La Quarta Rivoluzione Industriale

La Quarta Rivoluzione Industriale [VIDEO]

Stiamo vivendo una Quarta Rivoluzione Industriale? Il parere degli esperti non è univoco. C’è chi pensa che l’automatizzazione dei processi produttivi e l’internet delle cose siano gli elementi principali che hanno trasformato l’industria. E c’è chi pensa che stiamo semplicemente assistendo a un prolungato sviluppo della Terza Rivoluzione Industriale grazie al progresso delle tecnologie digitali.

Una cosa è certa: non abbiamo vai visto tale livello di robotica e intelligenza artificiale applicata all’industria. Il rapporto del World Economic Forum intitolato “The Future of Jobs” prevede la perdita di 5 milioni di posti di lavoro in 15 economie mondiali. Ma prevede anche cambiamenti positivi in termini di modelli di business per i prossimi 4 anni.

Si tratta del nostro futuro, di un futuro nemmeno lontano. Per questo ho cercato informazioni a riguardo e ho trovato un video realizzato proprio dal World Economic Forum. Intelligenza artificiale, super potenza di calcolo, veicoli autonomi, robot, dispositivi di neurotecnologia, editing genetico: il mondo di oggi è molto diverso rispetto a quello di 10 anni fa.

Il video è qui sotto, con sottotitoli in inglese. Buona visione!

Quarta Rivoluzione Industriale

La Quarta Rivoluzione Industriale secondo il World Economic Forum

Le rivoluzioni industriali precedenti hanno reso possibile la produzione di massa e hanno portato il digitale a miliardi di persone. Ma la Quarta Rivoluzione Industriale è diversa: nuovi strumenti tecnologici ci stanno permettendo di unire il mondo fisico con quello digitale e biologico con importanti conseguenze per l’economia, il lavoro e la società. Arriveremo al punto che dovremmo chiederci cosa significa essere umani?

 

 

Alcuni punti chiave

“Possiamo diventare super-umani?” è una delle domande con cui si apre il video. Siamo all’inizio della Quarta Rivoluzione Industriale. In futuro i sistemi digitali, fisici e biologici interagiranno tra loro in modo sempre più costante e autonomo. Forse addirittura non riusciremo a distinguere ciò che è naturale e ciò che è artificiale.

Il potenziamento delle macchine, ma anche delle nostre capacità fisiche e mentali che è uno dei concetti pilastri del Transumanesimo. Il cambiamento, dunque, riguarda anche noi stessi, interessa il nostro corpo. Lo ha detto chiaramente anche il fondatore del World Economic Forum, Klaus Schwab:”Una delle caratteristiche di questa Quarta Rivoluzione Industriale è che non sta cambiando quello che stiamo facendo, ma sta cambiando noi.“.

Dal punto di vista storico, questa transizione sarà segnata anche dall’abbandono del petrolio e dall’adozione di altre fonti di energia. Lo ha spiegato Naomi Oreskes, storica della scienza: “La Rivoluzione Industriale originale era una rivoluzione sull’energia. Mi piace pensarla come una specie di fermalibri di un periodo della storia umana, durante il quale abbiamo usato combustibili fossili, e per noi ha funzionato per lungo tempo, ma ora dobbiamo porvi fine. Abbiamo tecnologie energetiche per alimentare le nostre civiltà: solari, eoliche, di biomassa.“.

Riguardo l’industria, invece, la preoccupazione che affligge molte persone è la costante automatizzazione delle operazioni nelle catene di produzione. I robot ci ruberanno il lavoro? Non saranno la cura per tutto, come ha detto Todd Clippard, direttore dell’impiantistica di General Motors: “Ci sono sicuramente molte operazioni che le persone fanno meglio. Ma per le giuste applicazioni, la robotica è un enorme miglioramento del processo.”.

Quindi non dovremmo preoccuparci della perdita di 5 milioni di posti di lavoro entro il 2020? È un problema serio. Ma secondo Sharan Burrow, segretaria generale dell’International Trade Union Confederation (ITUC), la questione è un’altra: “Il settore delle costruzioni, il manifatturiero, i servizi, la sanità pubblica e l’educazione: queste industrie continueranno ad esistere. La domanda principale è: quale sarà il futuro del lavoro? Come definiremo il lavoro? Come condivideremo la ricchezza?”.

L’educazione necessita di un profondo cambiamento. C’è la possibilità che i ragazzini di oggi, una volta adulti, si candideranno per un lavoro che attualmente non esiste. Per cui, non è esagerato insegnare ai bambini a programmare o a costruire piccoli robot. E se rendessimo la conoscenza una risorsa disponibile a tutti, allora potremmo davvero fare enormi passi avanti. Una notizia degli ultimi giorni: sai quanti anni ha la programmatrice più giovane di Apple? 9 anni.

E per quanto riguarda i paesi con tecnologia ed economia meno avanzate? La Quarta Rivoluzione Industriale, anche se non coinvolge direttamente questi paesi, potrebbe avere degli effetti positivi anche per loro. Peter Maurer, presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, ha detto: “La Quarta Rivoluzione Industriale ha il potenziale di rendere visibili le disuguaglianze, di renderle meno accettabili in futuro e, si spera, di raccogliere e guadagnare sostegno politico per prendere la decisione necessaria al fine di ridurre il gap.“. Speriamo che sarà davvero così perché è inaccettabile che nel 2016 ci siano ancora popolazioni che muoiono di fame o per malattie facilmente curabili.

Condivido i pensieri finali di Sharan Burrow e di Mariette DiChristina, giornalista di Scientific American.

Il primo, di Borrow: “La tecnologia esiste, ma come l’otteniamo e l’applichiamo su scala in base alle nostre necessità, a un prezzo che le persone possono permettersi?“. Questa è una delle domande fondamentali su cui bisogna riflettere per avere l’innovazione davvero a portata di tutti.

E il secondo, di DiChristina: “Anche se tutti i giorni abbiamo problemi, dobbiamo risolverli, dobbiamo trovare un modo per gettare le basi per le innovazioni di domani.“.

Non è facile, ma possiamo farlo. Anzi, dobbiamo farlo se vogliamo vivere meglio, senza avere problemi di povertà, salute e inquinamento.


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