Martine Rothblatt

Martine Rothblatt: stamperemo nuovi corpi e vivremo per sempre attraverso internet

Lo scorso 20 maggio al Moogfest, un festival che unisce musica, arte e tecnologia, è intervenuta Martine Rothblatt. Fondatrice di Sirius XM e diventata nota anche per aver costruito il clone robot di sua moglie, crede che in futuro saremo in grado di vivere per sempre grazie al mind uploading, ovvero al caricamento della nostra coscienza nel cloud.

Martine Rothblatt è intervenuta per esprimersi sulla legge HB2 del North Carolina, la quale vieta ai transgender di usare i bagni pubblici: cioè impedisce loro di usare i servi igienici dedicati al genere in cui si identificano. Poi ha spiegato perché la creatività verrebbe incoraggiata se si eliminassero le tasse universitarie. Infine, ha parlato di come lei e la sua società United Therapeutics abbiano intenzione di sviluppare la tecnologia adatta per stampare in 3D parti del corpo.

In un’intervista condotta da Quartz possiamo capire meglio le sue idee sulla possibilità di offrire educazione senza costi, sull’intelligenza artificiale (IA), sul mind uploading, sul transumanesimo, e su dove possa risiedere la nostra anima.

 

Martine Rothblatt sul futuro della tecnologia digitale

Oggi hai parlato di transumanesimo. Quali sono le pietre miliari, le vere macchinazioni che affronteremo da ora fino al punto in cui saremo in grado di creare versioni digitali del cervello?

Penso che dovranno essere scritte decine e decine di funzioni, ognuna delle quali deve affrontare un aspetto della coscienza. E a poco a poco, specialmente quando queste verranno presentate come architetture aperte dove le persone possono contribuire con il crowdsourcing, vedrai le persone dire: “Ok, se prendo queste tre funzioni da mettere insieme, allora ottengo qualcosa di simile alla coscienza di un topo, e se prendo queste quattro ottengo la coscienza di un uccello”.

E questo è ciò che è necessario – e non penso che sia tanto, direi che meno di 100 funzioni comprendono tutta la nostra coscienza. E ho ottenuto questo numero in gran parte grazie al libro di Marvin Minsky “The Emotion Machine“. E lui stima allo stesso modo che ci siano circa 100 sottoprogrammi che possono spiegare tutto, amore, odio, paura, speranza, e che guidano tutte le motivazioni di fondo che sono alla base della coscienza. Ognuna delle quali è suscettibile di codifica.

Questa è probabilmente la parte più difficile. L’interfaccia con un database relazionale che in pratica rappresenta tutto il contenuto che deve essere elaborato da quel codice, penso che sarà un problema molto più facile. La parte del problema sarà in gran parte gestita da aziende gigantesche di IT come Amazon e Google, e mi aspetto che per la maggior parte del “mindware” se la vedranno alcune società, come la squadra di IBM Watson e persone di quel settore. Ma mi aspetto che gran parte di tutto questo verrà fatto dalle persone del movimento dei maker e degli hacker.

Mi sono imbattuto in questa citazione del 2007 presente in CNN Money: “Non ho più alcun dubbio sul vantaggio di usare la motivazione del profitto per sviluppare cure“. Hai fondato United Therapeutics per trovare una cura più semplice per la malattia che affliggeva tua figlia. Credi ancora a quello che hai detto, e come fa una struttura capitalistica come questa a lavorare per cose come l’istruzione universitaria gratuita?

Sono una persona abbastanza pratica. Per sviluppare cose come una medicina, non puoi sviluppare realisticamente nemmeno una farmaco semplice, tanto meno uno complesso, con meno di circa 100 persone. A causa delle regole dell’FDA [Federal Drug Administration], devi avere persone che sono esperte. Prima di tutto, hai bisogno di chimici che davvero creano la medicina. Poi devi avere persone che sanno come produrla in grandi quantità, non che ne facciano poche. Poi devi avere persone per il controllo della qualità. Devi avere tutte queste persone e non hai nemmeno iniziato a testare la medicina. Quindi, puoi vedere molto rapidamente che hai bisogno di almeno 100 persone per sviluppare una medicina.

Ora, posso essere motivata per aver salvato mia figlia Jenesis; potrebbe importarmene meno dei soldi – non l’ho mai fatto per i soldi – non ho creato Sirius per i soldi. Perché sono una “distanziatrice”, voglio fare quello che posso per mandare via le persone, ed è stato quello che ho potuto fare. Ma trovare da sola uno sviluppatore di farmaci pre-clinici, un medico supervisore, un chimico per la sintesi, un formulatore fill-finish – l’unica cosa che li attirerà è dar loro uno stipendio, e il modo in cui ho provato a convincerli è stato offrire loro delle azioni, e le azioni varranno soldi, e invece di ritirarti a 70 anni ti ritiri a 40 anni.

Ho scoperto che i soldi non sono una motivazione sufficiente, ma un motivatore necessario. Non puoi trattare male anche le persone. Devi trattare le persone con rispetto e dare loro cose davvero interessanti sui cui lavorare. E hai bisogno di dar loro un pacchetto finanziario competitivo. L’unico modo per completare questo pacchetto finanziario è con una sorta di motivazione al profitto – qualcosa che farà salire il prezzo delle azioni, in modo che la loro ricchezza aumenti. Anche quando eravamo in privato dovevano vedere che c’era qualche modo per avere una sorta di partecipazione agli utili, altrimenti sarebbero andati altrove.

Non sto dicendo che sono contro l’istruzione a pagamento; sono contro al fatto di costringere gli studenti a pagarla. Davvero non ho alcun problema con l’istruzione pagata se è come la costruzione di una strada statale a pagamento. Ma non credo che si dovrebbe far pagare a tutti quelli che guidano sulla strada statale come se fosse un pedaggio. Se tutto fosse un’autostrada, allora le persone povere potrebbero non essere in grado di andare da un posto all’altro. E credo che tutta l’economia americana crollerebbe se ti dovessi fermare come in una zona di guerra e ricompensare qualcuno per aver percorso poche miglia. Non ho problemi con l’istruzione a pagamento, ma non bisogna costringere gli studenti a pagarla; non posso dirti quante volte le persone mi hanno detto: “Non ho intenzione di laurearmi perché non voglio finire con un quarto di milioni di dollari di debito“. Non li biasimo.

Si finisce in una situazione in cui le uniche persone a laurearsi/diplomarsi saranno i bambini delle persone ricche o quelle poche persone che desiderano laurearsi con, diciamo, un quarto di milione di dollari di debito. Così hai preso tutte queste persone a cui sono venute in mente idee brillanti e creative e le hai allontanate dalla scuola. Secondo me, è controproducente per tutto il paese. Se vogliamo un’istruzione a pagamento, allora direi che questa è una delle ragioni per cui si pagano le tasse, che il governo dovrebbe pagare un soggetto – che sia l’università di Harvard o di Phoenix – 1.000 dollari a persona per credito. Qualcosa del genere. Avremmo persone ad ispezionare, come abbiamo persone che ispezionano le industrie delle carni; entrano ed ispezionano il tuo impianto educativo e si accertano che non stai insegnando loro a tessere cesti, che il governo sta facendo qualcosa di sicuro per l’investimento pubblico.

Non mi sembra tanto difficile e dovrebbe essere così. Come quando sono andata alla UCLA, ho pagato 200 dollari a trimestre per seguire tutte le classi che volevo. Tutte le 30.000 persone che andavano lì pagavano 200 dollari per seguire le classi che desideravano. E ho avuto un lavoro al di fuori della scuola – ho usato i soldi che guadagnavo col consegnare i giornali e facendo la cameriera – e una volta a trimestre ho pagato i miei 200 dollari ai reggenti dell’Università della California. Come ho detto durante il mio intervento, abbiamo cose interessanti come l’elaborazione dei segnali digitali perché era quello che stava succedendo. E tutto quello che è cambiato è che prima lo Stato della California pagava circa il 90% del costo dell’Università della California, mentre oggi paga il 10%. E quindi ora gli studenti pagano circa 20.000 dollari.

Questo è terribilmente sbagliato, come lo è anche la legge HB2. È semplicemente sbagliata, ma è anche controproducente per il North Carolina. Perché il mio dipartimento delle risorse umane già mi sta dicendo che le persone stanno chiamando e dicendo cose tipo “Ma davvero il North Carolina ha pregiudizi contro le persone omosessuali e tutto il resto?”. Quindi le persone che stiamo reclutando sono riluttanti a venire nel North Carolina per la percezione dell’HB2. Perciò è controproducente, quanto lo è far pagare una piccola quantità di denaro per ricevere un’istruzione. È controproducente per l’intero paese.

Scusa, questo è uno dei miei argomenti scottanti. La penso come Bernie Sanders* a riguardo.

Il lavoro attuale della United Therapeutics punta sulla stampa 3D di organi umani – come si relaziona con la tua fede della trascendenza digitale? Sta rendendo il plug and play del corpo umano una soluzione provvisoria per un tempo in cui possiamo solo caricare la nostra coscienza su internet?

Non credo che le persone vorranno rinunciare mai al loro corpo. Penso che il corpo sia qualcosa di sorprendente, in tutte le sue varie funzioni – il senso del tatto, il gusto di mangiare, odorare le rose, fare l’amore e altro. La stragrande maggioranza delle persone non ha intenzione di rinunciare al suo corpo, ma non significa che non vogliono essere in grado di gestire una vita parallela e di concludere qualcosa in più nella loro vita avendo un ciber-sosia che ha trasceso il loro corpo, e che sta facendo diverse cose interessanti su internet che il loro corpo non può fare, perché i nostri corpi hanno limiti.

Per esempio, io sono una bibliofila – non posso leggere tutti i libri che compro e che vorrei leggere. Mi sento a mio agio con l’idea che se ci fosse una versione digitale di Martine che leggesse tutti questi libri, li amerebbe e leggerebbe. Solo perché la mia versione biologica non ha letto questi libri non significa che non leggerò questi libri. Mi sento a mio agio con l’idea che la mia identità possa trascendere il corpo e il substrato digitale in modo che possa avere una vita più piena – la Martine totale – rispetto all’essere solo un corpo o solo digitale.

In questo caso, dove risiede l’anima?

Penso che l’anima risieda in entrambi i corpi. E capisco che attraverso la storia le persone hanno creduto che l’anima si trovasse in un solo posto e ne ho parlato molto nel mio libro “Virtually Human“. La tua anima è quella che potremmo chiamare il nucleo del tuo sistema operativo. La si potrebbe descrivere come il codice sorgente. È la parte del sistema operativo che non cambia, oppure se cambia, lo fa molto molto lentamente nel corso di un lungo periodo di tempo. Ogni cambiamento nella tua anima ha un effetto radicale – come un terremoto nella tua coscienza. Quindi non c’è alcun problema nell’avere quest’anima sia nel tuo corpo sia nella tua mente, così come in una replica digitale o analogica di te stesso. Ha quella stessa anima, il che significa che certe cose sono super importanti.

Amo i miei genitori, amo mia moglie, credo nel trattare le persone in modo equo, ho una specie di lato selvaggio che mi piace esplorare – tutti i peccatucci di ogni individuo possono essere replicati in digitale e allora la loro anima ha trasceso il loro corpo e il loro sé digitale. Così quando ciò accade, quando il tuo corpo si distrugge o il tuo io digitale collassa, la tua anima ne sarà consapevole perché la tua anima non collasserà del tutto. La tua anima dirà: “Merda, è tutto distrutto! Ho perso il mio corpo!“.

Sarà come ai vecchi tempi con gli hard disk e senza la possibilità di fare back up. La tua anima sarà incazzata, ma sarà ancora la tu anima. Se qualcuno perde un braccio, si incazzerà, ma sarà ancora se stesso. Ma a un certo punto, un’anima potrebbe dire: “Non voglio più esistere“. Il suicidio non sparirà. Ha già superato le automobili come maggior causa di morte. Quindi il suicidio non sparirà, ma credo che il suicidio sia un problema di salute mentale, e che è il risultato del non avere abbastanza persone nella società che si mettono in comunicazione con altre persone che sentono di non avere speranza. Questo è qualcosa a cui dedicheremo più tempo, mentre la società avanza.


Martine Rothblatt ha espresso diverse volte la volontà di vivere per sempre caricando la mente su un computer. Quest’intervista ci ha dato la possibilità di scavare un po’ più a fondo nel suo pensiero. Martine Rothblatt fa persino riferimento alla trascendenza digitale, una realtà fatta di bit e che è al di fuori di ciò che percepiamo nel mondo reale. L’anima è nel corpo e nella mente. E forse continuerà ad esistere anche nelle copie digitali che creeremo attraverso il mind uploading.

Non voglio aprire un discorso filosofico e religioso sull’argomento. Ognuno può farsi un’idea in merito. Preferisco sottolineare che non dovrebbe importarci se gli scienziati seguano un credo o meno. Dovrebbe interessarci invece che gli scienziati facciano il loro dovere per migliorare la società in cui viviamo e per permettere a tutti di vivere con dignità. E Martine Rothblatt si sta impegnando affinché in futuro l’istruzione, la ricerca sull’intelligenza artificiale e sul mind uploading possano procurarci diversi vantaggi.

Proprio di recente, nel gruppo Facebook del Network dei Transumanisti Italiani, si è aperta una piccola discussione sul mind uploading. In particolare, il post discusso riguardava il mind uploading secondo Randal Koene, Riusciremo a raggiungere un simile livello tecnologico? Se sì, fra quanto tempo? Porterà benefici o problemi? Le opinioni si basavano in gran parte sulle previsioni di noti scienziati, come ad esempio Ray Kurzweil. Qualcuno era ottimista, qualcuno invece un po’ meno.

Come ho sostenuto anche nella discussione, sarà interessante vedere come si evolverà questa storia. Il mind uploading implica conseguenze importanti da diversi punti di vista: etico-morale, legale, sociale. Se gli esperti hanno fatto bene i loro calcoli, tra circa 30 il trasferimento di una mente su un computer sarà possibile. Da ora a 30 anni può succedere di tutto, considerando anche la crescita esponenziale della tecnologia. Però, questo significa anche che abbiamo 30 anni per studiarne le possibilità, la portata e le conseguenze sulle persone e sulla società. È la stessa idea che condivido quando parlo dell’eventuale sviluppo di un’intelligenza artificiale cattiva. Dipenderà tutto da noi.

Queste tecnologie possono farci stare meglio. Possono aiutarci a vivere meglio con noi stessi e con gli altri, indipendentemente dal nostro aspetto fisico, dalle nostre capacità mentali, dalle nostre preferenze sessuali e dal nostro credo religioso. Ecco, credo il cuore della questione sia proprio questo. La tecnologia deve essere uno strumento che ci deve consentire di vivere in serenità, anche insieme agli altri. Uno strumento che possa eliminare le disuguaglianze di qualsiasi tipo e che ci permetta di comunicare come meglio desideriamo.


*I’m feeling the Bern on that one: “Feel the Bern” è un’espressione adottata per le elezioni presidenziali degli USA del 2016 per supportare Bernie Sanders.

Fonte immagine: Flickr


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