Edward Snowden

Edward Snowden: “A volte l’unica decisione morale è infrangere la legge”

Ma come? Edward Snowden ci invita a diventare dei fuorilegge? Non è proprio così e ti spiego perché. Snowden sostiene che la privacy è uno dei pilastri su cui si basano tanti altri diritti. Senza la privacy non possiamo avere una stampa libera, la libertà di espressione e di seguire un credo religioso.

 

L’importanza della privacy

Al Roskilde Festival del 28 giugno scorso i partecipanti potevano ritrovarsi di fronte a un cartello su cui potevano leggere i seguenti messaggi:

  • “Ci riserviamo il diritto di raccogliere e di memorizzare in modo indefinito tutte le conversazioni testuali e telefoniche (ricevute o trasmesse) mentre si è nell’area del festival.”
  • “Mentre si è nell’area del festival, sarà monitorata tutta l’attività su internet. Ci riserviamo il diritto di condividere questi dati con i nostri partner.”

— Emil Stahl (@emilstahl) 26 giugno 2016

Ma come, vado a un festival per divertirmi e non posso fare nemmeno una chiamata perché metterei i miei dati personali a disposizione di altre aziende? In sostanza era quello il significato dei messaggi. Per fortuna si trattava di una trovata dei The Yes Men, un gruppo di professionisti che dirigono l’attenzione delle persone su temi importanti attraverso degli scherzi. Erano al Roskilde Festival 2016 per intervistare in diretta Edward Snowden tramite videochiamata Skype.

Quando Snowden si è collegato, la folla è esplosa in un grande applauso. L’ex tecnico della CIA ha spiegato che il Roskilde Festival non stava effettuando alcuna sorveglianza a differenza delle agenzie di intelligence occidentali che controllano ogni sito web che visitiamo e quali conversazioni stiamo avendo al telefono.

Il governo dice che lo sta facendo per proteggervi e che, se non avete niente da nascondere, non avete nulla di cui aver paura. Questa espressione è nata nella Germania nazista, è un’espressione di Goebbels. Significa che il fine giustifica i mezzi. Ma la sorveglianza non riguarda la privacy o il nascondersi. Riguarda il proteggere voi e le vostre idee, la comunità, la famiglia, voi stessi. La privacy è i fondamento di tutti gli altri diritti. La libertà di espressione non significa nulla se non siete liberi dal pregiudizio dei pensieri di altre persone“, ha detto Snowden.

Poi ritorna su uno dei modi di pensare più dannosi di sempre. Ovvero,  se non ho nulla da nascondere non importa se sbirciano nella mia vita privata. Sbagliato. E Snowden, ancora una volta, spiega perché: “La stampa libera non ha valore se i giornalisti non possono tenere segrete le loro investigazioni e scoprire qual è davvero la verità del mondo, e condividerla con noi. Sostenere che non dovresti preoccuparti della privacy se non hai nulla da nascondere è come affermare che non dovresti preoccuparti della libertà di parola se non hai niente da dire.“.

Chiaro, no?

 

Le sorveglianze di massa non sono utili

Le agenzia di sorveglianza sfruttano i metadati dei nostri smartphone e dei nostri computer, cioè delle informazioni che descrivono insiemi di dati. In questo modo riescono a capire chi siamo e se rappresentiamo una minaccia.

Ma c’è un altro tipo di sorveglianza oltre a quella del governo: quelle delle aziende che offrono servizi online. Ti sembra esagerato in questo caso parlare di “sorveglianza”?. Società come Google e Facebook vendono i nostri metadati agli inserzionisti: cronologie di ricerca e degli accessi, geolocalizzazioni, registri di chiamate e così via. Se vogliono, possono ricostruire i nostri spostamenti e individuare il tipo di relazioni che instauriamo con altre persone. Non è anche questo un tipo di sorveglianza?

Snowden si è espresso anche su questo tema: “Il problema dei metadati è che non godono di alcuna tutela giuridica. Quando senti la parola metadati, nessuno sa cosa siano. Significa tracciare registri, i tuoi registri privati, indicazioni su ciò che hai fatto. Non su quello che hai detto al tuo amico, ma il fatto che hai parlato al tuo amico, che hai chiamato tua madre, che hai chiamato il numero verde anti suicidio, dove si trovava il tuo cellulare e con chi era collegato, con quali gruppi politici sei associato. Tutti questi sono metadati e non godono di alcuna protezione legale.“.

Questa mancanza di tutela legislativa permette alle agenzie governative di raccogliere i dati dei profili Google e Facebook delle persone anche se non hanno fatto nulla di male. Questo non è affatto giusto. La questione della privacy è una questione di potere e controllo, ecco perché è così importante.

“Sappiamo sempre meno di ciò che sta succedendo nei nostri governi, mentre con i nuovi metodi di sorveglianza loro sanno sempre più cose su di noi come non è mai successo nella storia dell’umanità. È giusto? E quantomeno non avremmo il diritto di votare?”

– Edward Snowden –

La sorveglianza di massa, inoltre, è inutile. Non serve a prevenire crimini o atti di terrorismo. Snowden ha detto che questo le agenzie lo sanno bene. Sono così appesantite dalla mole di dati che acquisiscono che quegli stessi dati diventano praticamente inefficaci. Dovrebbero invece agire con più precisione sui singoli bersagli, magari chiedendo ai giudici delle ordinanze per tenere sotto controllo individui davvero sospetti.

Se si raccoglie tutto e si controlla tutti, non si capisce niente“, ha affermato Snowden.

 

Andare contro la legge? A volte è necessario

Edward Snowden, nel finale del suo discorso, ha dichiarato che tornerebbe volentieri negli Stati Uniti per un processo. Ma è convinto del fatto che il governo americano non gli darà la possibilità di farne uno come si deve. Oppure gliene farà fare uno in cui non potrà dichiarare che le operazioni di sorveglianza di massa del governo americano erano illegali e in cui non potrà spiegare perché ha scatenato il Datagate. Oppure ancora, finirebbe diritto in galera.

A volte, l’unica decisione morale è infrangere la legge“, ha poi detto Snowden. Ha fatto notare che i movimenti più importanti per la giustizia sociali sono nati con la violazione della legge.

La legge esiste per proteggere le istituzioni, per proteggere l’ordine. Per la maggior parte dei casi è una cosa buona. Ma la legge può anche perpetuare l’ingiustizia. Aiutare le persone a fuggire dalle persecuzioni in tempi di guerra, in Europa, è stata una violazione della legge. Mettere fine al divieto di alcune sostanze, amare le persone che si vuole amare, è stato troppo spesso contro la legge. Senza la capacità di infrangere queste leggi e di sostenere quest’esempio, perdiamo la capacità di andare avanti.“.

Infrangere la legge a volte è necessario perché questa può essere immorale. Ci sono casi in cui la legalità si distingue dalla morale. E il caso dell’americana NSA (National Security Agency) è stato uno di quelli.

Edward Snowden è un uomo coraggioso perché ha agito quando tutti i suoi colleghi e i suoi superiori facevano il loro lavoro in silenzio ai danni dei cittadini. Si è da poco concluso il terzo anno del suo asilo politico in Russia, la sua vita è stata stravolta e lui, nonostante tutto, dice che non è molto interessato al suo destino. Per lui è più importante incoraggiare gli altri, soprattutto i giovani, a combattere per vivere in una società migliore.

Non mi interessa tanto di me, se sarò perdonato o se andrò in galera. Ciò che conta è il tipo di mondo che voi giovani iniziate a costruire a partire da oggi. Le persone che arriveranno dopo di noi – i nostri bambini, o i miei bambini – erediteranno le stesse vite che abbiamo ereditato noi oppure vivranno in un mondo meno libero, meno sicuro e più controllato?

Meno male che c’è Edward Snowden. Ai tempi in cui lavorava nella NSA, aveva parlato con i suoi collaboratori di questi programmi di sorveglianza. Tutti d’accordo sul fatto che erano ingiusti, ma nessuno a parte Snowden decise di agire. “Non ero l’unico a pensare che i programmi si erano spinti troppo oltre, ma c’è una differenza tra credere in qualcosa e combattere per qualcosa.“. Ed è proprio così.

Infine, Snowden ha salutato la folla del Roskilde Festival con la speranza di tornare l’anno prossimo e di incontrare di persona i partecipanti. Mi auguro davvero che un giorno possa tornare a vivere una vita “normale”. Alla fine di tutta questa storia, che speriamo si concluderà bene e presto, Snowden avrà bisogno solo di una cosa: un passaporto!

I just need a passport!

Dopo tutto quello che hai subìto non hai nemmeno perso il senso dell’umorismo. Alla prossima, Edward Snowden.

Fonte: Murmur

Foto di Peter Stanners


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