Kevin Kelly

Kevin Kelly: il futuro sarà accesso, non possesso

Proprietari di nulla, ma con accesso a una miriade di servizi. Così sarà il nostro futuro secondo Kevin Kelly, studioso della cultura digitale, co-fondatore di Wired e della prima Hackers Conference del 1984, e uno dei primi ad aver avuto a che fare direttamente con la realtà virtuale.

Kevin Kelly ha descritto questo stralcio di futuro nel suo ultimo libro: “The Inevitable: Understanding the 12 Technological Forces That Will Shape Our Future“. Qui l’esperto delinea 12 trend tecnologici che stanno già modificando le nostre attività in diversi contesti e che tra 30 anni trasformeranno completamente le nostre vite.

Ho trovato un estratto interessante del libro e l’ho riportato nel blog: è la parte in cui Kevin Kelly descrive un futuro dove il concetto di proprietà è del tutto diverso da quello che abbiamo ora. Fa prima una premessa: ci spiega in generale perché ci sarà questo cambiamento. Poi fa un esempio: delinea quella che sarà il modo di vivere di un lavoratore tra 30 anni mettendosi nei suoi panni.

Nessuna proprietà, accesso a tutto

“Nei prossimi 30 anni, la tendenza al materializzato, il decentralizzato, il simultaneo, l’attivazione da piattaforma e il cloud continuerà senza sosta. Se i costi delle comunicazioni e della computazione crolleranno a causa dei progressi della tecnologia, questi trend saranno inevitabili. Sono il risultato di reti di comunicazione che si espandono fin quando diventano globali e diffuse, e quando le reti si intensificano, gradualmente rimpiazzano la materia con l’intelligenza.

Questo grande cambiamento sarà vero, non importa in quale parte del mondo avrà luogo (se negli Stati Uniti, in Cina o in Timbuktu). La matematica e la fisica di base rimangono. Quando miglioriamo la dematerializzazione, la decentralizzazione, la simultaneità, le piattaforme e il cloud – quando miglioriamo tutto ciò in una volta – l’accesso continuerà a sostituire la proprietà. Per la maggior parte delle cose nella vita quotidiana, l’accesso sconfiggerà la proprietà.

Eppure, solo in un mondo di fantascienza una persona non possederebbe nulla. Gran parte delle persone possiederà alcune cose mentre avrà accesso ad altre; la proporzione sarà diversa in base alla persona. Tuttavia, l’estremo scenario in cui una persona che accede a tutto senza alcuna proprietà è degno di essere esplorato perché rivela la direzione esatta della tecnologia.

Ecco come funziona.

Vivo in un complesso. Come molti miei amici, ho scelto di vivere in un complesso per i servizi 24/7 che posso ottenere. Il box del mio appartamento è aggiornato quattro volte al giorno. Ciò significa che posso lasciare lì i miei aggiornabili (vestiti, ad esempio) e averli pronti in poche ore. Il mio complesso dispone anche di un Nodo dove dei pacchi orari arrivano tramite droni, furgoncini robot e biciclette robot dal centro di elaborazione locale. Dico al mio dispositivo ciò di cui ho bisogno ed arriva nel mio box (a casa o al lavoro) entro 2 ore, spesso anche prima. Il Nodo nell’ingresso ha anche una fabbrica di stampa 3D che può stampare qualsiasi cosa in metallo, composito e tessuto. C’è anche un buon ripostiglio pieno di elettrodomestici e strumenti.

L’altro giorno volevo una friggitrice per tacchino; ce n’era una nel mio box, a un’ora dall’archivio del Nodo. Naturalmente, non ho bisogno di pulirla dopo che ho finito; semplicemente torna indietro nel box. Quando un mio amico venne a trovarmi, decise di tagliarsi i capelli. Nel box c’erano delle tosatrici disponibili in 30 minuti.

Ho anche l’abbonamento per un’attrezzatura da campeggio. L’attrezzatura da campeggio migliora così velocemente ogni anno, e la uso solo per poche settimane o nei weekend, che nel mio box preferisco di gran lunga avere l’ultima, migliore, pura attrezzatura. Vale anche per le videocamere e i computer. Diventano obsoleti così in fretta che preferisco abbonarmi agli ultimi, quelli migliori.

Come molti amici, ho anche un abbonamento per gran parte dei miei vestiti. È un buon affare. Posso indossare qualcosa di diverso ogni giorno dell’anno se voglio, e getto semplicemente i vestiti nel box alla fine della giornata. Vengono puliti e ridistribuiti, e spesso modificati un po’ per far pensare le persone. Hanno anche una grande selezione di magliette vintage che la maggioranza delle aziende non ha. Le poche magliette intelligenti che possiedo sono dotate di chip, così il giorno dopo tornano da me pulite e stirate.

Sono abbonato a diverse mense. Ottengo prodotti freschi provenienti direttamente da un contadino vicino e da una linea di piatti caldi pronti a domicilio. Il Nodo conosce il mio programma, il mio tragitto, le mie preferenze, quindi è molto preciso nel programmare il calendario di consegna. Quando voglio cucinare, posso avere qualsiasi ingrediente o piatto speciale di cui ho bisogno. Il mio complesso ha un’organizzazione tale che tutto il cibo in arrivo e i riassortibili per la pulizia appaiono nel frigorifero o nell’armadietto un giorno prima che sono necessari. Se fossi ricco di denaro contante, affitterei un appartamento premium, ma ho fatto un ottimo affare con il complesso perché lo fittano ogni volta che non sono lì. E mi sta bene visto che al mio ritorno è più pulito di quando l’ho lasciato.

Non ho mai posseduto musica, film, giochi, libri, arte o realizzato mondi. Sono solo abbonato a Universal Stuff. Le foto artistiche sulla mia parete continuano a cambiare, quindi non le prendo per scontate. Uso un servizio online speciale che prepara le mie pareti con la mia collezione su Pinterest. I miei genitori sono abbonati a un servizio museale che concede loro reali opere d’arte in rotazione, ma questo è fuori dalla mia portata. In questi giorni sto provando delle sculture 3D che si riconfigurano ogni mese in modo che te ne accorga. Anche i giocattoli che ho avuto da bambino erano dell’Universal. Mia madre mi diceva: “Li paghi solo per alcuni mesi, perché possederli?“. Così ogni paio di mesi andavano nel box e si presentavano nuovi giocattoli.

Universal è così intelligente che di solito non ho bisogno di aspettare più di 30 secondi per la mia corsa, anche durante gli orari di punta. L’auto semplicemente appare perché conosce il mio programma e può dedurre i miei piani dai miei messaggi, dal calendario e dalle chiamate. Sto provando a risparmiare soldi, quindi dividerò in due o in tre con altri sulla strada per andare a lavoro. C’è molta larghezza di banda, così tutti possiamo proiettare.

Per l’esercizio fisico mi abbono a diverse palestre e a un servizio di bicicletta. Ho una bici aggiornata, sintonizzata, pulita e pronta al mio punto di partenza. Mi piacciono questi droni volanti personali per i tragitti lunghi. Sono difficili da ottenere quando ne hai subito bisogno visto che sono così nuovi, ma molto più convenienti dei jet commerciali. Se viaggio verso i complessi di altre città che hanno servizi reciproci, non ho bisogno di mettere molte cose in valigia dato che posso avere tutto – le stesse cose che uso normalmente – dai Nodi locali.

Mio padre a volte mi chiede se mi sento perso o senza responsabilità nel non possedere nulla. Gli dico che sento il contrario: sento una profonda connessione con il primordiale. Mi sento come un antico cacciatore-raccoglitore che non possiede niente mentre procede verso le complessità della natura, facendo apparire uno strumento giusto in tempo per il suo uso e lasciandolo indietro per poi proseguire. È un contadino che ha bisogno di una stalla per il suo raccolto. Il nativo digitale è libero di correre avanti ed esplorare l’ignoto. L’accesso, piuttosto che il possesso, mi mantiene sveglio e fresco, pronto per tutto ciò che verrà.”


Che bello il futuro prospettato da Kevin Kelly! Robot e droni fattorini, strumenti e servizi su richiesta resi disponibili in poco tempo, abbonamenti su misura per qualsiasi cosa, persino per i vestiti e il cibo. In questo scenario la parola d’ordine non sembra essere solo più accesso, ma anche condivisione.

Questo box, questa sorta di “scatola magica” che ci permetterà di accedere ai servizi e di ordinare dei mezzi da farci recapitare nel più breve tempo possibile è affascinante. Tra 30 anni la tecnologia progredirà, molti costi verranno abbattuti e il possesso di beni non avrà più lo stesso valore di prima. Avrà più importanza avere accesso a numerosi servizi che ci permetteranno di gestire svariate situazioni della nostra vita. Dal lavoro allo svago, dall’alimentazione ai viaggi.

Forse, al momento, per alcune persone è ancora troppo difficile immaginare un futuro così. Oggi sfruttiamo piattaforme per abbonarci a servizi o per acquistare beni con cui ci identifichiamo. “Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” era il motto di Jean–Anthelme Brillat–Savarin, ripreso poi dal filosofo Feuerbach. Questo discorso possiamo ampliarlo anche per ciò che compriamo e che possediamo. Il nostro smartphone, ad esempio, in qualche modo ci rappresenta. Quante volte, inoltre, ti sarà capitato di partecipare o assistere a discussioni del tipo “Android vs iOS”?

Si tratta proprio di questo: siamo quello che mangiamo, leggiamo, compriamo e possediamo. Oggi. Ma domani?

Domani avremo una miriade di piattaforme per scegliere il miglior servizio che si adatti alle nostre esigenze. I complessi residenziali e i Nodi immaginati da Kevin Kelly sono un ottimo esempio di decentramento produttivo. Non più un’unica azienda che si occupa di tutti i processi, ma tante piccole imprese che fanno la loro parte nello sviluppo, nella creazione e nella distribuzione dei prodotti. Saranno organizzazioni in reti ancora più capillari e connesse di quelle che abbiamo oggi.

Per non parlare della dematerializzazione: anche in questo caso, tra 30 anni, renderemo digitali tanti altri aspetti della nostra vita. Sarà l’evoluzione del cloud computing che ci permetterà di gestire e analizzare i big data per offrirci servizi utili, precisi e tempestivi. Di conseguenza avremo una responsabilità sulla nostra vita digitale senza precedenti. Una dura prova che probabilmente supereremo perché dotati di macchine con elevate capacità di apprendimento sintetico.

In un mondo del genere, a cosa serve possedere cose che poi sono destinate a scomparire nel giro di qualche anno o mese? L’accesso diventa fondamentale. Ottenere il servizio o il prodotto giusto nel momento giusto e magari condividerlo con qualcuno che ha le nostre stesse necessità. Il possesso ci blocca, sa di vecchio e crea muri divisori; l’accesso è una spinta in avanti, punta all’innovazione e genera connessioni.

Kevin Kelly ha adottato l’avverbio “inevitabile” per il titolo del suo libro e lo ha fatto anche per provocarci. Siamo all’alba di una serie di trasformazioni digitali che rivoluzioneranno il nostro modo di comprare, lavorare e comunicare. Più tempo passa e più quest’onda tecnologica cresce e minaccia di inghiottirci: è inevitabile. Oppure no: se comprenderemo quest’evoluzione e la sfrutteremo nel migliore dei modi, sarà più facile per noi rimanere sulla cresta dell’onda, cavalcarla e trarne benefici.

Tra 30 anni faremo a meno del possesso e non vedremo l’ora di accedere a servizi che ci permetteranno di avere tutto a portata di mano. Sempre.

Avrà fatto bene i suoi calcoli Kevin Kelly?

Fonte immagine: Flickr


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