Google, Amazon, Microsoft, IBM e Facebook insieme per l'intelligenza artificiale

Tutti insieme per l’intelligenza artificiale

Google, Amazon, Microsoft, IBM e Facebook. Tutti insieme per l’intelligenza artificiale (IA). Questi colossi hanno deciso di unire le forze per stabilire linee guida sullo sviluppo di IA. Ma non solo. Vediamo gli obiettivi e le missioni che si sono prefissati.

 

Gli obiettivi della partnership

L’obiettivo generale dei big players che hanno deciso di collaborare è “dare beneficio alle persone e alla società“. Non è un caso che proprio queste aziende abbiano stabilito la partnership. Google ha DeepMind. Microsoft ha Cortana. Amazon ha Alexa. E Facebook ricorre sempre più all’intelligenza artificiale nel riconoscimento facciale e nell’app Messenger.

Sul sito del progetto sono descritti gli obiettivi. Li ho riportati di seguito.

  • Supportare le migliori prassi per l’etica, la privacy, l’equità, l’inclusione e la collaborazione tra persone e sistemi di IA. Dare consigli sull’affidabilità e la robustezza della tecnologia.
  • Creare una piattaforma aperta per la discussione e il coinvolgimento. Una piattaforma per i ricercatori di IA e gli interessati per comunicare in modo trasparente e discutere dei problemi.
  • Comprensione avanzata. Permettere al pubblico di avere una migliore comprensione e consapevolezza sui benefici, i costi e gli usi dell’IA.

Dopo gli obiettivi si passa alla missione che si divide in 4 punti principali.

  • Coinvolgimento di esperti provenienti da diverse discipline per discutere dell’impatto dell’IA sulla società.
  • Supporto degli studi di terze parti per la ricerca sull’intelligenza artificiale.
  • Coinvolgimento di stakeholder, sviluppatori, e rappresentanti di industrie che potrebbero subire l’impatto dell’IA.
  • Sviluppo di materiale informativo sulle attuali e future traiettorie di ricerca e sviluppo dell’IA.

Il loro scopo è studiare e formulare le linee guida per lo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale. C’è un punto, in particolare, che merita attenzione: permettere anche al pubblico di capirci di più. L’IA influenzerà sempre più le nostre vite. Quindi è giusto permettere a tutti di comprendere cosa stiamo sviluppando e perché. Così eviteremo di instillare paure e preoccupazioni laddove non dovrebbero esserci.

Ma ora entriamo più nel dettaglio. Diamo un’occhiata ai princìpi cardine della collaborazione.

 

I princìpi cardine della partnership

I sostenitori della partnership credono che l’IA migliorerà la qualità delle nostre vite. Credono inoltre che sarà utile per superare le sfide globali del cibo, della disuguaglianza, della salute e dell’istruzione.

Per questo hanno stilato un elenco di princìpi che condividono. Li ho riportati qui sotto.

1. Cercheremo di garantire che le tecnologie di IA facciano del bene e potenzino il maggior numero possibile di persone.

2. Educheremo ed ascolteremo il pubblico e coinvolgeremo attivamente gli stakeholder per cercare il loro feedback sul nostro obiettivo, informarli sul nostro lavoro e rispondere alle loro domande.

3. Siamo impegnati nell’aprire la ricerca e il dialogo sulle implicazioni etiche, sociali, economiche e legali dell’IA.

4. Crediamo che gli sforzi per la ricerca e lo sviluppo dell’IA debbano attivamente dedicarsi e rispondere a una vasta gamma di stakeholder.

5. Ci impegneremo con gli stakeholder dell’imprenditoria per garantire che le preoccupazioni e le opportunità del settore vengano comprese e affrontate.

6. Lavoreremo per massimizzare i benefici e affrontare le potenziali sfide delle tecnologie di IA:

  • lavorando per proteggere la privacy e la sicurezza degli individui.
  • Cercando di capire e rispettare gli interessi delle parti che possono essere impattate dall’IA.
  • Lavorando per garantire che le comunità di ricerca e ingegneria sull’IA rimangano socialmente responsabili, sensibili e impegnate direttamente con le potenziali influenze delle tecnologie di IA sulla società in generale.
  • Garantendo che la ricerca e la tecnologia di IA sia robusta, sicura, affidabile e che operi entro vincoli sicuri.
  • Opponendoci allo sviluppo e all’uso delle tecnologie di IA che violerebbero le convenzioni internazionali sui diritti umani e promuovendo misure di salvaguardia e tecnologie che non facciano danni.

7. Crediamo sia importante che le operazioni di IA siano comprensibili e interpretabili dalle persone, allo scopo di spiegare la tecnologia.

8. Cerchiamo di creare una cultura della cooperazione, della fiducia e dell’apertura tra gli scienziati e gli ingegneri per aiutarci tutti a raggiungere meglio questi obiettivi.

Sani princìpi. Li rispetteranno tutti?

 

I membri della partnership

Il partenariato sarà guidato da un consiglio. Ogni azienda ha un rappresentante. Ralf Herbich per Amazon, Mustafa Suleyman per DeepMind/Google, Yann LeCun per Facebook, Francesca Rossi per IBM ed Eric Horvitz per Microsoft.

Ciascuno di questi membri ha spiegato il motivo della partecipazione.

Ralf Herbic ha detto che “siamo in un’età d’oro dell’apprendimento automatico e dell’IA. Come comunità scientifica, siamo ancora lontani dal poter fare cose come le fanno gli umani. Ma stiamo risolvendo problemi incredibilmente complessi ogni giorno e facendo progressi incredibilmente rapidi. Questa partnership assicurerà l’inclusione nella conversazione dei migliori e dei più brillanti del settore per migliorare la fiducia dei clienti e dare benefici alla società. Siamo entusiasti di lavorare insieme in questa partnership con i leader del pensiero del mondo industriale e accademico“.

Mustafa Suleyman sostiene che “Google e DeepMind supportano fortemente un processo aperto e collaborativo per lo sviluppo di IA. Questo gruppo è un enorme passo avanti, abbatte le barriere per le squadre di IA per condividere le migliori pratiche, le modalità di ricerca per massimizzare i benefici sociali. E per affrontare le questioni etiche, facilitare il coinvolgimento nel lavoro degli altri a coloro provenienti da altri settori. Siamo davvero orgogliosi di ciò. Non vediamo l’ora di lavorare con tutti quelli che sono dentro e fuori la Partnership sull’Intelligenza Artificiale per assicurarci che l’IA abbia l’impatto ampio e trasformativo che tutti vogliamo vedere“.

Yann LeCun crede che “le possibilità di un impatto positivo per la società globale con i progressi nell’IA sono numerose, estendendosi alla connettività, la sanità e i trasporti. Come ricercatori nel settore industriale, prendiamo molto sul serio la fiducia che le persone hanno in noi per assicurarci che i progressi vengano fatti con la massima considerazione dei valori umani. Collaborando apertamente con i nostri colleghi e condividendo le scoperte, puntiamo a spingere verso nuovi confini ogni giorno. Non solo all’interno di Facebook, ma attraverso tutta la comunità di ricerca. Farlo così in collaborazione con queste società che condividono la nostra visione aiuterà a spingere l’intero campo in modo premuroso e responsabile“.

Secondo Francesca Rossi, “negli ultimi 5 anni abbiamo visto enormi progressi nella distribuzione dell’IA delle tecnologie cognitive, che vanno dalle app di consumo alla trasformazione di alcune delle industrie più complesse al mondo, incluse la sanità, i servizi finanziari, il commercio e l’internet delle cose. Questa partnership fornirà ai consumatori e agli industriali che usano sistemi cognitivi una voce fondamentale nell’avanzamento della tecnologia definita di questo secolo. Una voce che promuoverà la collaborazione tra le persone e le macchine per risolvere alcuni dei problemi più duraturi – in modo che sarà affidabile e vantaggioso“.

Eric Horvitz e Microsoft sono “entusiasti di questa storica collaborazione sull’IA e sulle sue influenze sulle persone e sulla società. Vediamo grande valore in futuro con lo sfruttamento dei progressi dell’IA in numerose aree, incluse la sanità, l’educazione, il trasporto, il benessere pubblico e la responsabilizzazione personale. Siamo estremamente soddisfatti di come le prime discussioni tra colleghi siano sbocciate in una promettente collaborazione a lungo termine. Non vediamo l’ora di lavorare fianco a fianco sulle migliori pratiche e su argomenti importanti come l’etica, la privacy, la trasparenza, i pregiudizi, l’inclusività e la sicurezza“.

 

È la volta buona?

Strano ma vero. Colossi che si sfidano nello sviluppo dell’algoritmo che faccia la differenza ora uniti da scopi comuni. Quelli di suggerire le prassi di uno sviluppo corretto ed etico dell’intelligenza artificiale (tipo come fa OpenAI). Quelli di far comprendere al pubblico quali sono i limiti e le potenzialità di questa tecnologia. Quelli di mostrarci fin dove potremo arrivare.

Ma non è che ci sia qualcos’altro dietro? Che so, accordi di cartello, regole condivise per una pacifica convivenza nel mercato? Per una volta mi piacerebbe allontanare questo sospetto e pensare che sia la volta buona. Che sia arrivato il momento in cui gli addetti ai lavori mostrino con trasparenza i loro progetti. E che si mettano a disposizione di tutti per sciogliere dubbi e preoccupazioni.

Le paure di un’apocalisse robotica o dello sviluppo di un’intelligenza artificiale cattiva sono fondate? Tutti potremo beneficiare della ricchezza prodotta dall’IA? In questo momento, il nostro lavoro è davvero a rischio a causa dei robot?

Magari su questi temi inizieremo ad avere risposte più precise. Certo, ci potranno sempre essere punti di vista differenti. Ma almeno, con dati alla mano, sarà più facile farci un’idea del presente e del futuro dell’IA.

E chissà se col tempo si aggiungeranno altri protagonisti al gruppo. Staremo a vedere.


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