Bill Nye

Bill Nye sull’inutile paura di un’apocalisse robotica

I robot avranno il totale controllo del pianeta e distruggeranno l’umanità. Questo è uno degli scenari più proposti dalla letteratura fantascientifica. Considerando però i più recenti sviluppi tecnologici, alcuni esperti hanno iniziato a chiedersi: e se in futuro, grazie al progresso tecno-scientifico, creeremo davvero le condizioni per un eventuale controllo totale da parte delle macchine?

L’ingegnere e divulgatore scientifico americano Bill Nye è uno di quelli che respinge questa possibilità. E ci ride sopra. La spiegazione è molto semplice: se costruiremo robot che diventeranno assassini, per fermarli basterà “staccare la spina”. Spesso dimentichiamo che tecnologie come robot e intelligenza artificiale sono alimentate dall’elettricità. E l’umanità controlla l’elettricità.

Bill Nye evidenzia un’altra questione importante. I paesi più poveri hanno altri problemi di cui preoccuparsi: loro non hanno né l’elettricità né le tecnologia per depurare l’acqua. Forse dovremmo preoccuparci prima di risolvere quelle situazioni, magari sfruttando anche tecnologie robotiche e di intelligenza artificiale.

Di seguito trovi il video di Big Think del suo intervento insieme alla traduzione.

“Preoccuparsi dell’apocalisse robotica è un problema del Primo Mondo”

 

“Quando si tratta di intelligenza artificiale, c’è una favolosa premessa di fantascienza nel creare una macchina che ti ucciderà. Ho molto apprezzato Ex Machina, dove il ragazzo costruisce questi grandi robot e dopo arriva il problema. E non posso fare a meno di pensare a Colossus: The Forbin Project, dove hanno questi computer che controllano gli arsenali nucleari del mondo. E poi le cose si mettono male, sai. Le cose vanno male solo nel senso fantascientifico. Ma ci ricordano che se possiamo costruire un computer abbastanza intelligente da capire che ha bisogno di ucciderci, allora possiamo disconnetterli.

Ci sono due miliardi di persone sulla Terra che non hanno elettricità. Loro non sono preoccupati dell’intelligenza artificiale che decide di distruggere i vagoni della metropolitana e di uccidere persone. Non è il loro problema. Non hanno nemmeno elettricità o acqua corrente pulita. Quindi, mentre noi siamo preoccupati dell’intelligenza artificiale, spero anche che vedremo il quadro generale che niente di tutto ciò ora accade senza elettricità. Quindi non abbiamo nient’altro che strumenti primitivi per generare elettricità. Non vedo l’ora in cui arrivi il giorno dove tutti hanno acqua pulita e una fornitura di energia elettrica di qualità.

Dopo possiamo avere incontri sui problemi dell’intelligenza artificiale. Comunque, ci sono qui spettatori, ascoltatori che non siano stati a un aeroporto dove il treno che ti porta dal terminale B al terminale A non sia automatizzato? Tutti sono stati su un treno automatizzato, ok? Nel mondo sviluppato, specialmente negli Stati Uniti. Ok, quella è intelligenza artificiale. Tutti hanno usato un bagno collegato a un sistema fognario le cui valvole sono controllate da un software che qualcuno ha sviluppato. Quella è intelligenza artificiale.

Quindi tenete presente che se scolleghiamo i treni o le valvole del sistema fognario, il tutto si fermerà. Controlliamo ancora l’elettricità, quindi questa visione apocalittica dei computer, delle persone che sviluppano software per svolgere compiti, compiti ripetitivi o compiti complessi che nessuna persona può risolvere di per sé, non è una novità. L’intelligenza artificiale non è intrinsecamente cattiva. Quindi basta usare il vostro parere. Possiamo farlo. Ho lavorato su 3 canali autopilotati 40 anni fa. L’aereo atterra da solo e gli umani hanno progettato il sistema. Non è arrivato dal cielo. È artificialmente intelligente. Va bene, possiamo farcela.”


Bill Nye è stato molto chiaro: abbiamo ancora il controllo dell’elettricità, quindi qualsiasi scenario apocalittico caratterizzato da robot e intelligenze artificiali (IA) malevoli è da escludere. Potremo sempre scollegare le macchine in qualsiasi momento. “L’intelligenza artificiale non è intrinsecamente cattiva“, ha detto. Ed è così: è il modo in cui la usiamo e la progettiamo che fa la differenza.

Ma allora perché diversi esperti ci mettono in allarme? La maggior parte di loro si riferisce all’adozione di intelligenza artificiale e di tecnologie robotiche in ambito militare. Ci sono stati incontri in cui hanno parlato di droni e supersoldati per il futuro della guerra e di altre tecnologie militari all’avanguardia. Altri studiosi come Jerry Kaplan, ad esempio, discutono proprio dell’etica dell’intelligenza artificiale in guerra.

Le macchine alla Terminator sono più che altro una metafora del pericolo che può derivare dall’uso inappropriato di queste tecnologie. Il lavoro di Federico Pistono e Roman Yampolskiy su come creare un’intelligenza artificiale cattiva potrebbe essere un esempio. In altri casi, invece, questa metafora viene usata per catturare l’attenzione, per suscitare curiosità facendo leva sull’immaginario fantascientifico. E non nascondiamolo: è una metafora che ci piace.

Sarebbe più corretto dire che ci sono dei rischi legati al modo in cui adotteremo l’IA e i robot. Per questo motivo sono nate organizzazioni come Open AI che hanno come obiettivo quello di sviluppare intelligenze artificiali che non mettano a rischio la nostra salute.

Non dobbiamo preoccuparci di un’apocalisse robotica. Condivido il ragionamento di Bill Nye anche se a tratti sembra troppo semplice. Ma è anche vero che a volte le nostre preoccupazioni ci impediscono di rimanere con i piedi per terra. Fin quando controlliamo l’elettricità siamo fuori pericolo.

Ma se le IA diventeranno così potenti e autonome da impossessarsi del controllo delle infrastrutture idriche, elettriche e di comunicazione? Una domanda che ci può stare. Il discorso è sempre lo stesso e provo a rispondere con un’altra domanda: in tal caso, saremo stati così ingenui da non aver progettato una contromisura?

Dovremmo pensare di più a tecnologie che possano aiutare i paesi più poveri con scarse o addirittura assenti forniture di acqua ed elettricità. E soprattutto agire. Per fortuna ci sono gruppi di scienziati che, oltre a riflettere, hanno agito. Da questo punto di vista, il ragionamento di Bill Nye non fa una grinza. Ti lascio con un esempio legato a questo tema: 3 progetti di intelligenza artificiale per proteggere l’ambiente.

Se ci mettiamo di impegno, possiamo davvero trovare delle soluzioni utili per il bene collettivo, anche a livello globale.

Fonte immagine: Flickr


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