Rene artificiale indossabile

Il rene artificiale indossabile ha superato il primo test

La Food and Drug Administration (FDA) e l’University of Washington Institutional Review Board hanno approvato il protocollo per la prova clinica del rene artificiale indossabile. Si chiama WAK (Wearable Artificial Kidney) e quest’autunno, a Seattle, verrà testato sui pazienti.

Il prototipo di rene artificiale indossabile

Il rene artificiale indossabile, sviluppato da Victor Gura insieme alla sua squadra di scienziati, è una macchina miniaturizzata per la dialisi che può essere allacciata intorno ai fianchi. Il dispositivo si connette alla persona tramite catetere. Come le classiche macchine per la dialisi è stato progettato per filtrare il sangue in sostituzione dei reni. Ma a differenza degli strumenti tradizionali, WAK può funzionare in continuità. Questo grazie alle batterie: non c’è alcun collegamento a una presa elettrica. Il prototipo pesa circa 4,5 kg, ma gli scienziati lavoreranno a una versione più comoda e leggera.

Nonostante il rene artificiale indossabile appaia ingombrante, i suoi vantaggi sono evidenti. Il classico processo di dialisi non permette al paziente un’ampia varietà di movimenti. Con WAK, invece, i pazienti potranno tranquillamente svolgere le attività di ogni giorno. Il dottor Victor Gura dell’Università della California ha dichiarato: “La mia squadra ha inventato il dispositivo per liberare i pazienti dalle grandi macchine di dialisi.“. E sarebbe una grande cosa considerando che un tipico trattamento di dialisi richiede circa 3 sessioni alla settimana di 3 o 4 ore ciascuna. A dir poco stressante!

Secondo i dati dei ricercatori, più di 2 milioni di persone in tutto il mondo hanno una malattia renale cronica che attualmente è trattata con terapie di emodialisi. Queste terapie costringono i pazienti a porre dei grandi limiti alla loro dieta. Con WAK gli scienziati vogliono rendere il trattamento meno limitativo. Il rene artificiale indossabile potrà essere indossato per un massimo di 24 ore al giorno, anche in casa propria, con o senza l’aiuto di badanti.

 

 

Lo studio di ieri e di domani

Il progetto WAK è iniziato circa una decina di anni fa ed è costato 30 milioni di dollari. Per lo studio sono stati coinvolti 7 pazienti, i quali hanno riportato “maggiore soddisfazione per il periodo di trattamento con WAK rispetto alle valutazioni di cura durante il periodo di trattamento convenzionale nel centro per emodialisi“.

Nel corso dello studio, i parametri emodinamici dei pazienti sono rimasti stabili, l’ultrafiltrazione è stata effettuata con successo e non ci sono stati effetti negativi inaspettati. Il test è stato interrotto solo dopo il settimo paziente a causa di problemi tecnici del dispositivo, come l’eccessiva presenza di bolle di anidride carbonica nel circuito dializzato e di flussi sanguigni variabili e dializzati.

Gli scienziati rimedieranno per rendere il rene artificiale indossabile ancora più efficace. Inoltre, hanno avvertito che “la sicurezza a lungo termine del trattamento del trattamento continuo con WAK non è stata ancora stabilita. Gli studi a lungo termine per la cura dei pazienti in ambiente ambulatoriale e domestico sono necessari per affrontare i problemi di sicurezza durante la deambulazione e l’utilizzo in casa del dispositivo da parte dei pazienti, e per incorporare ulteriori elementi di fattore umano.“.

Il WAK necessita dunque di ulteriori studi per perfezionarlo e per assicurarsi che funzioni correttamente, senza causare danni ai pazienti. Il prossimo test verrà condotto su un massimo di 16 pazienti e ha come obiettivo che almeno 10 di loro lo completino senza riscontrare particolari problemi. La nuova prova clinica si farà all’UW Medical Center (Seattle) e durerà 28 giorni. Durante le 24 ore di test, ai pazienti verranno estratti campioni di sangue. Altre misure cliniche verranno adottate durante e dopo il trattamento con il rene artificiale indossabile.

Altri dettagli li trovi su JCI Insight.

E se in futuro riuscissimo a fare a meno della dialisi?

I ricercatori, se i prossimi test saranno positivi, proveranno a capire se si potranno ottenere dei benefici da una dialisi lenta e costante per imitare il funzionamento naturale dei reni biologici.

Il rene artificiale indossabile potrebbe essere di grande aiuto. Meno stress, più tempo a disposizione da dedicare ad altre faccende, meno spostamenti verso gli ospedali, più indipendenza. Nei prossimi anni potremmo avere a disposizione una tecnologia in grado di migliorare la vita delle persone con problemi ai reni.

E forse, in un futuro leggermente più lontano, potremo contare su reni artificiali per evitare la dialisi. Una vera e propria sostituzione di un rene con un organo artificiale perfettamente funzionante. Sarebbe un traguardo grandioso perché risolverebbe la disfunzione dei reni una volta per tutte.

Ci vorrà tempo. Intanto, se vuoi saperne di più sul rene artificiale indossabile WAK, visita il sito web della Wearable Artificial Kidney FoundationNel sito si possono fare anche delle donazioni.

Gli scienziati sono sulla buona strada. Quest’ultimo test dimostra che, con le dovute migliorie tecniche, un rene artificiale indossabile può diventare una nuova e valida alternativa alla tecnologia della dialisi. Speriamo bene.

Fonte: hsnewsbeat.uw.edu


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