La cover antispionaggio progettata da Snowden.

Snowden progetta una cover anti-spionaggio per smartphone

Una buona notizia per i giornalisti che lavorano con l’iPhone, soprattutto all’estero. Edward Snowden è tornato a parlare di sorveglianza digitale, in particolare di sorveglianza di smartphone applicata attraverso lo sfruttamento delle onde radio. L’ex dipendente della NSA (National Security Agency) sta lavorando a una soluzione insieme all’hacker americano Andrew “Bunnie” Huang: si tratta di una cover per iPhone che svolge funzioni di sicurezza.

Un dispositivo anti-sorveglianza

Giovedì 21 luglio, Edward Snowden e l’hacker di hardware Andre “Bunnie” Huang si sono “incontrati” al MIT Media Lab per presentare i progetti di una cover per iPhone che monitora i segnali elettrici inviati alle sue antenne. Lo scopo del dispositivo è quello di offrire al proprietario un controllo costante sulle radiocomunicazioni del suo iPhone.

I due esperti hanno assicurato che si tratta di un metodo più affidabile ed efficace rispetto a quello di impostare la “modalità aereo”. In questo modo, Snowden e Huang sperano di dare più garanzie nella tutela della privacy, la quale può essere violata attraverso operazioni di hacking e di sorveglianza eseguite da malintenzionati e aziende finanziate dai governi.

Come sempre, Snowden è molto chiaro e convincente: “Un buon giornalista al posto giusto nel momento giusto può cambiare la storia. Ciò li rende un bersaglio e sempre di più gli strumenti del loro mestiere vengono usati contro di loro.”.

Un altro motivo per rendere i propri iPhone più sicuri lo ha fornito Huang in un’intervista prima della presentazione al laboratorio del MIT: “Loro sono all’estero, in Siria o in Iraq, e questi [governi] hanno programmi che fanno fare ai loro cellulari cose che non si aspettano che facciano. Puoi pensare che le radiocomunicazioni del tuo telefono siano spente, e che non stia dicendo la tua posizione a tutti, ma in realtà è ancora un rischio.”.

Come fare, quindi?


La tecnologia: come e perché

La soluzione ideata da Snowden e Huang consiste in una modifica per l’iPhone 6 che loro definiscono come un “introspection engine“, ovvero un motore di introspezione. Il componente aggiuntivo sarà più piccolo di un contenitore per batteria esterna e avrà uno schermo monocolore. Ma funzionerà come un oscilloscopio in miniatura e adattabile.

Una piccola sonda del dispositivo esterno si collegherà con dei cavi nella parte interna dell’iPhone attraverso la slot per la SIM per connettersi al circuito. Questi piccoli cavi leggeranno i segnali elettrici alle due antenne del cellulare che sono usate per le radiocomunicazioni, insieme al GPS, al Bluetooth, al Wi-Fi e al modem cellulare.

Identificando i segnali che trasmettono questi diversi tipi di informazioni radio, l’iPhone modificato avviserà il proprietario con delle notifiche o un allarme sonoro. Ovvero, se l’iPhone trasmette delle informazioni radio quando non dovrebbe, lo farà sapere immediatamente. Huang ha detto persino che questo dispositivo potrebbe attivare un interruttore di emergenza per spegnere il cellulare automaticamente, per evitare così ogni rischio.

Ma non è lo stesso effetto che si ottiene spegnendo il telefono o inserendolo in un contenitore Faraday progettato per bloccare tutti i segnali radio? Tenere un cellulare sempre spento non serve più a nulla; mentre il sistema Faraday non è perfetto, qualche informazione si perde comunque. A prescindere da ciò, Huang sostiene che la loro intenzione è quella di permettere ai giornalisti di disabilitare i segnali radio e allo stesso tempo usare altre funzioni dell’iPhone, come il blocco note, la fotocamera, la registrazione audio e video.

Non solo: Snowden ha aggiunto che il loro scopo è anche quello di rilevare gli attacchi furtivi per meglio esporre le tecniche occulte di sorveglianza digitale praticate dal governo. “È necessario aumentare i costi dell’essere scoperti“, ha detto in una videochiamata. “Tutto quello che dobbiamo fare è avere uno, due o tre grandi casi dove prendiamo qualcuno in flagrante, e improvvisamente la politica degli obiettivi di queste agenzie inizieranno a cambiare.“. Infine, spiega che questa idea è nata anche per una questione personale: “Dal 2013 non sono riuscito ad avere uno smartphone come tutte le persone normali. I dispositivi wireless sono tipo la kryptonite per me.”.

Non so te, ma a me quest’idea piace tantissimo.

Dispositivo anti-spionaggio ideato da Edward Snowden ed Andrew "Bunnie" Huang
Un altro mock up del “motore di introspezione”

 

Verso una maggiore sicurezza e trasparenza

Al momento la modifica dell’iPhone pensata da Snowden e Huang è poco più di un progetto. Hanno testato il metodo per catturare i segnali elettrici mandati a un iPhone 6, ma devono ancora costruire un prototipo. Intanto, hanno pubblicato un documento dove spigano la loro tecnica.

Sperano di sviluppare un prototipo entro l’anno prossimo e magari di creare una catena di fornitura in Cina di iPhone modificati da offrire ai giornalisti e alle redazioni. E per scongiurare ogni diffidenza nei confronti dei produttori cinesi, il codice del software sarà open source.

Naturalmente, non saranno solo i giornalisti con iPhone a potersi affidare a questa tecnologia. Nel documento che ho citato prima, c’è una precisazione: Snowden e Huang si sono concentrati sull’iPhone 6 perché, secondo i loro dati, i giornalisti in questo periodo preferiscono lavorare con quel modello. Nessun favoritismo, dunque: arriverà anche il momento degli smartphone prodotti da altre aziende.

Un altro fatto interessante è che i due esperti non si sono mai visti di persona. Snowden aveva consigliato ai produttori di Vice di rivolgersi ad Andrew Huang perché cercavano un ottimo hacker di hardware. Poi, nel 2015, hanno iniziato a parlarsi tramite l’app Signal e Snowden ha colto l’occasione per descrivere a Huang la sua idea sulla modifica degli smartphone per proteggere i giornalisti. Proteggerli non solo dall’NSA (come si potrebbe immaginare), ma dai governi stranieri che sono sempre più abili di acquistare informazioni sulla violazione anche dei dispositivi più sicuri come l’iPhone.

Ed è così che, parole dello stesso Huang, l’hacker ha provato a sviluppare una soluzione senza troppi fronzoli e che corrispondesse alle richieste giustamente “paranoiche” di Snowden: “Se non fosse stato per il fatto che Snowden è coinvolto, penso che questo sembrerebbe abbastanza banale. La mia soluzione è semplice. Ma aiuta un gruppo importante di persone.”.

Ben detto. I giornalisti hanno bisogno di questa tecnologia, specialmente coloro che lavorano all’estero in luoghi pericolosi: è innanzitutto per la loro incolumità. E noi abbiamo bisogno di aiutarli per avere un’informazione più pulita e trasparente su ciò che accade nel mondo.

Vale la pena dare un’occhiata al caso studio che Snowden e Huang hanno riportato nella loro pubblicazione. Te la riassumo: Marie Colvin era una corrispondente di guerra americana che di recente è stata assassinata. La sua famiglia ha citato in giudizio il governo della Siria perché ritiene che la giornalista fosse tracciata di continuo attraverso le sue comunicazioni e che è stata uccisa a causa di un bombardamento mirato eseguito dal regime di Assad. Marie Colvin stava facendo solo il suo lavoro.

Poco tempo fa, Edward Snowden aveva chiesto più protezione per i whistleblower. Non si è mai fermato da quando ha scatenato il caso Datagate: è sempre in prima linea a lottare per il diritto alla privacy e all’informazione. Speriamo davvero che questo progetto possa realizzarsi quanto prima.

Il “motore di introspezione” potrebbe essere una valida soluzione alla sorveglianza digitale. Il nome non è stato dato a caso: l’introspezione è l’osservazione e l’analisi della propria interiorità. Interiorità che deve rimanere compatta e protetta dalle minacce esterne. Sempre.

Fonte: Wired


Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.