostri pensieri, le nostre decisioni e i nostri ricordi. I nostri dati vengono salvati nei cloud, nelle applicazioni e nei programmi. Questi “cervelli esterni”, col tempo, continueranno a ricevere dati di diversi tip. Arriveranno a contenere delle copie digitali di noi stessi.

Ma basta concentrarci sul presente per notare che una parte di questi problemi li stiamo già affrontando. Le nostre vite digitali sono costantemente monitorate (geolocalizzazione, accesso ed uso di app e programmi, cronologia, eccetera). I pericoli potrebbero derivare da un costante controllo, dalla perdita di anonimia e dal furto di identità. Qual è la soluzione?

Leonhard suggerisce di abbandonare l’atteggiamento da attendisti. Dobbiamo avere un ruolo importante in queste decisioni. Non dovremo lasciarle prendere dai mercati, dagli investitori, dalle aziende e dalle organizzazioni militari. Non va bene che solo una parte del mondo “conduca lo show”, come ha affermato il futurista.

Quindi il determinismo tecnologico non è la soluzione. Per Gerd Leonhard la visione ottimistica dei tecno-progressisti può essere tanto pericolosa quanto il movimento luddista. La soluzione potrebbe essere proprio nel mezzo: trovare il giusto equilibrio nell’uso della tecnologia.

“Credo che possiamo trovare un modo bilanciato che ci permetterà di sfruttare la tecnologia, ma di non diventare tecnologia. Di usarla come strumento e non come fine.”

Per questo dobbiamo ripensare alla relazione uomo-macchina. Gerd Leonhard ci invita a riflettere sul rapporto che instauriamo con le tecnologie digitali. Su come sta cambiando e su come cambierà. E soprattutto su come sta cambiando noi stessi e il nostro modo di vivere. Ne parla anche nel suo libro dal titolo provocatorio Technology Vs Humanity. Provocatorio perché la tecnologia è prodotta dagli umani. Possiamo usarla per fare del bene e per causare danni.

Gerd Leonhard, quindi, è entusiasta di come la tecnologia potrà risolvere problemi globali come le malattie e la povertà. Ma è preoccupato del rischio di erosione dei valori umani. Per questo spera nella costruzione di un quadro etico mondiale sullo sviluppo delle tecnologie esponenziali.

Puoi trovare altre informazioni sull’argomento in questa pubblicazione del Finetech Finance.

Immagine: Flickr


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