Ben Goertzel

Il futuro dell’intelligenza artificiale per Ben Goertzel

Dagli anni ’50 ad oggi, l’intelligenza artificiale (IA) ne ha fatta di strada. Ma secondo il transumanista Ben Goertzel, la cui ricerca spazia dall’IA all’informatica e alla scienza cognitiva, manca un elemento importante affinché l’IA possa davvero evolvere. Scopriamo di che si tratta.

 

Il tassello mancante dell’IA

Secondo Goertzel, ciò che manca all’IA è la sinergia cognitiva. Sostiene che il nostro cervello è composto da un “assemblaggio di diverse strutture e dinamiche, costruito usando componenti comuni e distribuiti secondo una sensibile architettura cognitiva“. Con l’evoluzione del cervello umano, queste componenti si sono intrecciate tra loro in modo complesso e hanno generato l’intelligenza umana.

La sinergia cognitiva, dunque, è la compenetrazione di diverse componenti intelligenti in una struttura nella quale ogni aspetto individuale si completa e si supporta l’uno con l’altro. È proprio questo che manca al settore dell’IA, secondo Goertzel. Per produrre un’intelligenza artificiale simile all’intelligenza umana dobbiamo concentrarci sulla sinergia cognitiva.

Ecco perché nel 2011 ha fondato OpenCog, un’organizzazione non profit e open source. “Il progetto OpenCog ha in realtà due aspetti. Un aspetto è che stiamo costruendo un set di attrezzi utili di IA, i quali possono essere poi distribuiti all’interno di una varietà di mercati verticali e di applicazioni specifiche“, ha detto Goertzel.

Le applicazioni commerciali a cui si riferisce riguardano l’elaborazione e l’apprendimento del linguaggio, l’apprendimento automatico, l’analisi dei dati di mercato e l’analisi dei dati sull’ascolto di musica. Siamo in un periodo di crescita ed è il momento opportuno per sperimentare diversi strumenti di intelligenza artificiale.

Ben Goertzel ha poi continuato: “L’altro aspetto di OpenCog, che è più eccitante proprio per i transumanisti, è usare OpenCog per creare una macchina pensante. Certo, l’aspirazione è abbastanza grande e vogliamo che sia il prossimo passo degli esseri umani.”. Un obiettivo ambizioso e da circa 5 anni a questa parte le idee sembrano abbastanza chiare.

Prima di compiere il passo che supererà gli esseri umani, OpenCog ne deve fare un altro davvero significativo. Per costruire una macchina pensante è necessario iniziare con lo sviluppo di un “bambino robot“. Ben Goertzel crede che una volta creata un’IA con l’intelligenza di un bambino di 3 anni sarà più facile proseguire con il suo sviluppo. Questo perché un bambino possiede la base del senso comune di un adulto. Dai 3 anni in poi, sostiene Goertzel, è questione di apprendimento e di maturazione della mente.

 

C’è ancora molta strada da fare

Ma come siamo messi a livello tecnologico per lo sviluppo di un’IA che abbia capacità simili a quelle di un bambino? Realizzare un’IA del genere oggi è ancora piuttosto complicato. Quindi, ancor prima di costruire un “bambino robot”, è necessario fare altri piccoli passi indispensabili per raggiungere un simile capacità tecnologica.

OpenCog ha diverse squadre in giro per il mondo che lavorano su diversi aspetti del progetto, in particolare sulle fasi di memoria a lungo e a breve termine. Ben Goertzel sostiene che per ottenere buoni risultati bisogna fare in modo che le squadre lavorino in modo sinergico. Solo in questo modo riusciranno a sviluppare una macchina pensante che soddisfi tutte le aspettative.

Si tratta di un percorso lungo che forse richiederà decine di anni. Ma non possiamo saperlo con certezza. Sappiamo però che i progressi nel settore dell’IA avvengono a dosi limitate, ma in maniera costante. Ogni anno otteniamo qualche risultato positivo, ma spesso sentiamo storie di progresso che purtroppo non si realizzeranno in pochi anni. Lo hanno spiegato in modo chiaro Rodney Brooks e Yoshua Bengio: spesso l’eccessivo entusiasmo ci porta a una percezione distorta delle reali possibilità.

Anche Roman Yampolski si è espresso sul futuro dell’intelligenza artificiale e dei robot. Le macchine, un giorno, saranno in grado di svolgere anche lavori intellettuali. Ma non si esprime su quando ciò avverrà. Probabile che ci sarà l’avvento della singolarità tecnologica, ma per lui ed altri esperti è impossibile prevedere cosa succederà da quel momento in poi.

Dati certi risalgono all’anno scorso: nel 2015 ci sono state grandi innovazioni nel settore dell’IA. Non possiamo tirare ancora le somme per quest’anno, ma è evidente che l’IA è stato uno dei temi scientifici più discussi. Sarà perché ci affidiamo sempre più a questi sistemi presenti ormai in tanti dispositivi, perché ci piace immaginare cosa saremo in grado di fare in futuro grazie a tecnologie più sofisticate. O semplicemente perché tutto ciò ha un certo fascino.

Non sappiamo con precisione quando riusciremo a riprodurre l’intelligenza di un bambino di 3 anni. Ma quando succederà, se succederà, potremo davvero dire di aver fatto un gran bel passo in avanti. Da quel momento in poi, secondo Ben Goertzel, sarà più facile (ma non una passeggiata) proseguire verso lo sviluppo di un IA all’altezza dell’intelligenza di un umano adulto.

Li faremo davvero questi passi in avanti?

Fonte: techemergence
Fonte immagine: Flickr


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