Mind uploading

Steven Kotler: cosa succederà all’umanità quando copieremo digitalmente le nostre menti?

L’autore, giornalista e imprenditore americano Steven Kotler ha espresso la sua opinione sul mind uploading, ovvero la possibilità di caricare la nostra mente su un supporto digitale. La domanda che fa da cornice al suo intervento su Big Think è: cosa succederà all’umanità quando copieremo digitalmente le nostre menti? Di seguito il video e la trascrizione del suo contributo.

 

Il mind uploading secondo Steven Kotler

 

“Di fronte l’immortalità, la morale sta per cambiare radicalmente, giusto? Ci siamo evoluti per morire. Come per l’intera storia della vita su questo pianeta, la vita è giunta al termine. Non c’è niente, si sa, coscientemente non c’è alcun periodo che ci dica come ci si comporta se si vive per sempre. Questo è il modo in cui si inizia a strutturare una società se posso conservare la mia personalità su un computer. Questo è ciò che faccio. Posso conservare la personalità su un computer e scaricarla in un altro corpo.

Queste sono enormi, estese, davvero strane domande, vero? E a questo punto sembra totalmente fantascienza. Ma tutto ciò che abbiamo visto nei passati 25 anni è gran parte del canone della fantascienza del ventesimo secolo che si è già trasformata in un fatto scientifico nel ventunesimo secolo. Quindi abbiamo 50 anni, 70 anni per iniziare a capire queste domande davvero complicate.

L’idea del mind uploading è che possiamo conservare noi stessi su silicio. Possiamo caricare le nostre personalità, i nostri cervelli, parte della nostra coscienza nei computer e possono stare in giro per sempre. Si tratta di sicuro di una tecnologia lontana, anche se la British Telecom ci sta lavorando, le persone ci stanno lavorando. È ancora troppo presto.

Ray Kurzweil ha notoriamente fissato la data al 2045 per quando saremo in grado di affrontare il problema. Potrebbe essere molto, molto entusiastico. Penso sia una previsione prudente. Ma il fatto è che ad un certo punto del secolo questo è probabilmente destinato a diventare reale.

Hai dovuto fermarti e hai dovuto affrontare tutte le 5 maggiori religioni del mondo solo per cominciare da lì. Usare la minaccia dell’aldilà, giusto? Cosa succederà dopo questa vita per indirizzare la morale e plasmare il comportamento. Quindi, cosa succede alla morale teologica di fronte all’immortalità tecnologica è il grande tipo di domanda metafisica.

Se si guarda al lavoro di fantascienza di Richard K. Morgan che è fantastico, lui parla di quello che succede quando la coscienza diventa scaricabile, il corpo sacrificabile e cosa significa ciò per i soldati, gli eserciti, i mercenari e cose del genere. Quindi c’è davvero qualcosa di simile a un lato crudo cyberpunk nella tecnologia del mind uploading. Anche se la si sta sviluppando per scopi educativi, in modo che possiamo preservare i cervelli degli Einstein, dei Beethoven e dei Richard Feynman del mondo e tipo entrare dentro di essi.

Ma è un po’ come credo sia la televisione, giusto? Quando hanno creato la televisione, pensavano che sarebbe stata usata per scopi educativi e quelli erano gli unici – chiedi al creatore della tv per cosa potrebbe essere buono questo [mind uploading, ndr]. Beh, per l’educazione ovviamente. 50 anni dopo, non c’è poi così tanta educazione. Ci sono tante stronzate e penso che possiamo vedere la stessa cosa con il mind uploading.

Ma la differenza naturalmente è che il mind uploading, memorizzare i sé su silicio, anche vacillando sull’orlo della cosiddetta immortalità, cambia tutto ciò che riguarda essere umani a un livello profondo davvero fondamentale. E quando dico livello profondo davvero fondamentale, voglio dire che stiamo iniziando a giocherellare e a scherzare con i processi evolutivi. Processi di cui non sappiamo le conseguenze se li interromperemo perché non lo abbiamo mai fatto finora.”


Secondo Steven Kotler, prima o poi dovremo confortarci con la prospettiva dell’immortalità. Immortalità intesa come possibilità di estendere in modo indefinito la durata della nostra vita. Una di queste possibilità è l’immortalità raggiungibile attraverso il mind uploading. Dopo la morte, le nostre menti potranno essere caricate su un computer e poi scaricate in un altro corpo. Difficile immaginare uno scenario del genere? Per qualcuno come Steven Kotler l’unico ostacolo è capire quali potranno essere le conseguenze.

La sua riflessione si concentra sul confronto tra biologia e cultura. Da una parte evidenzia come la morte sia il motore dell’evoluzione. I nostri geni si adattano all’ambiente e vengono preservati abbastanza a lungo per passare alla generazione successiva. Dall’altra parte, invece, sottolinea l’importanza dell’impatto della cultura. Ad esempio, le religioni vogliono guidare la morale umana e ci dicono cosa esiste dopo la nostra morte naturale. Di conseguenza diventa davvero difficile capire quali dogmi esse rivendicheranno per gli umani in un mondo in cui potremo vivere per sempre.

Quella di Steven Kotler può sembrare una provocazione alle religioni. Ma il suo era solo uno dei tanti esempi. L’immortalità toccherà tanti altri aspetti del nostro vivere quotidiano, dai rapporti sociali fino al nostro modo di percepire il mondo.

Anche alcuni esperti e scienziati si sono espressi sul tema del mind uploading. Randal KoeneMartine Rothblatt e Ray Kurzweil, citato proprio dallo stesso Steven Kotler. Loro pensano che il caricamento di una mente su un computer sarà possibile: è solo questione di tempo. Altri scienziati pensano che un giorno saremo anche in grado di trasferire una coscienza da una mente all’altra. In generale, questo tipo di immortalità è un tema che affascina molti ricercatori ed è oggetto di discussione anche per i transumanisti.

Difficile sapere cosa succederà all’umanità quando saremo in grado di creare copie digitali delle nostre menti. Prima ancora di raggiungere questo traguardo, se lo raggiungeremo, faremo di sicuro altri progressi nell’ambito delle tecnologie digitali. E forse inizierà a cambiare anche la nostra concezione di “essere umani”.

Fonte immagine: Flickr


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